DIARIO DA ISRAELE: GERUSALEMME, LA CITTÀ SANTA TRE VOLTE

Writer e Photo: Leonardo Paoletti


Proseguendo nel racconto di questo mio diario di viaggio intrapreso ad Israele, la visita a Gerusalemme, la capitale dello stato israeliano, ha stimolato all'ennesima potenza una particolare riflessione. La partenza di buon ora al mattino mi ha preparato a quella che successivamente sarebbe stata la tappa più importante della mia vita culturale e emotiva, grazie alla quale ho arricchito lo spirito, l'anima, il cuore e visto luoghi che a quel momento avevo studiato soltanto sui libri di testo. Come ogni partenza per "l'ignoto conosciuto", l'adrenalina scorreva a fiumi nel mio corpo rendeva pronti e reattivi tutti i miei sensi a quell'incredibile esperienza che da lì a poco avrei vissuto.

La strada che si apriva intorno a me, tra il traffico cittadino e le occhiate di sole improvvise, sembrava l'inizio di una normale gita in quanto le strade, i volti, le auto, i semafori erano conosciuti come nella normalità della visione quotidiana, normalità che di lì a poco avrebbe preso una nuova strada, una strada diversa, una strada trascendentale, esattamente nel momento in cui la mia vista iniziava ad incrociare, dall'imponenza dei suoi 700 metri, "quella collina". Questa splendida visione, inizialmente sfocata e lontana, e passo dopo passo sempre più nitida e definita, si faceva sempre più vicina a me nello stesso momento in cui il pullman divorava la strada come se sapesse l'importanza incommensurabile di questa salita. Il cielo aveva un colore quasi mistico che andava dalle sfumature di sabbia e dei verdi passando attraverso ai rossi del tramonto, in un tripudio di colori che si mescolavano all'intera città che riposava alla sommità di quella collina, attimo più attimo meno, da circa 3 mila anni avanti Cristo. Fu distrutta e rasa al suolo per ben 2 volte, conquistata, liberata, contesa da popoli, religioni, conquistatori, re, imperatori, per decine e decine di volte ma è sempre rimasta li e si è sempre rialzata: adesso era difronte a me nel suo totale ed immenso splendore e si ergeva immobile e orgogliosa, fiera del suo essere unica. Unica in tutto, unica per sempre. Ero emozionato. Emozionato come un presidente nel suo primo discorso alla folla accorsa solo per lui, eccitato e preoccupato al tempo stesso.

Tre differenti religioni monoteiste, le maggiori al mondo, l'hanno denominata "Città Santa" .... ebbene sì, avete letto perfettamente: tre diverse religioni. La città è sacra infatti per gli ebrei, in quanto storico simbolo della patria ebraica, luogo dove fu eretto il Tempio di Gerusalemme (l'edificio sacro più importante per l'ebraismo), nonché capitale del Regno di Giuda e Israele dal 1000 a.C. circa e del Regno di Giuda dal 933 a.C. al 597 a.C.; allo stesso modo sacra per i cristiani poiché luogo in cui Gesù ha vissuto gli ultimi momenti della propria vita e dove, secondo la tradizione cristiana, è stato sepolto e soprattutto, secondo il culto, è risorto; altrettanto sacra per i musulmani in quanto essi sostengono che Maometto vi sia giunto al termine d'un miracoloso viaggio notturno (isrāʾ) per ascendere poi al cielo pur rimanendo vivo. Una città da vedere, da toccare, da respirare e da vivere. Ed io ero lì, sorpreso ed impaziente come un bambino alla vigilia di Natale, con il pensiero rivolto ai regali che da lì a poco sarebbero arrivati.

L'aria era indefinita nel momento in cui ci accingemmo ad entrare nella Città Vecchia circondata da mura storiche, dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, ove convivono serenamente 4 differenti culture in altrettanti quartieri: armeno, cristiano, musulmano e chiaramente ebraico. Quando penso a tolleranza pacifica, d'ora in poi, penserò solo a questo.  Il cielo divenuto terso e l'aria stranamente afosa per essere nel mese di marzo, ci accompagnavano alla scoperta della Storia dell'Uomo, perché qui, senza dubbio alcuno, è nato tutto. Già un mio conterraneo fiorentino, il Sommo Poeta che prende il nome di Dante, nel suo capolavoro massimo che lo avrebbe reso immortale - la Divina Commedia - capì l'importanza di questa Terra, rendendola partecipe del sua opera. Dante stesso dispone l'oltretomba intorno ad un asse ideale che parte dal centro di Gerusalemme e, attraverso la voragine infernale aperta sotto la città in seguito alla caduta di Lucifero dal cielo, giunge al centro della Terra. Da qui l'asse si prolunga sino all'altro emisfero (emisfero australe) e diventa l'asse di un tronco di cono (Purgatorio) che va a finire al centro di un piano, il Paradiso terrestre, dove termina, e che è di conseguenza diametralmente opposto a Gerusalemme, una sola parola per definire tutto questo: incredibile!!

Aldilà di questi cenni storici, che fanno però capire l'importanza e la magnificenza di questa città, la mia anima era l'elemento cardine in un vortice di emozioni viscerali ed uniche. Di lì a poco, un passo dopo l'altro tra gli occhi persi alla scoperta di cotanta bellezza e gli orecchi intenti a recepire ogni sussurro della nostra guida saccente come un libro storico vivente, vedemmo posti e luoghi fino a quel momento solo immaginati attraverso i testi. All'interno di quelle mura si celavano capolavori e i monumenti di Gerusalemme, tra questi, come non ricordare la moschea islamica della Cupola della Roccia, che rappresenta il simbolo della città, costruita sul luogo che, secondo il Corano, è quello da cui il profeta islamico Maometto ascese da vivo al Cielo per grazia divina; il secondo, non per ordine di importanza, è la basilica cristiana del Santo Sepolcro, a sua volta eretta sul luogo tradizionalmente considerato la tomba di Cristo; il terzo, solo cronologicamente, è l'emblematico Muro del Pianto, luogo sacro per eccellenza degli ebrei, residuo del Tempio costruito da Salomone, re di Giudea. Arte storia e cultura racchiuse in una cinta muraria di poco più di un chilometro quadrato.

Tutto questo era mio. Era mio per poche ore che avrebbero però riempito la mia anima ed il mio cuore per l'eternità. In questa bramosia di nozioni, di emozioni si alternavano come i miei passi in questa camminata, volti diversi, abiti differenti, tradizioni diverse ma tutti accomunati da un sorriso genuino e da uno spirito di accoglienza degno solo di anime pure in pace con il proprio io interiore. Alla sera, al ritorno in albergo la mia mente non poteva altro che riflettere su una cosa semplice ma al tempo stesso importante come l'aria che respiriamo: questo insegnamento di tolleranza di rispetto reciproco, di totale convivenza e coesistenza pacifica, non era e non é un sogno ma pura e semplice realtà che mi porta a pensare: se tutto ciò è possibile qua, se loro riescono a coesistere serenamente in spazi piccolissimi, non è che le guerre nel Mondo siano solo frutto di un interesse politico mascherato da guerre di religione? Io la mia idea ce l'ho già e non vorrei influenzare nessuno, ma vorrei solo esortarvi a riflettere, a ragionare e a capire... venite a Jerusalem e avrete nel vostro cuore le risposte a tutti i vostri dubbi e a tutte le vostre domande: provare per credere.
Mi fermo qua, non voglio tediarvi con racconti troppo lunghi e noiosi, vi dico soltanto che presto ci risentiremo per la Fortezza di Masada, per il Mar Morto ed infine per la Fashion Week di Tel Aviv.

Shalom.

A presto. Leo.