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GIACOMO CAROLEI: "LA MAGLIA DELLA JUVE IL PROBLEMA DELL'ITALIA NON JUVENTINA"

Writer: Carlo Alberto Pazienza


Nelle ultime settimane è finito su tutti i giornali, sportivi e non, raccontando l'odio di una parte delle tifoserie italiane nei confronti della maglia bianconera della Juventus. Il suo format video "Uno Juventino tra tifosi" ha raccolto 5 milioni di visualizzazioni, ma gli ha anche procurato un'aggressione, tante minacce e infinite polemiche. Giacomo Carolei, pratese di 32 anni, è una delle web star più chiacchiera del momento: partito da numerose esperienze in tv locali e poi nazionali, ha trovato nel web un prezioso alleato, riuscendo a conquistare il mondo dei social con video divertenti e irriverenti.

Ciao Giacomo, partiamo subito dalla stretta attualità: il tuo nuovo format video, realizzato all’esterno di alcuni stadi italiani mentre indossi la maglia della Juventus, ha fatto molto scalpore. Hai ottenuto un grande successo in termini di visualizzazioni ma anche molte minacce. Qual era l’obiettivo di questo format?
L'obiettivo era creare qualcosa che facesse scalpore prima di tutto e con la scusa del gesto di pace tra tifosi che non avviene MAI, ci sono riuscito. Ma ho iniziato pensando che un tifoso bianconero e un tifoso viola potessero prendersi in giro a vicenda e girare per la città abbracciati.

Ti aspettavi quel tipo di reazioni? Secondo te è la maglia della Juventus stessa che genera odio e rabbia o il fatto che la tua presenza allo stadio il giorno della partita, ma con una maglia diversa, venisse presa dai tifosi come una provocazione eccessiva e fuori luogo?
La maglia della Juve è il principale problema per l'Italia non juventina. Dopodiché lo sono diventato anch'io. Do fastidio perché pensano che il mio obiettivo sia fare la spia con la GoPro e denunciare i casinisti nel loro mondo intoccabile che è lo stadio, ma il mio obiettivo è e rimane il sano divertimento tra tifosi. Denuncio chi mi fa del male (come a Genova) e prendo per i fondelli chi esagera con le reazioni. Perché fa parte della mia comicità.

Il tuo esperimento finisce qui o pensi di visitare altri stadi?
Per adesso il mio esperimento si ferma, dopo i fatti di Genova, dove sono stato aggredito e mi hanno rubato della maglia Juve, mi prendo una pausa negli stadi. Porterò il format altrove, nelle discoteche per esempio dove inizio a raccogliere i frutti del boom di views dell'ultimo mese.

Oltre alla serie di video girati nei pressi dei vari di stadi, è stato un altro il format che ti ha lanciato come web star: Carolei on the beach, che peraltro ha riscosso molto successo, qual è stata la sua forza?
La forza del mio format estivo è la spensieratezza e le centinaia di battute che io e il "Maestro" ci diciamo. Penso sia il mio format migliore, dove mi trovo meglio. Spiaggia, mare, battute e divertimento. Meglio di così... È piaciuto molto al pubblico ma anche ad alcuni investitori. A fine Febbraio infatti porterò quel divertimento all'estero, precisamente in Madagascar, grazie ad un tour operator che ha creduto molto in me. Quando fai 8 milioni di views, è più semplice farti voler bene e finalmente stanno capendo la forza dei social network.

Oggi molti giovani artisti, che siano cantanti, comici o musicisti, utilizzano il web e i social per cercare di emergere e farsi notare. In pratica è stato così anche per te: qual è il segreto per riuscirci?
Il web è la risorsa più straordinaria che un giovane artista ha a disposizione. Sei libero di fare i tuoi esperimenti, di montare i tuoi video, di sbagliare e di farli vedere ad un pubblico sconfinato. Io c'ho messo due anni prima di capire il suo linguaggio e le sue dinamiche, ma adesso ti dico che non tornerei mai alla televisione. Non la guardo nemmeno più.

Ad ogni modo nel tuo percorso c’è anche molta tv: hai lavorato su Mediaset e Sky, tra le tante esperienze ce n’è una che ti ha segnato particolarmente?
Sicuramente vincere un talent seppur mini, su Raiuno è stata una grande gioia per me. Per i miei amici un po' meno perché con il televoto hanno speso una marea di soldi per le schede che sono stati obbligati (da me) a comprare. Per quanto riguarda le fiction, girare da coprotagonista "Il Mostro di Firenze" è stata un'esperienza indimenticabile e drammatica allo stesso tempo.

Ma qual è l’ambiente lavorativo nel quale ti senti più a tuo agio?
Quello in cui non ho un datore di lavoro che vuole mettere bocca al montaggio o ai temi dei miei video, cosa che succede con "Carolei at the disco" o "Carolei in Palestra". Ho degli obblighi verso i miei clienti e devo ricordarmi di ricordarmelo. Quando sono in spiaggia con il "Maestro" non guadagno un euro, ma mi diverto tanto e si vede.

Progetti futuri? C'è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Ho tanti sogni ancora da realizzare, ma ho le idee chiare su dove dovrò essere nei prossimi due anni. Nel breve vorrei che "TikiTaka" e "Quelli che il Calcio" si occupassero del gesto di pace. Prima o poi accadrà, ne sono certo. Ho già mandato la mia richiesta all'universo.

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