SAN PELLEGRINO IN ALPE: UNDICI ANIME, DUE REGIONI E UNO SPETTACOLO UNICO

Writer: Giacomo Bernardi   Photo: Daniele Saisi


A 1525 metri di altezza, proprio al confine fra la Toscana e l'Emilia Romagna, si trova San Pellegrino in Alpe, il paese più alto di tutta la catena Appenninica. Non si trova proprio al confine fra le due regioni, San Pellegrino è 'il confine'. Una parte del borgo ricade geograficamente in Garfagnana, mentre l'altra nel modenese. A questo proposito, il poeta Umberto Monti scrisse:"San Pellegrino non è un punto geografico, è semplicemente un luogo dell'anima". Una definizione perfetta, che descrive perfettamente la magia di San Pellegrino in Alpe, con tutti i suoi pregi e difetti. Già, perché gli abitanti del paese, per godersi questo angolo di mondo, lontano da tutto e da tutti, devono anche sopportare qualche disagio burocratico. La posta, ad esempio. Può arrivare da Frassinoro (in Emilia), da Castiglione in Garfagnana o, vista la confusione, non arrivare proprio. Anche per fare dei lavori, il problema è doppio. E' necessario infatti presentare due dichiarazioni di inizio lavori alle rispettive regioni e aspettare l'approvazione di entrambe. Inoltre, la scuola e il paese più vicino sono distanti ben 18 km e le province di riferimento, Modena e Lucca, rispettivamente 62 e 37 km...di curve e tornanti.

Qualche noia burocratica, ricambiata però da una vista mozzafiato. Da San Pellegrino si gode di un ampio panorama sulle Alpi Apuane e sull'intera Garfagnana. Una nota leggenda narra che San Pellegrino delle Alpi, tentato e oppresso dal diavolo, perse la pazienza e gli sferrò uno schiaffo tremendo, facendogli attraversare l'intera valle, fino a sbattere contro le montagne. Queste vennero oltrepassate e bucate dal corpo del diavolo, lasciando come traccia il mitico Monte Forato, un arco naturale di pietra alto 12 metri e ben visibile dal paese.

Insomma, San Pellegrino in Alpe è un luogo davvero unico e, oltre ai molti turisti, può contare anche undici abitanti e residenti, che vivono qui tutto l'anno. Una vera e propria dichiarazione d'amore eterna di undici anime che sono divise fra due famiglie, i Lunardi e i Maier. "Siamo pochi, ma in realtà non restiamo mai soli - spiega Luciano Maier a Il Giornale - d'estate arrivano centinaia di pellegrini, seguiti poi nel corso dell'anno da fungaioli, cacciatori, motociclisti e amanti della neve". La famiglia Maier gestisce l'albergo e il ristorante che si trovano proprio in cima al valico e non abbandonano mai la loro attività. "Basta abituarsi - continua Marcello - da bambino percorrevo ogni giorno 3 km a piedi per prendere l'autobus che mi portava a scuola". Una scelta di vita ammirevole e lodevole. Insieme alle famiglie Maier e Lunardi, ci sono spesso anche Graziella Di Giulio e Piero Picchi, i custodi dell'ospizio di San Pellegrino in Alpe. Loro provengono da Altopascio, ma una volta in pensione hanno deciso di trasferirsi qui e lavorare per la splendida canonica, il negozio adiacente e il museo etnografico. Una scelta di vita per cui tutta la comunità è loro grata.

Qua il lavoro non manca mai. Il patrimonio culturale è inestimabile e la manutenzione passa anche e soprattutto dalla forza di volontà di queste persone. A San Pellegrino i problemi sono di tutti. Qualcuno in questo magico paese di confine deve pur restarci perché si sa: qui un pellegrino è sempre in arrivo.