JERRY CALÀ: "C'È VOGLIA DI SAPORE DI MARE, MA I RAGAZZI NON SI DIVERTONO"

Se la Capannina è il regno della night life in Versilia, il re indiscusso è certamente lui: Jerry Calà. Una incoronazione naturale, sulla scia del successo di ‘Sapore di Mare’, il film cult delle estati italiane, girato proprio a Forte dei Marmi.

Writer: Giacomo Bernardi

Il mio must estivo è la camicia bianca. E' un rito scaramantico: non faccio lo show se non la indosso.

Quando è stato proiettato per la prima volta "Sapore di mare", immaginavate di restare nella storia e diventare delle icone per più generazioni?

Non dovevo neanche esserci in quel film, poi per caso mi passò tra le mani il copione e subito ne ho intuito le potenzialità. Decisi di farlo e fu un grande affare per la mia carriera di attore, è stato un momento importante. Sapore di Mare è divenuto subito il simbolo della vacanza italiana e ha consacrato Forte dei Marmi come meta del lusso e del divertimento sfrenato. Aveva una colonna sonora eccezionale, con tutti i pezzi che avevano segnato le vacanze degli italiani un ventennio prima. L’album non solo vendette ottocentomila copie, ma innescò un revival degli anni Sessanta che riportò alla ribalta cantanti fermi da tempo. Mi ricordo che alla prima del film seduto accanto a me c’era Carlo Verdone. Durante il finale, davanti al mio celebre sguardo nostalgico rivolto a Marina Suma, Carlo mi strinse il ginocchio e mi sussurrò una cosa che suonava come un insulto, ma che era il più grande complimento che potesse farmi: "Che fijo de ’na mignotta…".

Una icona, un must immortale. Le nuove generazioni conoscono le battute di quel film anche meglio dei genitori, chiaro segno che tra i giovani c’è ancora voglia di ‘Sapore di Mare’.
"La voglia ci sarebbe anche, ma si sbagliano le modalità di divertimento. Vedo molti giovani in discoteca che bevono tanto per bere e socializzano poco. Sembra che non escano per "cuccare" le ragazze. Il divertimento ormai pare che sia ostentare, non vivere".

Quest’anno il suo spettacolo in Capannina si intitola ‘Una vita da libidine’, il classico show con le canzoni di un tempo, che riscuote sempre un enorme successo.
Il mio show è stato ufficialmente dichiarato un evergreen DOC dal WWF. Quest’anno compio 21 anni di presenze alla Capannina, credo sia un record non solo per il locale e per me, ma per qualsiasi artista italiano. Non conosco nessuno che per 21 anni si è esibito nello stesso locale con cadenza settimanale per tutti i mesi estivi. Sono cose che succedono a Las Vegas con grosse star internazionali. Pensa che ogni sera quando apro quella porta provo ancora la stessa emozione della prima volta, inoltre quando esco sul palco per almeno un minuto non riesco a parlare perché i giovani mi accolgono con applausi incessanti e cori da stadio ed ogni sera registro il tutto esaurito. Mi amano molto. Posso dire che Gherardo Guidi, il Patron della Capannina, ci vide davvero molto lungo nel lontano 1996. Credo sia proprio il caso di cantare: "Per vent’anni non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare".

Canzoni, frasi e gesti che rimandano direttamente alle estati degli anni Ottanta. "Libidine", "doppia libidine", "ocio" e canzoni da suonare con gli amici su una spiaggia, magari intorno ad un fuoco acceso con mezzi di fortuna. Una magia estiva che si ripete ogni anno. Del resto, come spesso lei ama ripetere, l’estate è uno stato d’animo. 

L'intervista a Jerry Calà pubblicata sulla rivista cartacea Must Review*

"Questo è un pensiero che deriva da un film che ho girato tanti anni fa in Costa Smeralda e che mi è rimasto attaccato. Vuole essere una spinta a cercare l’estate dentro di noi, perché se riesci a catturarla e a portarla sempre con te, poi vivi meglio".

E il mattatore de La Capannina in quali canzoni trova la sua estate? Qual è il must di Jerry Calà? "Sapore di Sale di Gino Paoli, anche per il film, è secondo me il vero e proprio simbolo musicale dell’estate. Anche Giuni Russo mi piaceva moltissimo, canto sempre con piacere la sua "Un’estate al mare". Il mio must estivo, invece, è la camicia bianca. Ormai è quasi un rito scaramantico: non faccio lo show se non ho la camicia bianca. Il bianco mi fa venire in mente l’estate, devo averla sempre con me. Ricordo che una sera me la dimenticai. Ho fatto riaprire un negozio vicino, ne ho comprata una nuova e, solo dopo averla indossata, ho cominciato il mio show".


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