VENT'ANNI DI SARABANDA: IL FENOMENO 'COCCINELLA' SI RACCONTA A MUST REVIEW*

Writer: Giacomo Bernardi


Sarabanda, lo storico gioco musicale a premi, compie venti anni. Era infatti il 1997 quando Enrico Papi dette il via a quello che, per anni, è stato il programma più seguito e amato della fascia oraria 'access prime time'. Con 1757 puntate, Sarabanda risulta essere il quiz a tema musicale più duraturo della televisione italiana e uno tra i giochi a premi televisivi italiani più longevi di sempre. I campioni del quiz diventarono delle vere e proprie star televisive, fenomeni musicali con personalità distinte, che emergevano contrastanti all'interno del divertente programma. Uno di questi è il fiorentino Marco Manuelli, detto 'Coccinella', un vero talento naturale, capace di riconoscere anche le canzoni più difficili dopo una sola nota. Amatissimo dal pubblico, oggi 'Coccinella' è un vero e proprio riferimento nel panorama musicale italiano. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato la sua storia.

Marco, anzi Coccinella, sono già passati venti anni dalla prima puntata di Sarabanda. Sei stato uno dei campioni più amati, come ricordi quei momenti?

Sarabanda ha segnato un'epoca, è stato un programma innovativo che ha portato novità e originalità nella tv italiana. Sono stati tanti i campioni di questo gioco, ma devo dire effettivamente che ho sempre percepito il calore del pubblico, avevo l'impressione di essere davvero apprezzato. Ho avuto la fortuna di rimanere campione per 57 puntate, mi sono molto divertito.

Divertito e arricchito, che non guasta.

Coccinella vince il montepremi.

Certo che non guasta, sono stato il concorrente più 'ricco' del programma, nel senso che nessuno è riuscito a vincere più di me. Sono riuscito a portarmi a casa più di un miliardo di vecchie lire, un bel gruzzoletto che mi ha fatto molto comodo. Mi sono accaparrato questa cifra completando per due volte il 7x30, il difficilissimo gioco finale dove in appena trenta secondi devi indovinare ben sette canzoni. Inoltre, ho vinto anche una puntata speciale nel 2000 contro 'O Professore, altro storico campione, e due speciali a squadre, in cui ho vinto altri soldi.

E poi quel soprannome. Tutti ti identificano come 'Coccinella', ma come è nato?

Fu Enrico Papi a darmi questo soprannome, durante una delle mie prime puntate. Eravamo al gioco dell'Asta Musicale e io indovinai una canzone non molto nota, il titolo era 'Coccinella', appunto. Era un pezzo di Ghigo Agosti del '59, un rock molto divertente che conoscevo fin da ragazzo. Enrico Papi rimase esterrefatto. Non ci credeva. Forse proprio in quel momento capì che sarei potuto diventare un grande campione. Interruppe il programma, la cantammo insieme e da quel giorno tutti mi chiamano 'Coccinella'. Ancora oggi, per strada in molti mi riconoscono e chiedono una foto con 'Coccinella'.

Quando nasce in te la passione per la musica? Il tuo è un talento naturale?

Sono nato con la passione per la musica. A quattro anni mi hanno regalato il mio primo disco e non ho più smesso di ascoltare musica, di ogni genere. Ho passato talmente tanto tempo ad ascoltare che le mie conoscenze si sono ampliate in maniera incredibile, la mia passione è diventata uno studio approfondito e i titoli conosciuti si sono moltiplicati esponenzialmente. Poi, ovviamente, ci vuole anche un buon orecchio, ma quello me l'ha dato Madre Natura. Ancora oggi vengo invitato ad eventi e presentazioni di dischi come esperto musicale, una grande soddisfazione per me.

Molti altri campioni sono rimasti nel cuore del pubblico: L'Uomo Gatto, Tiramisù, Allegria, Testina, Piripikkio, Peperino, Pikachu, Valentina, Boris, Fragolone e Cesare, solo per citarne alcuni. Una grande puntata per celebrare i venti anni di Sarabanda non sarebbe una brutta idea.

Sarebbe una grande idea. E non è impossibile. So che ci sono diverse iniziative sui social network affinché questo accada. Una petizione, in particolare, è stata lanciata proprio da Enrico Papi e propone una super-puntata con tutti i campioni storici. Sono persone che rivedrei molto volentieri e sarebbe un'occasione di divertimento e, come sempre, di sana competizione.