francesco stefanelli Bertram Tortona

Il toscano Francesco Stefanelli brilla in finale di Coppa Italia di A2 di basket

Writer: Laura Maccioni


È stato Francesco Stefanelli, prodotto del vivaio Etrusca, società cestistica di San Miniato (PI) il protagonista delle final eight di Coppa Italia andate in scena a Jesi e Fabriano il 2, 3 e 4 marzo scorsi. Dopo aver battuto con un netto 91-66 la favoritissima Alma Trieste ed aver conquistato il derby piemontese con Biella, sotto l'ala del coach Lorenzo Pansa, la Bertram Tortona si è aggiudicata per la prima volta il prestigioso trofeo, vincendo la finale con Ravenna, con uno schiacciante 89-57.

Partita senza alcun dubbio celestiale quella del toscano Francesco Stefanelli, un ragazzo di ventitrè anni con tanta voglia di fare e di concretizzare le proprie aspettative; con 19 punti a referto, la guardia classe 1995, si è guadagnato il titolo di MVP della finale.

Francesco, com’è nata la tua passione per il basket?
Non è nata sin da subito. Da bambino giocavo a calcio, non mi interessava più di tanto il basket. Poi, per caso, giocando con mio fratello più grande mi sono appassionato. Sia lui che mio padre mi hanno sempre spinto in questa direzione, ed avevano ragione.

Cosa ti ha portato a lasciare la tua famiglia, la tua casa, la tua amata Etrusca?
La voglia di arrivare, la mia forte ambizione e determinazione. Non è stata sicuramente una scelta semplice, ma i treni non passano tutti i giorni...

Come sono stati i primi giorni a Tortona?
Ti dico la verità, ho avuto qualche mese di instabilità: ero insicuro, le mie prestazioni non mi soddisfavano e pretendevo molto di più da me stesso. È bastato stringere i denti ed andare avanti. Per il resto, mi sono ambientato subito, anche con i miei compagni di squadra ho stretto un bel legame, in fin dei conti non penso di essermela cavata così male.

Ti senti una promessa italiana di questo sport o preferisci stare con i piedi per terra?
Ognuno spera di arrivare sempre più in alto, è normale. A mio parere ci sono dei momenti in qui è giusto concentrarsi sul presente e vivere giorno per giorno. Ora come ora non mi sento una promessa perchè devo molto ai miei compagni: non si vince da soli, ma in gruppo.

Per giocare a questo livello cosa serve oltre al talento?
Senza alcun dubbio la testa; non si può essere solo grandi giocatori, si deve saper gestire le prorie emozioni, la propria vita e tutto ciò che ci circonda.

Un'ultima curiosità , il tuo MUST nella vita?
Difficile da dire, probabilmente la passione.