"L'ITALIA FUORI DAI MONDIALI? FAREMO IL TIFO PER PANAMA, MICA E' UNA TRAGEDIA"

Writer: Andrea Spadoni


LUCCA

Lui, sull'Italia ai mondiali, ha scritto un libro. Un po' di anni fa. Ma, si sa, i libri sono un po' come il vino: più invecchiano e più affascinano. Sarà per la polvere che prendono sulle mensole o per l'odore che la carta sprigiona anche a distanza di anni. Oppure per le storie che vi sono dentro, raccontate con passione da chi, con il calcio e per il calcio, ci ha costruito una vita intera e una professione. E, in questo caso, con la nazionale.

“Tutti i toscani mondiali”, questo il titolo del libro editato da Marco Del Bucchia e scritto dal giornalista Enrico Pace, direttore responsabile della piattaforma di news online “Lucca in diretta”, arricchito dalle illustrazioni dell'artista versiliese Matteo Mancini. Un volume che quando venne presentato raccolse molti consensi, sia di critiche, sia di vendite: “E' un libro che contiene tante vite di calciatori toscani, alcuni veri campioni nella loro epoca. Nasco come giornalista sportivo e amo scrivere storie. Da qui è partito lo spunto di andare a cercare nelle 18 edizioni dei mondiali chi aveva indossato la maglia della Toscana, oltre a quella azzurra della Nazionale”. Da Aldo Olivieri, portiere che ha vestito anche la maglia della Lucchese, al mito vivente del calcio fiorentino Egisto Pandolfini, Benito Lorenzi, il mitico “Veleno” di Borgo a Buggiano, fino ad arrivare ai più attuali Marcello Lippi e Andrea Barzagli, protagonisti anche della spedizione che nel 2006 vinse la Coppa del Mondo. Uno spazio è riservato anche i toscani di adozione (Antognoni e Valcareggi) e anche a quelli che, pur non toccando il campo alla manifestazione iridata, hanno vestito almeno una volta la maglia azzurra.

Non è un caso che proprio oggi, 14 novembre 2017, data storica in negativo per il calcio italiano, il day after della sconfitta con la Svezia che, 50 anni dopo la clamorosa debacle del 1958, ci riporta fuori dalla manifestazione sportiva più prestigiosa, quella che accende gli animi e riunisce tutti, almeno per un mese, sotto la stessa bandiera, i campionati del mondo di calcio, abbiamo contattato il giornalista Enrico Pace. Abbiamo deciso di chiedere a un professionista che, non tantissimi anni fa aveva scritto un libro sulla nazionale, sugli azzurri, quali sono le sue sensazioni dopo la clamorosa eliminazione: “E' accaduta questa catastrofe sportiva al termine di una doppia sfida contro la Svezia dove non siamo riusciti a segnare. Una squadra senza gioco, che non trasmette emozioni né per la sua coralità né con i singoli, che a mio modo di vedere è la meno coinvolgente della storia. Poi ci possiamo attaccare al palo di Darmian all'andata a una bella parata del loro portiere, ma non sarebbe sufficiente a giustificare questo fallimento che va diviso in parti eguali tra tutti i soggetti coinvolti”.

Ma cosa si prova il giorno dopo? “Dispiace molto e, nel mio caso, l'attaccamento alla nazionale di calcio è praticamente genetico, dato che il primo mondiale che ricordo e che ho vissuto è quello del 1982. Però dobbiamo pensare che è calcio, è sport, è un gioco. Non è tutta questa tragedia. Anzi, sai che ti dico? Questa estate il campionato del mondo di calcio lo guarderò lo stesso e forse sarà più bello perché non ci saranno pressioni e potremo appassionarsi a squadre con tradizione calcistica diversa dalla nostra, tipo Panama o Irlanda. Di sicuro faremo il tifo contro la Svezia”.

TUTTI I TOSCANI MONDIALI (Marco Del Bucchia Editore).