"IL CIELO, LA MIA SECONDA CASA"

Volare. Un’aspirazione e allo stesso tempo una paura per molti. Per Ekatherina il cielo fa parte della quotidianità. Una passione travolgente che con gli anni ha trasformato nel suo sport.

Writer: Giada Bertolini Foto: Antonio Tortorella


Guardo in alto, il cielo è sereno, ogni tanto si alza un po' di vento ma mi dicono che è una cosa positiva, io mi fido. La torre di controllo dà il via libera, sulla pista non c’è nessuno. Siamo pronti al decollo. Tre, due, uno via. Prendiamo velocità e senza nemmeno rendercene conto siamo sospesi in aria. Il cuore batte forte, noi saliamo e l’adrenalina piano piano scende. L’intervista non poteva che iniziare tra le nuvole sopra la città di Lucca, ormai una seconda casa per Ekatherina.

Ekatherina, da dove nasce il tuo sogno di diventare pilota, uno sport pericoloso e inusuale?
Mio padre è un pilota militare e mia madre paracadutista, sono stati loro a trasmettermi questa passione. Inizialmente praticavo il paracadutismo facendo lanci da 4500 metri e poi tre anni fa, incoraggiata da mio marito che mi vedeva sempre incantata a osservare gli aerei volare, ho deciso di iscrivermi al corso per diventare pilota. In due anni sono riuscita a prendere la licenza e ad avverare il sogno che avevo fin da piccola.

Ti ricordi il tuo primo volo da passeggero? E che sensazioni hai provato quando hai guidato in solitaria per la prima volta?
Avevo pochi giorni di vita, credo, quando mio padre mi fece volare per la prima volta. Io non sono andata all’asilo, sono cresciuta tra gli aerei. Ero sempre a bordo, da piccola mi cercavano per radio per sapere in quale aereo ero. Pilotare un aereo è una sensazione completamente diversa, ogni volta mi sento euforica e libera. In volo sei solo nelle tue mani, hai il completo controllo su tutto ciò che ti accade. È un’emozione che non capita spesso di provare una volta scesi a terra.

Da quello che mi hai detto la tua famiglia è stata fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo, giusto?
Certo, mio padre Vladimir è stata anche la prima persona che ho portato con me in volo. Era super orgoglioso, mi ha detto brava ma poi ha aggiunto che si può sempre migliorare. Un giorno mi piacerebbe diventare istruttrice, proprio come lui, per trasmettere tutta la mia passione. Mio figlio, invece, per ora non è molto interessato: una volta mentre volavamo si è pure addormentato! Al contrario mio marito Alessandro è molto entusiasta. Prima di dedicarsi al mondo della moda, faceva parte dei reparti operativi del Tuscania, quindi conosce bene le sensazioni che provo anche se, per il momento, non ha mai guidato un aereo. In cielo sono io a tenere il volante!

Da donna, e soprattutto da mamma, consiglierebbe questo sport?
Ovviamente si. Nonostante sia un settore prevalentemente maschile, sempre più donne si affacciano a questo mondo con grande entusiasmo. Nell’Aero Club di Lucca sui 26 allievi iscritti al corso è presente anche una piccola componente femminile. L’Areo Club è molto attivo nell’organizzazione di iniziative per avvicinare le persone a questa disciplina poco conosciuta, tra cui la Festa della Donna in Volo, giunta quest’anno alla sua 15esima edizione, e la Festa dell’aria che si svolgerà nei giorni 9-10, e 16-17 settembre. La scuola di volo, come da tradizione, ha celebrato l’8 marzo offrendo un volo gratis sulla città di Lucca alle signore di età compresa tra i 16 e gli 80 anni. Un evento di grande successo visto l’alto numero di partecipanti: quest’anno abbiamo superato quota 370.


Ekatherina Tikhonova, 29 anni, è originaria dell’Uzbekistan ma vive in Italia da quasi vent’anni. È sposata con Alessandro Ambrosino, titolare di Cavalleria Toscana, con il quale condivide la passione per gli sport estremi tra cui il paracadutismo. Da circa sei mesi ha ottenuto il brevetto da pilota di aerei, ma quando scende dalle nuvole torna a fare la mamma a tempo pieno.