LA MAGICA ATMOSFERA DI MASADA E LE ACQUE GALLEGGIANTI DEL MAR MORTO

Writer e photo: Paolo Nucci (il nostro inviato in Israele)


La storia di Masada è tanto tragica quanto vera e vale davvero la pena visitare le rovine di quella che una volta era la fortezza del Re Erode, per calarsi nell’atmosfera che si viveva in quel periodo grazie soprattutto al grande lavoro di recupero che è stato fatto a partire dal 1963 dall’archeologo israeliano Ygael Ladin e proseguito fino ad oggi con l’apertura del museo che è alla base della montagna. Masada era appunto la città ebraica sede del palazzo di re Erode il Grande dove si rifugiarono gli ebrei dopo la caduta di Gerusalemme intorno al 70 d.C. La fortezza era pressoché inespugnabile, così arroccata sulla sommità della montagna, il cui unico accesso era dato da una ripida scalinata, detta il sentiero del serpente, che si dice fosse così stretto e tortuoso da non permettere il passaggio di più di una persona alla volta. Le legioni romane la tennero d’assedio per più di tre anni e riuscirono a violarla solamente costruendo un enorme terrapieno alla base della montagna, che gli permise di arrivare fino alle mura che distrussero con gli arieti. Quando però i soldati romani entrarono in città non ebbero alcuna resistenza e davanti ai loro occhi si trovarono l’atroce spettacolo dei cadaveri degli ebrei che, pur di non consegnarsi prigionieri, misero in atto un suicidio di massa che rimane tutt’oggi un evento unico nella storia.

Lasciando le rovine di Masada verso nord si entra nel cuore del deserto della Giudea dove, nella zona al confine con la Giordania, troviamo il cosiddetto Mar Morto, o anche mare del sale. In effetti questo bacino, che è considerato il posto più basso della terra con i suoi 420 metri sotto il livello del mare, è un vero e proprio lago alimentato dalle acque del fiume Giordano e deve la sua notorietà all’acqua che è incredibilmente piena di sale e genera il curioso fenomeno per cui si può galleggiare a pelo d’acqua restando assolutamente fermi senza il minimo sforzo. Anche volendo, ed è assolutamente sconsigliabile visto il bruciore che provoca l’alta concentrazione di sale, non si riesce mai ad immergersi completamente. Queste acque però sono famose soprattutto per le loro qualità curative e benefiche, specialmente per la pelle. Questo fa si che questa zona sia presa d’assalto dai turisti che abbinano la vacanza storico-culturale ai trattamenti nelle spa degli hotel lungo il Mar Morto con i prodotti di bellezza che dal sale di queste acque vengono ricavati.


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