CONOSCERE IL VINO A ISRAELE E LA CERTIFICAZIONE KOSHER

Writer e photo: Paolo Nucci (il nostro inviato in Israele)


TEL AVIV - La conoscenza del vino in Israele sembra risalire a circa 5000 anni fa ed ebbe un suo periodo di splendore nell’era Bizantina e Romana per poi cessare completamente sotto il dominio musulmano in quanto l’alcool fu bandito per motivi religiosi. Fra il XII e il XIII secolo ci sono stati vari tentativi di reimpiantare le viti ma con le difficoltà date dai terreni aridi e sassosi del deserto era più semplice importarlo dall’Europa. Per produrre vino in Israele si dovette aspettare fino alla fine del 1800 quando il Barone Edmond De Rothschild proprietario del Chateaux Lafite di Bordeaux finanziò la creazione della cantina Carmel per poter produrre vino “kasher” da distribuire agli ebrei in tutto il mondo. All’inizio questo vino era di bassa qualità e destinato principalmente a scopi religiosi poi, dal 1982 con la creazione di vigneti sulle alture del Golan si è arrivati allla produzione di ottimi Merlot, Cabernet Sauvignon, Bordeaux ecc.

CERTIFICAZIONE “KOSHER”

Per avere la certificazione kosher il vino deve essere prodotto seguendo le regole alimentari scritte nella Torah ed è una delle caratteristiche principali del vino prodotto in Israele. E' anche la condizione essenziale per poter vendere il vino anche alle comunità ebraiche nel paese e all’estero. Il procedimento essenziale per la produzione del vino Kosher non è assolutamente diverso da quello normale, ma si devono seguire alcune inderogabili regole fondamentali: l’uva non può essere utilizzata per la vinificazione prima di 4 anni dalla piantumazione. Niente può essere coltivato tra i filari delle viti. I terreni devono risposare ogni sette anni. La stessa regola vale anche per le persone: i lavoratori dovranno stare fermi un anno ogni 7. Si devono usare solo strumenti e impianti di stoccaggio kosher. Tutte le attrezzature e le vasche devono essere pulite affinché non rimangano corpi estranei. Solo gli ebrei osservanti shabbat sono autorizzati a entrare in contatto con il vino e devono indossare un particolare indumento chiamato Zizzit che consiste in quattro frange di cotone da portare sotto i normali vestiti in modo da essere comunque visibili. Poiché molti produttori non sono osservanti shabbat, devono affidarsi a tecnici e assistenti ortodossi e supervisori del kashrut, senza poter assolutamente toccare uva o vasche o macchinari fino a che il vino non sia stato imbottigliato. 

La produzione di vino in Israele è divisa fra 5 grosse aziende vitivinicole che producono l’80% del vino israeliano (circa 30 milioni di bottiglie di qui 5-6 milioni vengono esportate principalmentee in USA per le comunità ebraiche e il resto consumato in patria) e circa 150 “boutique winery” che sono principalmente a conduzione familiare e producono al massimo 100.000 bottiglie l’anno da destinare esclusivamente alla vendita diretta in azienda o presso piccoli negozi. Visitare queste piccole cantine e prendere parte alle loro degustazioni è una cosa assolutamente da non perdere durante una vacanza in Israele.

BRAVDO – boutique winery

E’ una “boutique winery” nella città di Karmey Yosef. Il fondatore e proprietario è Zory Arkin che, sui terreni di famiglia destinati storicamente ad altre coltivazioni, ha iniziato a impiantare vitigni e produrre ottimi Chardonnay e Shiraz. La produzione di questa piccola azienda è completamente certificata “kasher” e seguita in ogni suo passo da personale di religione ebraica ortodossa che ne garantisce la genuinità.

CARMEY AVDAT Farm

questa piccola azienda è stata fondata da Hannah e Eyal Izrael sulla “Wine Route” nel deserto del Negev dove 1500 anni fa esistevano gli insediamenti agricoli sulla “Rotta delle Spezie” che gli arabi percorrevano per portare i loro prodotti verso l’Europa. Su di un terreno completamente roccioso, nel 1998 sono state impiantati i primi vitigni di Cabernet Sauvignon e Merlot, ma solo nel 2005 è arrivata la prima produzione di vini e adesso, nei sei ettari di vigneti, vengono prodotti ottimi Cabernet Sauvignon, Merlot, Barbera, Chardonnay oltre a un delizioso vino da dessert che non ha niente da invidiare al ben più famoso Porto. In queste zone completamente desertiche, che offrono inverni secchi ed estati molto calde, esiste da sempre il problema dell’irrigazione dei vigneti che i produttori hanno superato con un sistema ereditato dagli antichi contadini e che consiste nell’erigere piccoli cumuli di pietre sul terreno in modo che l’umidità dell’aria della notte, quando cala a terra, va a sciogliersi sulle pietre creando acqua che poi cola sotto le pietre e dentro il terreno sottostante.


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