ALESSIO LINI: "L'ESTATE AL FORTE? UN INCANTESIMO CHE OGNI ANNO SI RINNOVA"

Writer: Giacomo Bernardi


Tutti conoscono il "Pibe" in Versilia. Alessio Lini, avvocato, produttore di vini e assiduo frequentatore de La Capannina, solo ad una cosa non può rinunciare: l'estate al Forte.

Sei un riferimento assoluto della Versilia by night e non solo, come ti sei costruito questo ruolo?
Essere se stessi sembra che sia un ruolo costruito, soprattutto per chi non gioca mai con il proprio ego, con i propri clichés e con l’immagine che gli altri hanno di noi. In realtà non mi interessa essere un riferimento. E di cosa poi? Il mio narcisismo è già stato vellicato a sufficienza, sto bene nei miei panni, mi interessano l’educazione e la gentilezza, coltivo un po’ l’autoironia anche quando viene scambiata per serietà (pure per esibizionismo). Mi piace sentirmi libero di essere avvocato, venditore e raccontatore delle bollicine di famiglia (LINI910 n.d.r.), cialtrone per una notte, aspirante “poeta” delle piccole cose, raccontastorie ma più di tutto mi piace - davanti al mare - essere un sognatore di sogni impossibili. Vorrei piuttosto essere un esempio, quello si. Quantomeno per quelli più giovani di me. Vivere la notte e la mondanità della Versilia ha, da sempre, dei significati sottesi meravigliosi; la notte deve essere sinonimo di leggerezza, magia, divertimento e poesia; non deve essere relegata a territorio in cui stordirsi fino all’alba.

La redazione di Must Review in visita nella casa estiva del "Pibe" a Forte dei Marmi

Come mai tutti ti conoscono come il Pibe?
Da ragazzo sembrava, anzi era quasi certo, che avrei fatto il calciatore, avevo un buon sinistro. Per tutti sono sempre stato il Pibe "de oro”, una carriera quasi decisa, ma non ce l'ho fatta. Forse è stato giusto così. Forse no. Per i miei sogni da ragazzo quella è stata una sconfitta che mi sono abituato a portare nel cuore ed il cui peso, gravoso e leggero insieme, mi ha aiutato a intraprendere la strada dell'uomo che sono e dell'uomo che vorrei diventare. La convivenza quotidiana con le parole degli amici che per confortarti ti ripetono di quanto non si capacitino della tua vicenda, il rinovellare quello che doveva essere e non è stato, sono un allenamento alla calma, alla pazienza, all’abbandono; sono una ferita mai chiusa, ma che guardo con orgoglio e fierezza. Se solo smettessimo di voler nascondere il dolore ma lo rendessimo prezioso, potremmo esibire la nostra bellezza, che non viene dalla perfezione.

L'estate al Forte è un must assoluto, che si tramanda di generazione in generazione, che sfida il tempo e resiste negli anni. Secondo te, perché non perde mai la sua magia?
Ogni stagione sembra uguale a se stessa, le case di villeggiatura si rianimano, i bagni si riempiono, il lungomare stesso torna a vivere. È un incantesimo che si rinnova e, per definizione, non va spiegato. Le persiane sbadigliano di nuovo, le biciclette vengono parcheggiate nei giardini ed io, che vedo e mi gusto il Forte in ogni stagione gioisco ad oltranza quando si sprigiona l’energia dell’estate. Sono uno che mal sopporta le giacche pesanti e adesso sono felice di ricevere il sole fin dentro le ossa senza mai dimenticare il privilegio di essere qui.

Tre consigli per vivere un'estate al top in Versilia.
Questo dipende da ciò che cerca ciascuno. Per me funziona così: per vivere un’estate da ricordare, parlerei, per l’appunto, di bellezza. Della bellezza dei modi, dell'animo, di un sorriso, della gratitudine, della preghiera, del mare che può e deve diventare un rifugio. Ecco quello che rincorro qui, anche d'estate: che la mondanità (che pure vivo ad oltranza) venga sempre dopo questa ricerca di bellezza. Non penso sia necessario atteggiarsi ad asceti per essere spogli interiormente; quello che c’è nel mio cuore lo terrei volentieri celato per donarlo a chi meriti, indossando il volto della cordialità più autentica e riservando le malinconie all’intimità.


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