ALLA SCOPERTA DI MONTERIGGIONI, LA ROCCA INESPUGNABILE

Writer: Giacomo Bernardi


Nella campagna fra Siena e Firenze, arroccato su una collina, si trova Monteriggioni, un luogo incantevole e misterioso. E' impossibile restare indifferenti di fronte all’imponenza della maestosa cinta muraria alta 20 m e spessa 2. E' ancora lì, in cima al colle, perfettamente intatta, quasi inquietante. Mura leggendarie, inespugnabili. Già, perché fra il XII ed il XIII secolo l’area fu interessata dalle continue lotte tra Firenze e Siena per l’affermazione della loro supremazia politica ed economica in Toscana, fino al definitivo predominio di Firenze nella metà del XIV secolo. I fiorentini riuscirono a uscirne vincitori, ma solo dopo anni di faticosissimi assedi nei confronti di una rocca ritenuta inespugnabile. Per decine di anni Monteriggioni fu un baluardo di difesa dei senesi che, in seguito alle sanguinose battaglie, trovavano sempre sicuro rifugio al suo interno. Il piccolo paese diventò quasi un amuleto, un riparo sicuro, grazie alle sua mura forti e alla sua posizione rialzata, strategica. Il potentissimo esercito fiorentino non riuscì mai a penetrarvi. Fino al 27 aprile 1526, giorno in cui la rocca cedette, ma solo a causa del tradimento del capitano Zeti, che creò una breccia nel sistema difensivo senza la quale, ancora oggi Monteriggioni avrebbe detenuto il primato di impenetrabilità. Gli abitanti del paesino furono fatti schiavi e condotti a Firenze, da quel giorno la stessa Siena si arrese definitivamente. Il tradimento fu tanto clamoroso che l’anima del capitano ancora oggi si dice che non riesca a riposare in pace. Una leggenda narra che esista un cunicolo segreto che, partendo dal pozzo di Piazza Roma finisca direttamente a Siena, dove ancora vive lo spirito del capitano traditore, eternamente logorato dal suo imperdonabile gesto. Pare che vaghi alla ricerca di una pace che non troverà mai, perché eterno prigioniero del rimorso. Gli stessi abitanti affermano che nelle notti di luna piena si oda un trottare di cavalli e di lamenti dello stesso Zeti.

La splendida rocca che fu impenetrabile, comunque, è tutt'oggi scandita da 14 torrioni e si estende con una forma ellittica per 500 m. E’ possibile accedervi solo tramite due porte, una rivolta verso Siena, Porta Romea e l’altra verso Firenze, che conducono a una deliziosa piazza, oggi meta di turisti provenienti da tutta Italia. Un vero e proprio tuffo nel Medioevo, respirando un'epoca lontana e suggestiva che qui sembra magicamente rivivere. Il borgo, unico per la sua originalità, attorniato dalla imponente fortezza, offre ai turisti l’accesso al museo “Monteriggioni in Arme” e ai camminamenti sulle mura. Il museo con diverse sale ospita riproduzioni fedeli di armi e armature che risalgono al medioevo e al rinascimento. Ci si può così immergere nella storia delle guerre e delle contese che hanno caratterizzato il territorio e viene data anche possibilità di indossare armature e maneggiare armi antiche. Oltre al museo è indispensabile provare l’emozione dei percorsi sulle mura del castello. Dall’alto della cinta si può ammirare la zona circostante con un splendido colpo d’occhio verso la Valdelsa e il Chianti. E per finire la giornata, una bella cena toscana al centralissimo ristorante il Pozzo, in un'atmosfera magica, sorseggiando un bicchiere di rosso prodotto nelle vicine campagne.