IL TELEGRAFO TORNA IN EDICOLA: LO STORICO QUOTIDIANO RINASCE A LIVORNO

Il Telegrafo è di nuovo in edicola. Il primo numero della nuova edizione dello storico quotidiano è uscito sabato 8 luglio a Livorno ed ha suscitato un enorme clamore nel mondo dell'editoria toscana. La direzione del giornale della Poligrafici Editoriale è stata assunta da Francesco Carrisi, attuale direttore de La Nazione, che manterrà entrambe le cariche. Il Telegrafo, dopo quaranta anni di assenza, risorge con una tiratura di 6mila copie giornaliere. Il nuovo capitolo di una storia infinita e affascinante che cominciò nel 1877, quando il garibaldino Giuseppe Bandi decise di fondare una testata giornalistica che potesse fornire dei dettagliati bollettini di guerra.

Si legge in una nota del gruppo 'Poligrafici Editoriale': “La rinascita di un giornale stampato antico e prestigioso come Il Telegrafo – spiega l’editore Andrea Riffeser Monti – è insieme un atto di coraggio e di fiducia. Coraggio perché’ il quotidiano cercherà il suo spazio con quella dignità’ che la testata merita; fiducia perché’ ci rivolgiamo a un territorio e a una città che hanno esigenza di informare ben oltre i propri confini, raccontare e raccontarsi”.

Arrivano anche gli auguri del Presidente della Toscana Enrico Rossi: “Quando una nuova iniziativa editoriale va in edicola, questa va salutata con soddisfazione perché significa che il tessuto sociale e culturale a cui si rivolge è vivace, nonostante tutto. Faccio gli auguri al direttore Carrassi che assumerà anche questa gerenza. Speriamo che la nuova iniziativa editoriale possa produrre qualche posto di lavoro in ambito giornalistico”.


LA STORIA

Giuseppe Bindi, garibaldino e livornese doc, nel 1877 riunì la redazione de La Gazzetta di Livorno, con l'idea di realizzare una sorta di "bollettino di guerra" pomeridiano. Il nome della nuova testata fu scelto dal capo-tipografia Fabbreschi: Il Telegrafo, a memoria del fatto che Livorno fu la prima città italiana a dotarsi di linea telegrafica, nel 1847. Il 29 aprile di quello stesso anno andarono in stampa le prime copie del giornale, con scopi e propositi ben chiari, che esulavano dal mero e triste racconto di guerra: « ... Discutere delle cose di Roma ... Raccogliere qualche granciporro livornese, mettendo con esso in bernesco la vanità spropositata di alcuni cittadini».

Affermatosi come uno dei maggiori quotidiani regionali, durante il fascismo Il Telegrafo divenne di proprietà della famiglia di Costanzo Ciano, mentre il 28 gennaio 1945 fu sostituito da Il Tirreno. Un giornale nuovo, di forte orientamento progressista, che venne così presentato: «Questo che si pubblica oggi per la prima volta a Livorno non è il giornale di un partito, e neanche l'espressione di qualche interesse privato, o di categorie: è soltanto un atto di fede, e di amore».

Nel 1961 riprese la denominazione Il Telegrafo e nel 1969 divenne proprietà del gruppo editoriale di Attilio Monti, fino al 1977, quando in seguito alla cessione della testata tornò ad essere Il Tirreno. Ed eccoci quindi all'ultimo capitolo, quello della rinascita. Quello di sabato 8 luglio 2017. Lo storico quotidiano è rinato. Il giornale della gente è tornato fra la gente. Bentornato, Telegrafo!