MARIA SOLE FERRAGAMO, GIOIELLO DI FAMIGLIA

Writer: Chiara Marconi François


Maria Sole Ferragamo: fashion e design che si intrecciano in un nome che è tutto un programma. Anche se l'attenzione è lì che inevitabilmente si concentra, non è solo grazie al cognome che la giovane designer fiorentina si sta facendo spazio nel mondo della moda. La sua infatti è la storia di una donna che si è fatta da sola, che ha raggiunto i suoi obiettivi grazie a grandi sacrifici e molta determinazione. Una donna dolce, ma allo stesso tempo forte come il sole che illumina e fa crescere tutto ciò su cui si posa. I latini dicevano "nomen homen", ovvero il nome fa l'uomo. Così è stato per Maria Sole, il cui cognome è servito solo a trasmettergli quei geni di creatività, grazie ai quali il nonno Salvatore è riuscito a creare tutto quello che c'è dietro alla grande famiglia Ferragamo.

Il suo è un curriculum è di tutto rispetto: si laurea in architettura al Politecnico di Milano per, come dice lei, "porre delle solide fondamenta al mio processo creativo e sviluppare una forma mentis strutturata e attenta ad ogni dettaglio",  per poi entrare nella prestigiosa università inglese di Central Saint Martins dove la sua creatività emerge e prendere forma. Durante il periodo di studi in Inghilterra infatti, nel 2016 riesce a vincere il prestigioso premio "Craft the leather" grazie ad un progetto legato al riutilizzo degli scarti della pelle provenienti dal mondo della moda. Un progetto al passo coi tempi che viviamo che aveva come obiettivo dare nuova vita a ciò che è stato abbandonato.

Ma come è nata l'idea di dare vita ad un progetto così ambizioso?
"Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo indietro, ai miei nove anni, più precisamente il giorno del mio compleanno. Mia mamma mi regalò una meravigliosa scatola con tante perline colorate e del fil di ferro. Quello è stato il momento in cui ho capito che avrei sempre lavorato con le mie mani e che avrei dato vita a tutto quello che la mia mente e la mia immaginazione mi dettavano. Per tornare alla domanda, dopo aver sperimentato anni in cui passavo dalla realizzazione di orecchini e braccialetti, un giorno, all'incirca per i miei sedici anni, decisi di cimentarmi con una borsa. Così sono andata alla ricerca dell'occorrente per realizzarla e proprio in quest'occasione mi sono resa conto di quanto materiale venga buttato via durante il processo di lavorazione di un qualsiasi oggetto di moda. È stato in quel momento che pian piano nella mia testa si è fatta sempre più forte l'idea di lavorare un qualcosa che potesse nuovamente prendere vita. Trattare un materiale che è stato scartato e che altrimenti sarebbe morto".

Parlaci dei tuoi trascorsi a Londra, del tuo pop up store e delle emozioni e gratificazioni che ti ha regalato questa esperienza.
"Ricordo con piacere e con un po' di nostalgia la mia esperienza londinese, quando mi recavo ogni giorno all'università per il mio master a progetto, è stato uno dei periodi più belli. Due anni intensi, in cui ho lavorato sodo per realizzare collezioni di gioielli con gli scarti della pelle. Mi sono messa in gioco e ho avuto l'opportunità di incontrare e conoscere tante persone dalle personalità più disparate. Una volta laureata è piovuta dal cielo la possibilità di non chiudere nel cassetto ciò che in due anni avevo realizzato, ma anzi di poterlo esporre e di renderlo pubblico, aprendo un pop-up store in una zona emergente di Londra. (Zona in cui al momento vivono Paul Mc Cartney ed altri vip, ndr). Neanche a dirlo in pochi mesi ho aperto questa galleria/laboratorio in cui ho esposto le mie creazioni. Non pensavo che quest'esperienza mi potesse regalare tanto, ma è stato così. Ho voluto essere presente in negozio per tutta la durata del periodo, non perdermi neanche un momento. Questo mi ha dato la possibilità di vedere e toccare con mano ciò che il dietro le quinte del mio lavoro, il rapporto con le persone che poi fisicamente indossavano le mie creazioni. Ciò che più mi gratifica è dare gioia: anche io nel mio piccolo riesco a farlo nel momento in cui un cliente è felice nell'indossare una mia creazione".

Quali sono i tuoi progetti futuri?
"Continuare a creare con qualsiasi tipo di materiale al quale possa dare una nuova vita. Al momento mi sto concentrando sul recupero della pelle, un domani chissà. Poi c'è un progetto a cui sto lavorando che per il momento è "top secret". Appena sarà il momento giuro ve ne parlerò. Comunque ti posso dire che siamo a buon punto".

Quando per te è importante la famiglia e quanto ti ha ispirato vivere quotidianamente in una realtà così eclettica?
"Tantissimo, mio nonno Salvatore, anche se purtroppo non l'ho conosciuto, è il mio eroe. Un uomo che si è fatto dal nulla, che è diventato in poco tempo uno dei più ricercati e famosi artisti del secolo scorso. Poi alla mia famiglia devo la mia umiltà, il valore del lavoro ed il sacrificio. Tutti valori che mi porto dentro come scolpiti sulla mia pelle. Il rispetto per gli altri e soprattutto il non credere che portare cognome importante sia sufficiente per sentirsi dei numeri uno. Per fare bene ogni lavoro bisogna partire dal basso, conoscere ogni dettaglio di ciò che si realizza. Per la mia formazione questi insegnamenti sono stati importantissimi".

Nella vostra numerosa famiglia, c'è qualcun altro che ha imboccato una strada creativa come la tua?
"Chi più chi meno, un po' tutti lavoriamo nel settore dell'arte e della moda. Per esempio mio fratello Edoardo è un musicista molto affermato, suona e compone".

Cosa ti ispira e cosa ti trasporta?
"Tutto ciò che mi trasmette emozioni e molte volte sono cose che per l'immaginario collettivo sono lontane dall'arte. Come per esempio, ti farò ridere, il ferramenta da cui, quando sono a Firenze, ogni tanto vado. Mi piace osservare oggetti e materiali completamente diversi da quello che solitamente appartengono al mio mondo. E poi osservare la realtà che mi circonda, la musica, lo stare in mezzo alla gente. Ma soprattutto stare insieme a persone positive. Persone che sono grate e che vogliono bene alla vita. Tutto questo è fonte per me di ispirazione".

Qual è la tua filosofia di vita?
"Ascolta il tuo cuore. Nel nostro cuore ci sono tutte le risposte. A volte non le ascoltiamo, ci facciamo influenzare. Bisogna essere fedeli a se stessi e sorridere, sorridere sempre".

Come ti vedi da grande?
"Mi reputo una persona fortunata, ho trovato la mia strada. Faccio quello che mi piace e quindi spero che in futuro possa continuare a farlo. Anche se questo dovesse cambiare, spero di riuscire sempre a rimanere in ascolto del mio cuore".

Grazie Maria Sole per la tua disponibilità, è stato bello essersi affacciati, anche solo per un attimo,  nel tuo mondo, fatto di piccoli oggetti che rendono importanti chi li indossa. Continuiamo a seguire questa grande donna ed i suoi lavori.

www.mariasolemsf.com