FABBRICHE DI CAREGGINE, IL MISTERO DEL PAESE SOMMERSO

Writer & Photo: Gabriele Maneschi


In Garfagnana, nel comune di Vagli di Sotto, si trova il borgo medievale di Fabbriche di Careggine. Una trentina di casupole di pietra, la Chiesa di San Teodoro, una storia interrotta e suggestiva. Unico problema: nessuno, ad oggi, può visitarlo. Il paese infatti riposa da oltre cinquant’anni sul fondale del lago di Vagli. Ripercorriamone, in breve, le romanzesche vicende.

Vagli di Sotto

Vagli di Sotto

Fabbriche di Careggine sorse attorno al milletrecento per mano di una piccola comunità di mastri ferrai bresciani. I ‘Fabbrichini’ costruirono un opificio dove praticare l’antico mestiere, in alternativa vivevano di agricoltura, pastorizia ed altre attività tradizionali. Dalla nascita seguirono secoli di anonimato e pochi sviluppi per l’industria metallifera locale. Tutto parve cambiare alla metà del Settecento con l’avvento degli Estensi e la costruzione della Strada Ducale Vandelli. Questa pionieristica arteria carrabile in grado di collegare Modena e Massa sarebbe transitata, prima di risalire il Monte Tambura, nella Valle dell’Edron da Fabbriche di Careggine. Francesco III d’Este, evidentemente fiducioso per i possibili benefici del nuovo percorso, iniziò a sostenere le popolazioni autoctone con esenzioni fiscali, commesse ed altri privilegi. In particolare concesse a tale Giuseppe Trivelli di Reggio Emilia la possibilità di realizzare, a Fabbriche, una ferriera. Il nuovo slancio non durò molto: il rapido declino della via ducale, assai impervia e malfrequentata, restituì il paesello ed i “Fabbrichini” al loro oblio.

Nel 1941 la società idroelettrica, SELT – VALDARNO, oggi ENEL, avviò i lavori per la costruzione della Diga di Vagli. Nel 1946 la diga di sessantotto metri era terminata ed il fiume Edron sbarrato. L’anno successivo Fabbriche di Careggine veniva sgomberata e da lì a poco sommersa. Nel 1953 con l’innalzamento dell’arco a novantadue metri il progetto era ultimato: per gli abitati di Pantano e Pieri stessa sorte di Fabbriche. Il Lago di Vagli, il più grande bacino idroelettrico della Toscana, è stato svuotato per manutenzione in quattro occasioni, l’ultima, nel 1994.

Da allora Fabbriche di Careggine non ha più visto la luce. Intanto, come consuetudine, puntuali si ripresentano ogni anno le bufale su nuove, imminenti operazioni. La partita su questo fronte potrebbe però essere aperta: da una parte il combattivo Sindaco di Vagli di Sotto Mario Puglia, che, fiutando i chiari ritorni economici in termini di turismo, non smette di anelare un nuovo svuotamento (nel 1994 i visitatori di Fabbriche furono circa un milione); dall’altra l’ENEL, proprietaria del bacino e della diga, contraria ad ogni intervento straordinario. Nel mezzo un antico accordo sul prosciugamento decennale dell’invaso. Difficile prevederne l’esito. La storia di Fabbriche di Careggine continua…