Quattro amici al campo da tennis

Un geometra, un architetto, un agente di commercio, un commercialista. Professionisti, genitori, ma soprattutto amici.

 

di Andrea Spadoni


“Eravamo quattro amici al...tennis”. Cambiando solo il finale al ritornello del celebre brano di Gino Paoli, si racconta una bella storia di quattro uomini, professionisti consolidati nelle loro varie attività, mariti, genitori, ma prima di tutto, appunto, amici. Li abbiamo conosciuti al tavolo al ristorante dopo una partita di tennis. Una consuetudine per loro fare sport per il corpo e per l’anima. “Perché stare insieme è il primo motivo che ci spinge a organizzare queste partite”. 

Di fronte abbiamo Giancarlo Iacopini, commercialista di Calcinaia in provincia di Pisa, che ci snocciola subito dei numeri: “Proprio quest’ anno festeggio venticinque anni di professione e venticinque anni di tennis. Abbiamo iniziato io e Stefano, poi si sono aggiunti Giovanni e Gionata. Fissiamo un appuntamento settimanale, sempre con lo stesso rigore: si gioca 2 contro 2, il classico doppio e le squadre sono: io e Giovanni contro Stefano e Gionata. Prima scommettevano: chi perdeva metteva i soldi per poi andare a cena a fine stagione. Oggi giochiamo senza niente in palio. Sa’, l’età non è più quella di una volta”.

Giovanni Toni è geometra, sempre di Bientina in provincia di Pisa. “Io e Giancarlo siamo amici dai tempi dell’asilo. Nonostante siamo cresciuti e alle scuole superiori ci siamo divisi, l’amicizia è sempre rimasta ben salda. In pratica abbiamo sempre condiviso le esperienze più importanti: la compagnia in paese e il gruppo della chiesa”. 

Venticinque anni fa l’idea era di creare un appuntamento settimanale per “costringersi” a vedersi. Cosa c’è di meglio dello sport? “Così abbiamo pensato di andare a giocare a tennis - racconta Giancarlo - insieme inizialmente per muoverci e fare un minimo di attività sportiva. Poi, qualche anno dopo, abbiamo pensato che era meglio fare gruppo e giocare in doppio. Così si sono aggiunti Giovanni Toni e Gionata Gemmi. Anche loro originari di Bientina e Calcinaia. Un particolare? Stefano è un cliente di Giancarlo, mentre Gionata, che è architetto, molto spesso collabora con Giovanni. Ed essendo tutti dello stesso posto, anche prima di questo “appuntamento fisso”, si conoscevano bene. Ma grazie al tennis è nato qualcosa di speciale". 

Abbiamo voluto incontrarli e conoscerli meglio, perché un’ amicizia che dura da una vita, che si rinnova di settimana in settimana, che, nonostante le varie professioni, gli impegni quotidiani, la famiglia, resta in un luogo speciale della vita e si difende da qualsiasi fattore esterno, a nostro modo di vedere, è un valore davvero raro da ritrovare. 

“Grazie al tennis si mantiene la frequentazione, si condividono momenti e poi, dopo la partita, ci dedichiamo qualche ora insieme a cena, per aggiornarsi sulle nostre vite, per parlare, confrontarsi. Semplicemente per passare del tempo insieme. Ognuno di noi sa che l’altro c’è sempre quando c’è bisogno di qualcosa, anche semplicemente di una parola. E se capita di avere qualche discussione, dopo tre minuti di confronto si torna sempre amici come prima”. A parlare è Giancarlo, ma intorno a lui ci sono tutti gli altri che annuiscono e confermano ogni parola”. 

Ci vien da chiedere: e le famiglie? Le mogli? “Sono contente di questo nostro appuntamento settimanale. Sanno che è il nostro momento di ritrovo. Poi anche tra di loro sono amiche, si conosco e capita anche che usciamo tutti insieme”. 

Un’ultima domanda: cosa è per voi l’amicizia? Sembra una domanda banale, ma sono pochissimi quelli che possono mostrare un esempio come il vostro: “L’amicizia è esserci sempre l’uno per l’altro nel momento del bisogno, aiutarsi. Sapere che qualsiasi cosa accada avrai sempre una spalla dove piangere. L’amicizia poi, ti aiuta in tutto: nel lavoro, nell’affrontare i problemi di tutti i giorni. Infatti noi ci ritroviamo per il tennis, ma capita che collaboriamo su vari progetti, ci scambiamo opinioni. E’ importante fidarsi di qualcuno che sai che ti dirà quello che pensa con affetto, con trasparenza e onestà”. 

Manca l’ultimo pezzo, l’ultima curiosità: Chi è più forte a giocare a tennis? La risposta è un “noi” collettivo che ci fa pensare che, alla fine, l’importante è davvero stare insieme senza pensare a chi vincerà la partita.