VERON:"TOSCANA TERRA AFFASCINANTE"

JUAN SEBASTIAN VERON E' STATO UNO DEI CENTROCAMPISTI PIU' FORTI AL MONDO A CAVALLO FRA GLI ANNI '90/'00. IN ITALIA HA GIOCATO CON LE MAGLIE DI SAMPDORIA, PARMA, LAZIO E INTER, VINCENDO ANCHE DUE SCUDETTI. OGGI VESTE IL RUOLO DI PRESIDENTE ALL'ESTUDIANTES, LA SQUADRA ARGENTINA DOVE HA COMINCIATO E CONCLUSO LA SUA STRAORDINARIA CARRIERA.

Writer: Giacomo Bernardi


Juan, sei qui in veste di ospite speciale di Cavalleria Toscana. Qual è il tuo rapporto con i cavalli ed il mondo dell'equitazione?

La mia famiglia è da sempre molto legata al mondo dei cavalli. Mia figlia e mia moglie fanno equitazione e gareggiano in Argentina, sono molto appassionate. L’Argentina è una terra con forti tradizioni legate all’equitazione. Il polo, ad esempio, è uno sport che nasce proprio lì. Tutti amano i cavalli e l'equitazione è molto praticata, ma purtroppo mancano strutture adeguate e per molti questo sport rimane solo una passione.

Parliamo di calcio, cosa ne pensi della nostra serie A?

In passato la Nazionale argentina era composta quasi interamente da giocatori che giocavano in Italia, oggi le cose sono molte diverse. Credo che alla base di tutto ci sia l'aspetto economico. Oggi, anche nel calcio, si sono aperti nuovi mercati che qualche anno fa non c'erano e l'Italia, economicamente, fatica a tenere il passo. Cina, Stati Uniti, Russia: sono tutti paesi che oggi investono fortemente e con una disponibilità quasi illimitata, non è facile competere con queste potenze. Nonostante questo, secondo me, la Serie A resta il campionato più bello del mondo. Ci sono fortissimi giocatori, ad esempio Claudio Marchisio, che negli ultimi anni è migliorato molto e Paul Pogba, un centrocampista completo, com’ero io.

Hai vissuto per molti anni in Italia girando tra Liguria, Emilia, Lazio e Lombardia. Oggi sei in Toscana. cosa ti ha colpito di questa regione?

La Toscana ha un fascino veramente particolare, mi piace. Quando abitavo a Genova aprivo le finestre della mia casa e vedevo il mare, qui vedo colline, paesaggi nuovi che sono molto diversi, ma altrettanto affascinanti. Mi manca l’Italia.

Juan, qual è il tuo MUST?

La cosa a cui non potrei mai rinunciare è giocare a calcio. Ancora oggi gioco costantemente. Gioco con gli amici per divertirmi, perché il mio corpo e la mia testa lo richiedono. Non potrei mai lasciare il calcio, sarebbe come togliere la bicicletta ad un ciclista. Impossibile.

 

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