LORENZI, CHIARUGI E FLACHI. I GRANDI NUMERI 10 TOSCANI, TRA GENIO E SREGOLATEZZA

Writer: Giacomo Bernardi


Il numero 10 nel calcio: un simbolo eterno dal fascino unico. La maglia indossata, fin dagli anni '50, dal giocatore più rappresentativo e carismatico della squadra. Il giocatore capace di illuminare il gioco e cambiare le sorti di una partita in qualunque momento, così, improvvisamente. Nel giorno del 40esimo compleanno di Francesco Totti, bandiera della Roma e forse ultimo esempio di grande numero 10 del calcio italiano, abbiamo ricercato negli almanacchi le storie dei toscani che quella maglia l'hanno indossata, facendo impazzire gli avversari e accendendo gli entusiasmi dei tifosi, che ancora sognano ricordando le loro gesta.

FRANCESCO FLACHI - Genio e sregolatezza per il funambolo nato a Firenze nel 1975. Una carriera costellata da 11grandi stagioni e valanghe di gol, soprattutto con la maglia della Sampdoria, alternate purtroppo a cadute rovinose che lo hanno visto coinvolto nello scandalo calcioscommesse del 2006 e in due maxi squalifiche per doping, la prima nel 2007 e la seconda, definitiva due anni dopo. Nel suo palmarès 1 Campionato di Serie B e una Coppa Italia, entrambi conquistati con la maglia della Fiorentina in giovane età. Dopo essere stato squalificato per 12 anni, Flachi è tornato a Firenze, dove oggi gestisce una paninoteca con la famiglia.

12BENITO LORENZI - Nato a Borgo a Buggiano e simbolo del calcio valdinievolino, Lorenzi è stato bandiera dell'Inter per più di dieci anni, fra il '47 e il '58. Con la maglia nerazzurra ha conquistato due scudetti e segnato 143 gol. Giocatore abilissimo tecnicamente e infinitamente scaltro, era noto per strizzare i testicoli degli avversari durante le palle inattive per anticiparli sul tempo e segnare. Di carattere burrascoso, durante i Mondiali 1954 rifilò un calcio all'arbitro brasiliano Viana per non avergli concesso un fallo e si guadagnò il soprannome di 'Veleno'. Terminò la sua carriera con la maglia del Varese, regalando fino all'ultima partita sprazzi di genio e follia. Si è spento a Milano, dove abitava, nel marzo del 2007.

ALESSANDRO DIAMANTI - Uno dei talenti più puri del calcio italiano degli ultimi anni, che però non è mai 13riuscito a realizzarsi pienamente. Dotato di un sinistro magico, con cui disegna parabole impensabili, è cresciuto calcisticamente nel Prato , per esordire poi nella massima serie con la maglia del Livorno. In maglia amaranto, Diamanti si è fatto conoscere dal grande pubblico per la sua immensa abilità nei calci piazzati. Alino, come lo chiamano i tifosi, segnava ripetutamente sui calci piazzati, spesso anche direttamente dalla bandierina. Il suo carattere schietto e diretto gli ha precluso l'approdo nei top club italiani, a causa di qualche attrito di troppo con i suoi allenatori. Dopo un'esperienza in Premier con la maglia del West Ham e una stagione in Cina, oggi Alino è di nuovo in Serie A con la maglia del Palermo, con cui cerca il riscatto. Il suo sinistro sembra ancora caldo...vedremo.

14LUCIANO CHIARUGI - Ancora oggi, nelle squadre della periferia di Firenze, se sei bravo a giocare a calcio ti chiamano 'Chiarugi'. Luciano Chiarugi, nato a Ponsacco, ha scritto la storia della Fiorentina, squadra in cui è cresciuto e con cui ha vinto da protagonista assoluto lo scudetto 1968-69. Giocatore atipico per l'epoca, Chiarugi era capace di dribblare facilmente i suoi avversari e di fornire assist al bacio per i compagni di squadra. Estroso e fantasioso, fu soprannominato 'Cavallo Pazzo' e fu più volte accusato di essere un simulatore: ha ottenuto decine di rigori nella sua carriera, gli arbitri ci cascavano sempre, a tal punto che la categoria arbitrale coniò il termine 'chiarugismo', per indicare le finte cadute in area degli attaccanti. Oggi vive a Firenze, dove ha allenato per molti anni anche nei settori giovanili.

Fra i grandi numeri 10 toscani 'di adozione', è invece doveroso citare Giancarlo Antognoni, Campione del Mondo nel '82 e storica bandiera della Fiorentina, con cui ha totalizzato 341 presenze. Anche Igor Protti, originario di Rimini, è stato adottato dalla gente di Livorno, alla quale ha regalato 111 gol in poco più di 200 presenze fra il '99 e il 2005, scrivendo la storia più recente del club amaranto. Un altro ottimo numero 10, in questo caso toscano doc, è l'attuale tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri. L'allenatore dei Campioni d'Italia fu un discreto centrocampista a cavallo fra gli anni '80 e '90. Piedi buoni, visione di gioco e una grande capacità di leggere la partita. Il suo fisico esile, per questo si è guadagnato il soprannome di "acciuga", gli consentiva inoltre di penetrare con velocità nelle difese avversarie creando continuamente occasioni da gol, ma il carattere un po' scanzonato non gli permise di raggiungere livelli altissimi. Il suo storico allenatore, Giovanni Galeone, ha detto di lui:"Da calciatore ha raggiunto meno, molto meno di quanto meritasse".