ISRAELE, IL BATTESIMO DI GESÙ FRA TRADIZIONE E RESORT DI LUSSO

Writer e photo: Paolo Nucci (il nostro inviato in Israele)


Il kibbutz di Kinneret, dove nacquero molti padri fondatori dello Stato di Israele, ha addirittura aperto un nuovo sito del battesimo di Gesù sul fiume Giordano, dato che quello storico, in territorio palestinese, è ormai inaccessibile per divieto militare. La struttura si presenta come un centro ricreativo di lusso con docce, spogliatoi, vesti bianche per le centinaia di pellegrini, sopratutto evangelici e protestanti, che ogni giorno si tuffano in un'ansa del Giordano. Non mancano un ristorante e un enorme negozio di souvenir che vende di tutto, dalle croci in legno ai vini del Golan, fino ai prodotti del Mar Morto. Per chi vuole invece assaporare un pò di socialismo d'epoca, ecco il kibbutz Sha'ar Hagolan, dove si crede ancora nei principi egualitari e laici e dove i membri percepiscono budget mensili e non salari diversificati, come avviene altrove. Qui i rabbini non possono mettere piede anche se, dopo interminabili discussioni, la guest house ha accettato di servire il cibo kosher. Tra palme, alberi di banano, eucalipti, misteriose e gigantesche piante provenienti dal Sudafrica, i visitatori pagano l'ospitalità e contribuiscono così al bene collettivo, senza spaccarsi la schiena a lavorare nei campi o a pulire i bagni, come si usava con gli ospiti di un tempo. Il turismo dei kibbutz si affianca e si mescola ai grandi flussi di pellegrini cristiani che, da tutto il mondo, rivivono la memoria della vita di Gesù, in un panorama per lo più ancora intatto.