PONTREMOLI, LA STORICA CAPITALE DELLA LUNIGIANA SORGE TRA EMILIA E LIGURIA

Al confine con l’Emilia, nell’ultimo lembo a settentrione di terra Toscana, sorge Pontremoli, la capitale storica della Lunigiana. Adagiata ai piedi del Passo della Cisa lungo la stretta lingua di superfice che divide i fiumi Magra e Verde, Pontremoli merita una visita, una deviazione, per la sue architetture, la sua storia e le sue specialità gastronomiche.

Writer: Gabriele Maneschi


Antica “Apua” e patria dei liguri – apuani, Pontremoli, Pons Tremulus nel Medioevo, conobbe, grazie alla via

Duomo di Pontremoli e Campanone

Francigena, il suo massimo splendore. All’Alto Medioevo risale il Castello del Piagnaro, la sola fortezza rimasta delle tre un tempo esistenti.. Balcone privilegiato sulla valle del Magra e struttura dominante dell’intero abitato: il castello deve il suo nome ad una vicina cava di lastre di ardesia; le cosiddette piagne - tipica copertura delle case lunigianesi. Al Piagnaro ha sede, dal 1975 il Museo delle Statue a Stele della Lunigiana. Raffigurazioni antropomorfe conficcate dalle popolazioni liguri in prossimità di valichi, crocevia e punti d’incontro; luoghi rilevanti dal punto di vista geografico e sociale presumibilmente destinati a cerimoniali e rituali di passaggio. Risalenti a circa cinquemila anni fa e ritrovate in diverse fasi negli ultimi due secoli nel bacino del Magra le statue a stele sono divenute, negli anni, l’icona identitaria della Lunigiana.

In Piazza della Repubblica, all’ombra del “Campanone”, la torre voluta da Castruccio Castracani per dividere mediante cortina Guelfi e Ghibellini (fazioni successivamente alleate a Pontremoli per scacciare la tirannia bavarese) troviamo il Caffè degli Svizzeri, uno dei locali simbolo della città. Arredi in stile liberty e prodotti tipici, un connubio ininterrotto dal 1842. Tra le specialità ricordiamo la Spongata: un dolce con crosta di pasta frolla ed impasto a base di frutta secca, canditi cacao e spezie e gli Amor: una pasta composta da due cialde farcite da una misteriosa crema. Nei pressi della stazione, appena fuori dal centro storico, un ristorante tra i più apprezzati dell’intera Lunigiana: l’Osteria della Luna. Atmosfera conviviale, l’estro e le ricette di Mara, la titolare, i piatti della tradizione pontremolese e parmense: testaroli al pesto, anolini in brodo, bolliti vari.

Dalla volontà e dal peregrinare dei bancarellai pontremolesi, nel 1952 è nato il “Premio Bancarella”: l’unica manifestazione letteraria italiana gestita esclusivamente dai librai. Nessuna ipocrita mediazione e poco spazio alle tanto vituperate giurie; ciò che conta, nella genuina esaltazione della qualità letteraria, è la “merce libro”. Partecipando alla genesi del “Bancarella” Oriana Fallaci scrisse riferendosi ai librai pontremolesi: “(…) sentivano quali libri era il caso di comprare e quali no (…) un sesto senso che, dicono, è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza”.

Ogni estate, durante Medievalis, Pontremoli si trasforma, per qualche giorno, in una città d’altri tempi. Il festival rievoca la concessione del diploma di libero comune da parte dell’imperatore Federico II. Duelli cavallereschi, giochi e numerosi iniziative. Tra le viuzze del borgo, specialmente durante Medievalis, è facile incontrare Zucchero Fornaciari, abitante e cittadino onorario di Pontremoli.