Coronavirus, un precursore in Europa e ora un allarme di volo: “Cambio di direzione”

Non solo treni. Anche l’allarme sulla distanza dei passeggeri sui veicoli a corto raggio potrebbe causare compressione aeroplani. In effetti, l’ascesa della curva di trasmissione preoccupa il governo al punto che, secondo fonti vicine ai ministeri dei trasporti e della salute, non è escluso che si possa raggiungere una revisione delle norme sulla distanza in volo. Nell’intenzione dell’esecutivo, infatti, ci sarebbe il desiderio di ricevere nuove indicazioni dal Comitato Scientifico Tecnico (CTS) che non consentirà alle compagnie aeree di riempire il loro aereo al cento per cento.

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Cioè, come è stato stabilito ieri con un ordine firmato da Roberto Speranza per i treni ad alta velocità, è rimasto almeno un metro tra un passeggero e l’altro, in particolare per le rotte che provengono da paesi con il numero di Inquinamento aggravato dalla Spagna ( 1.525 nuovi positivi), Francia (1.300) o Germania (955) rispetto ai 295 nuovi casi italiani di ieri (per un totale di 247.832) e registrato solo 5 decessi (per un totale di 35.146 decessi).

COMITATO SCIENTIFICO TECNICO
La pressione sul CTS, tuttavia, in modo nascosto, esiste già in un comunicato stampa emesso ieri dal MIT. Alla fine della nota con la quale il ministero ha chiarito le controversie scoppiate in merito ai treni, sostenendo che non “ripristinava il riempimento del 100% ma un’eccezione alla distanza sociale di un metro in determinate condizioni”, leggiamo: “Per l’intero sistema di trasporto pubblico , ha chiesto al CTS di rivalutare tutte le istruzioni già allegate al Dpcm del 14 luglio “. Un’indicazione di come l’esplosione del contatore ad alta velocità potrebbe anche essere l’inizio di una strategia di revisione delle regole per tutti i modi di trasporto. Un improvviso cambio di direzione da una prospettiva restrittiva che, come nel caso di Italo e Trenitalia, potrebbe finire per sorprendere i vettori.

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“Siamo rimasti entusiasti – apprendiamo da fonti vicine a Ntv – abbiamo lavorato per giorni con il Ministero, spendendo denaro ed energia per adattarci alle condizioni stabilite nel Dpcm del 14 luglio. Richieste che abbiamo accolto con gioia per proteggere la salute dei clienti”. Ad esempio, tra le altre cose, gli è stato chiesto di preparare una corretta ventilazione degli ambienti, di misurare la temperatura dei passeggeri prima dell’imbarco, di sostituire le maschere dopo 4 ore e di disinfettare costantemente i carri. Il risultato? “Abbiamo appena iniziato a vendere “biglietti e viaggi a velocità quasi normale, siamo tornati al punto di partenza e domani (nota dell’autore oggi) annulleremo dodici treni perché non possiamo trasportare passeggeri su altri treni”.

MISURARE
Un terzino in cui Cts ha avuto un ruolo da protagonista. La disputa, che in effetti descriveva la fine della distanza dei passeggeri ad alta velocità come “preoccupante”, ha spinto Speranza a pubblicare la controversa misura di revisione nel pomeriggio, annullando efficacemente gli accordi del MIT con Italo e Trenitalia. “Ho firmato un ordine che ribadisce che in tutte le aree chiuse, aperte al pubblico, compresi i trasporti pubblici, sia la distanza di almeno un metro che l’obbligo di indossare una maschera sono e rimangono obbligatori”, ha affermato su Facebook. Non solo. Come se la situazione non fosse abbastanza complicata da sola, ieri nel Distretto della Lombardia è entrato in vigore un ordine del Governatore Attilio Fontana fino a settembre, che ha annullato la distanza per i posti dei trasporti pubblici locali. Una misura che non è stata ratificata dal CTS che, quando è stato emesso l’ordine di ieri, sembrava quindi essere respinto, ma non è così. Perché le regioni possono prendere decisioni diverse.

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Ultimo aggiornamento: 01:15


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