Regione Toscana sigla un protocollo per lo sviluppo delle “smart cities”

Writer: Lucrezia Russo


Una nuova intesa per  promuovere le “smart cities”;  città intelligenti dove abitanti e imprese svolgono al meglio le proprie attività, consumano meno energia, organizzano il lavoro in modo più razionale ed efficace, accedono più facilmente alle informazioni utili. Avvicinare le città alle esigenze dei cittadini e promuovere l'innovazione, senza che nessun territorio rimanga indietro, richiede un coordinamento che superi la frammentazione delle autonomie locali e delle varie aziende di servizi pubblici.

Per questo Regione Toscana, Anci Toscana e Confservizi Cispel Toscana hanno siglato un protocollo per la promozione e lo sviluppo delle “smart cities”, che coinvolge già la metà dei Comuni capoluogo, ovvero Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena, e che rimane aperto ad altre adesioni. Potranno infatti siglare l'intesa altre città toscane (capoluogo e non), ma anche aggregazioni territoriali e piccoli comuni che, con la banda larga ormai presente in tutta la regione e la banda ultra larga in arrivo, potranno usufruire dei servizi digitali.

Al protocollo potranno aderire anche università e centri di ricerca e tra le prime azioni individuate, oltre alla stesura delle linee guida e del censimento dei servizi, c’è la definizione di un piano operativo composto da un primo gruppo di progetti di Smart City da realizzare nei Comuni in collaborazione con le società̀ partecipate e da coordinare a livello regionale, l’affidamento alle società partecipate responsabili dei progetti per lo sviluppo operativo e industriale delle “Smart Cities” e l’analisi e l’individuazione delle possibili fonti di finanziamento, nazionali ed europee.

Tre comuni su quattro hanno in programma nuovi progetti per rendere le città “intelligenti” ma resta la difficoltà ad estendere le sperimentazioni all’intero territorio cittadino e integrarle in una strategia di lungo termine. Negli ultimi tre anni le iniziative di Smart City si sono concentrate soprattutto su illuminazione intelligente (nel 52% dei comuni), servizi turistici (43%), raccolta rifiuti (41%), mobilità (gestione del traffico 40%, gestione parcheggi 33%) e sicurezza (39%). Per il prossimo anno si continueranno a orientare su questi ambiti, ad eccezione di un netto calo dell’attenzione verso i servizi turistici (indicati solo dal 12% dei comuni).

Ci sono segnali di miglioramento, ma l’Italia delle Smart City non ha ancora compiuto il salto di qualità in termini di maturità dei progetti. Le principali barriere sono costituite dalla mancanza di risorse economiche (individuata dal 71% dei comuni) e dalla mancanza di competenze (61%), più il problema trasversale della “governance”, a causa dell’alternarsi di amministrazioni diverse in pochi anni. Per queste ragioni è difficile rendere i progetti economicamente sostenibili e la maggior parte si arena dopo la prima fase. Il protocollo Toscano nasce dunque con l’obbiettivo di superare questi ostacoli.