IL FESTIVAL DI SANREMO PARLA TOSCANO: LE GRANDI SPERANZE DI FRANCESCO GUASTI

Writer: Giacomo Bernardi


Francesco Guasti si avvicina alla musica da piccolo iniziando a studiare batteria, ma è la sua voce, graffiante e roca, ad accompagnarlo su quel cammino con decisione. Durante l'adolescenza le prime esperienze con alcune rock band locali, dove si conferma front-man straordinario e fine compositore di pezzi che porta in giro per club e palchi. Il 2013 è invece l'anno della partecipazione a 'The Voice', il talent di Rai 2 con cui il giovane cantante pratese si fa apprezzare dal grande pubblico. Pochi mesi fa, la grande occasione: il suo nuovo brano, 'Universo', è stato selezionato per la 67esima edizione del Festival di Sanremo. La storica kermesse musicale avrà inizio il prossimo 7 febbraio. Quattro i toscani in gara: nella categoria 'Big' Marco Masini e Francesco Gabbani, mentre fra le 'Nuove Proposte' Tommaso Pini e il nostro Francesco Guasti, con il quale abbiamo scambiato qualche parola durante questa trepidante attesa.

Francesco, dopo 'The Voice of Italy' nel 2013, arriva finalmente anche la partecipazione al Festival di Sanremo, fra le nuove proposte. Un vero e proprio sogno per tutti i cantanti italiani.
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Il mio sogno da quando ero piccolo. Sono felice perché non ho mollato nonostante le porte in faccia".

Il brano che ti consentirà finalmente di calcare il palco dell'Ariston si chiama 'Universo'. Cosa colpisce, secondo te, di questa canzone?

Il cd di Francesco Guasti, in uscita il 10 febbraio

"Quando l'ho scritta ero reduce dalla delusione della mancata partecipazione al Festival, per un soffio l'anno scorso non ce l'ho fatta e non l'avevo presa bene. Poi qualcosa dentro di me è scattato, mi sono messo al pianoforte e mentre suonavo e scrivevo, seguendo quello che sentivo dentro, ho capito che se non ce l'avevo fatta era perché non era il momento giusto. Ho preso forza dalle mie stesse parole e ho guardato avanti. Intorno a me ci sono tanti ragazzi che per un soffio non raggiungono i loro traguardi, la speranza di farcela e l'incitamento a mettercela tutta è rivolto anche a loro. Alla mia generazione. E spero che sia proprio questo a colpire chi la ascolta: la speranza che contiene".

È un Festival che parla toscano. Due partecipanti fra i big, due giovani e ovviamente il conduttore, Carlo Conti. Che rapporto hai con gli altri toscani in gara? E con la tua terra?
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Ho conosciuto esattamente un anno fa Francesco Gabbani e devo dire che fin da subito si è instaurato un bel rapporto: è uno verace oltre ad essere un artista fenomenale. E' stato il primo ad inviarmi un messaggio quando ho passato la finale per entrare al Festival.  Marco Masini è un amico, una persona che frequenta casa mia da 20 anni. E' molto legato a mia sorella maggiore, ma per rispetto a questo rapporto, non ne ho mai approfittato, anzi, a volte è lui che mi chiede a cosa sto lavorando. Con Carlo Conti ho in comune la passione per Castiglioncello, ci vado da quando sono nato! E' un gran professionista, uno che lavora e sta sul pezzo. Con la Toscana ho un rapporto di amore e rispetto: una terra che trasuda storia e bellezze naturali".

Ti sei avvicinato alla musica fin da giovanissimo con studio e dedizione, poi il tuo talento e la tua voce hanno fatto il resto. Ma chi è il tuo mito musicale? A chi ti ispiri durante le tue performance?
"Ho una particolare ammirazione per i cantautori italiani: De Gregori, Battiato, Guccini. Grazie a mio padre, sono stati la colonna sonora della mia infanzia e adolescenza. Poi ascolto con particolare attenzione Gazzè, Fabi. Ma se proprio devo sceglierne uno solo, come mito, scelgo De Gregori. Non ho un vero e proprio riferimento quando mi esibisco, seguo la mia Anima ed ogni volta è uguale e diverso dalla performance precedente".

Il grande pubblico ti ha conosciuto grazie a 'The Voice of Italy'. Gran parte della scena musicale italiana è composta oggi da prodotti dei più noti Talent Show. Ma è possibile per un giovane cantante emergere in altra maniera?
"Ho fatto 'The Voice' a 30 anni suonati e non l’ho vissuto come un talent, avevo già un bagaglio di esperienze importanti e quello è stato come aggiungere una t-shirt in una valigia che avevo già iniziato a preparare. I talent sono visti oggi come dei tritacarne che illudono e ti usano, io penso che sta a chi partecipa usare la popolarità che può regalarti questo tipo di esperienza, per poi lavorare con tutte le proprie forze al proprio talento, senza montarsi la testa e tenendo ben in mente il proprio obiettivo. Altre vie? Farsi conoscere attraverso palchi, piazze, club ed io questo, prima di The Voice l’avevo fatto per anni…"

Francesco, a 34 anni arriva la grande occasione. Ma è solo l'inizio di un lungo percorso. Qual è, a oggi, il tuo più grande sogno?
"Il mio più grande sogno era proprio questo: portare la mia Musica a Sanremo. Adesso penso già al secondo sogno: liberare le gabbie di canili e gattili, fare in modo che le persone imparino il rispetto per gli altri esseri viventi".


Nel 2013, il nostro Direttore, Andrea Spadoni, aveva già intervistato Francesco Guasti. Il cantautore si era raccontato ai microfoni de Il Giullare fra progetti e sogni, molti dei quali, oggi, sono realtà. Ecco l'intervista completa.