PAOLO VALLESI, LA MIA 'ESTATE 2016'

Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’esser toscani.  E non perché noi toscani siamo migliori o peggiori, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura. E forse anche perché, quando si tratta d’essere migliori o peggiori degli altri, ci basta di non essere come gli altri…
(Curzio Malaparte, Maledetti Toscani)

PAOLO VALLESI SI E' FATTO CONOSCERE AL GRANDE PUBBLICO NEL 1992, CON LA PARTECIPAZIONE AL FESTIVAL DI SANREMO, DOVE CON LA SUA STORICA CANZONE 'LA FORZA DELLA VITA', SI E' CLASSIFICATO IN TERZA POSIZIONE. QUESTO BRANO E' STATO IL QUINDICESIMO PIU' VENDUTO IN ITALIA NEL '92, TANTO DA RAGGIUNGERE LE 600MILA COPIE VENDUTE. VALLESI E' MOLTO LEGATO ALLE SUE ORIGINI: AMA FIRENZE, IL TERRITORIO, LE TRADIZIONI TOSCANE E ALCUNE SUE CANZONI SONO VRE E PROPRIE DICHIARAZIONI D'AMORE ALLA SUA CITTA'.

Il cantautore fiorentino si racconta a Must Review

Writer: Giacomo Bernardi


Paolo, ripercorriamo insieme le principali tappe della tua carriera partendo da 'La forza della vita', il brano che ti ha portato al successo.

E' sicuramente il mio brano più rappresentativo, ma il successo era già arrivato l'anno precedente, nel '91, quando partecipai a Sanremo nuove proposte con la canzone 'Le persone inutili'. Con quel disco ho venduto più di 200mila copie e l'anno dopo, stavolta nella categoria big, mi consacrai definitivamente con 'La forza della vita'. E' una canzone dal significato molto profondo che ha fatto il giro del mondo ed è stata recentemente premiata con l'attestato SIAE di 'evergreen', una grande soddisfazione per me.

L'industria musicale da allora è notevolmente mutata, quali sono i maggiori cambiamenti?

C'è stato un cambiamento drastico, una rivoluzione netta. Le case discografiche hanno smesso di produrre artisti ed oggi si affidano ai talent e ad altri concorsi, lasciando scegliere direttamente al pubblico chi avrà successo. Qualche anno fa era diverso, i discografici seguivano l'artista, credevano in lui e lo crescevano. Ti faccio un esempio: i primi dischi di Biagio Antonacci sono stati un insuccesso, ma la sua casa discografica ha creduto in lui, insistendo e dandogli la possibilità di emergere. Poi è arrivato il successo e Biagio oggi è fra i primissimi in Italia. Oggi, purtroppo, molti giovani validi non hanno questa possibilità e si perdono per strada. Non c'è più pazienza, non si investe più sui ragazzi di talento.

Come è noto sei molti legato alle tue origini. Che rapporto hai con Firenze, la tua città?

Da buon fiorentino sono molto campanilista. Firenze è la città migliore in cui vivere e la Toscana è una regione stupenda. Qui c'è tutto: mare, montagna, cibo e buon vino. Molti artisti vivono qui o comunque hanno una casa in toscana, è un luogo d'ispirazione, grazie anche al vino buono..

Un'ispirazione che ha prodotto una nuova canzone e un nuovo progetto musicale. Si prospetta un'estate di concerti per te.

Sì, il nuovo pezzo si chiama 'Estate 2016' ed è uscito ad inizio giugno. Farà parte dell'album 'Episodio 2', che uscirà invece ad ottobre. Per quest'estate ho in programma un tour che mi porterà in giro per tutta la toscana e non solo, oltre, ovviamente, agli impegni con la Nazionale Cantanti, un progetto di cui sono fieramente ambasciatore da 25 anni.

Non avrai tempo per vedere gli Europei, quindi. Scherzi a parte, tifi Fiorentina, giusto?

Sono un grande tifoso viola, imprescindibilmente. Cercherò di seguire l'Europeo, anche se generalmente non mi appassiona molto. Spero di essere piacevolmente coinvolto. Ricordo ancora la festa per il Mondiale '82, furono giorni bellissimi, auguro a tutti i giovani di provare quelle emozioni.

Paolo, adesso la nostra domanda di rito. Qual è il tuo must?

Non ho dubbi. I miei must, ovvero le cose per me indispensabili, sono due: mio figlio ed il mio pianoforte. Non potrei vivere senza di loro.