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Dalla banca alla consulenza finanziaria: la scelta di Giuseppe Cervelli

Giuseppe Cervelli è un private banker presso la filiale Mediolanum di Pisa. La sua lunga esperienza bancaria è iniziata 25 anni fa e maturata prima in Banca Toscana, poi dal 2009 con l’incorporazione della banca fiorentina in Banca MPS, nell’istituto di credito con sede a Siena. Ha iniziato questo lavoro partendo dalla gavetta, svolgendo le mansioni di cassiere, addetto al back office e gestore privati. Dal 2005 è diventato titolare in varie filiali della Toscana, maturando un’esperienza rilevante sul credito e sullo sviluppo di relazioni con clientela di elevato standing. All’inizio di quest’anno, dopo un periodo di profonda riflessione, ha deciso di lasciare Banca MPS per passare a Banca Mediolanum intraprendendo la strada di consulente finanziario.

Cosa può spingere a una decisione del genere?
In primis la consapevolezza del mercato che sta cambiando e che porterà ad una vera e propria rivoluzione nel mondo bancario. I prossimi anni vedranno una serie di cambiamenti epocali che stravolgeranno l’intero settore. Gli sportelli bancari si ridurranno drasticamente e nei prossimi anni l’operatività di sportello si muoverà integralmente attraverso il digitale. Lo stereotipo della banca ‘tradizionale’ di questi ultimi anni si stava rivelando per me un abito sempre più stretto e scomodo. Ho sempre vissuto la mia professione volgendo l’interesse al cliente, vero patrimonio da curare. Troppe cose sono successe in questi anni per poter continuare in un modello di banca tradizionale”.

Cosa significa fare il consulente finanziario?
La nuova professione di consulente finanziario la vivo con l’entusiasmo e la passione che mi ha sempre contraddistinto nello svolgere il mio lavoro. Interpreto l’attività mettendo al centro il cliente, cercando insieme a lui di individuare i bisogni e le soluzioni. Oggi il consulente finanziario non è più soltanto colui che cura il portafoglio ricercando soluzioni vantaggiose e rendimenti interessanti. È necessaria una continua interazione con il cliente per l’individuazione dei suoi bisogni: di natura fiscale, di passaggio generazionale, di protezione, di valutazione delle necessità future di tipo pensionistico fino ad arrivare alla creazione di patrimonio attraverso soluzioni che permettano accantonamenti programmati di porzioni di reddito”.

Come ci si approccia con il cliente?
Il consulente finanziario, con la sua attività, deve diventare un vero e proprio pianificatore patrimoniale. Questa è la sfida che nei prossimi anni farà la selezione lasciando sul mercato solo coloro che saranno capaci di diventare punti di riferimento per i propri clienti per ogni esigenza di carattere finanziario

MiFID (Markets in Financial Instruments Directive) farà il resto.
La normativa entrata in vigore dal 3 Gennaio 2018 si configurerà come uno spartiacque tra il vecchio modello di banca e il futuro, rivoluzionando il modo di fare consulenza, con maggiore trasparenza e livellando verso l’alto la prestazione. Il consulente finanziario alla stregua del commercialista, dell’avvocato o del medico di famiglia sarà il professionista che erogherà la propria prestazione nel proprio ufficio o a casa del cliente alla ricerca dellamassima personalizzazione del servizio e non più vendendo prodotti di massa”.