"LA NOBILTÀ DEL FARE": Intervista a Gaddo Della Gherardesca

INCONTRARE IL CONTE GADDO DELLA GHERARDESCA È UN'ESPERIENZA UNICA. Nella tua immaginazione, prima di raggiungere il meraviglioso castello di Castagneto Carducci, ti chiedi come sarà e come ti dovrai comportare. Non capita certo tutti i giorni di trovarti di fronte un nobile di quelli veri, il discendente di una delle famiglie più antiche e importanti della storia d’Italia.

Writer: Andrea Spadoni  Photo:  Leonardo Valori/Alessio Nobili


E poi, appunto, il castello. Come quello che avevi costruito da bambino con il Lego, o quello che avevi visto al cinema ne Le Cronache di Narnia. Invece ci sei davvero. Sei dentro e lo vivi insieme a lui, il Conte. Rotto il ghiaccio, la chiacchierata, vola via come tutte le cose belle che sembrano durare poco. Gaddo della Gherardesca, coinvolgente e simpatico, ci apre le porte del suo Castello, come fossimo di casa. Saliamo in terrazza: “Oggi è una giornata limpida: si riconoscono l’Isola D’Elba, la Corsica, Capraia e la Gorgona”. Una cartolina: i colli di Castagneto, i boschi, la pianura. E poi il mare. Un sogno a occhi aperti. “Il Castello, come tutti gli altri, è stato costruito a protezione del paese contro le incursioni dei Saraceni e i nemici della famiglia”.

Dalla terrazza, basta guardarsi intorno per ripercorrere mille anni di storia. La statua del Conte Ugolino, che incontri appena arrivi al castello, è il simbolo di questa antica famiglia nobile. “La storia è lunga perché abbiamo saputo alimentarla con umiltà e coraggio, offrendo agli altri un esempio di dedizione all’impegno e alla conservazione della memoria”. Mentre il Conte Gaddo racconta, ci fa vedere libri, quadri, foto di famiglia e parla dei suoi antenati, siamo in unodei saloni principali. La sala con i divani rossi è bellissima: mobili eleganti, libri come nuovi. Tutto è in ottimo stato di conservazione. L’ambiente fa respirare storia e passione. “La casa è antica, ma anche grazie agli aggiornamenti da noi fatti in epoca moderna, abbiamo il wi-fi , l’aria condizionata, i servizi che funzionano. Questo ci permette di aggiornare l’impiego della casa stessa, utilizzandola come luogo per eventi e manifestazioni che hanno attratto tante persone negli ultimi tempi. Persone che vogliono conoscere il nostro lifestyle da 34 generazioni”.

Via via che scopriamo le infinite stanze, ci lasciamo affascinare dalla sala Conte Ugolino, la sala Principessa Teresa, la Sala Rossa a volte, il Salone dei Trofei, il meraviglioso Salotto dipinto che si chiama così, perché sulla parete c’è affrescato il panorama di Castagneto Carducci, lo stesso che si può ammirare dalle finestre. A differenza di quello che possiamo pensare di un nobile, un vero sangue blu, Gaddo della Gherardesca è un uomo che impronta tutta la sua vita sul lavoro. “Dal 1979 lavoro a Milano, mi sono occupato di molte attività e sono vice presidente della PRS, concessionaria di pubblicità leader sul mercato nazionale, oltre ad occuparmi di consulenze, delle nostre proprietà in Maremma e dell’Associazione Dimore Storiche della quale sono diventato recentemente Presidente”.

Poi c’è la sua Toscana.“Per lavoro ormai sono quasi sempre a Milano o all’estero, ma ogni volta che posso, cerco di tornare qua a Castagneto. La Toscana è una regione apprezzata in tutto il mondo. È la parola italiana più riconosciuta in tutto il pianeta, insieme alla Ferrari. È significato di eccellenza. Abbiamo tutto: la storia, l’arte, il territorio, la cucina, i grandi vini, abbiamo il mare. Cosa ci manca per primeggiare? La mentalità. Normalmente si pensa che il turismo si faccia con la storia e i monumenti. Non è vero, ci vogliono anche infrastrutture e servizi all’altezza di competere con tutti i paesi del mondo. Importantissimo il marketing. Pensate solo al valore creato in Costa Azzurra che, nonostante abbia delle bellezze ridotte alle nostre , gode di una notorietà mondiale”. Le sue abitudini a Castagneto Carducci: “Amo guardare la natura, restaurare la casa, curare i boschi e poi sicuramente un occhio di riguardo va alla cucina di Daniela, la nostra cuoca con la C maiuscola. Per non parlare dei vini di grande lignaggio che i miei cugini Incisa della Rocchetta ed Antinori producono nella zona”.


ORIGINI E STORIA. Il cognome della famiglia deriva da Gherardo (vissuto nel X secolo), Signore di Volterra di Pisa e feudatario del castello di Donoratico. Al tempo di Federico II, i Della Gherardesca Ghibellini, combatterono contro i Guelfi Visconti. Il famoso Conte Ugolino fu signore di Pisa e partecipò alla battaglia della Meloria in difesa del porto pisano. Nella battaglia ci furono molti morti da parte pisana e Ugolino venne accusato di tradimento. Scagionato, divenne podestà di Pisa e dovette gestire la pace dopo la sconfitta della Meloria. In seguito, il Conte subì una congiura da parte di altri nobili che lo accusarono nuovamente di tradimento e venne imprigionato nel luglio 1288 nella Torre della Muda, dove morì poco tempo dopo di fame insieme ai figli. Dante Alighieri lo rese immortale nei versi della sua Divina Commedia. Gaddo Della Gherardesca era a capo delle truppe pisane nel 1314. Con la caduta della Repubblica di Pisa, avvenuta nel 1406, la famiglia della Gherardesca passò al servizio di Firenze. L'alleanza coi Medici fu sancita dal matrimonio tra Ugo Della Gherardesca e Costanza, sorella del Cardinale Alessandro De’ Medici. Sotto i Lorena, la famiglia ottenne la conferma del titolo di Conti di Donoratico, di Pietra Rossa e di Bolgheri. Nel XX secolo, Giuseppe Della Gherardesca, fu podestà di Firenze ed ebbe l'intuizione di nominare Eugenio Montale, direttore del Gabinetto Vieusseux.

Il Conte Gaddo Walfredo Della Gherardesca, 68 anni, pronipote del conte Ugolino, è discendente della antichissima famiglia di 37 generazioni. È imparentato con gli Hohenstaufen, i Medici, gli Estensi, i Gonzaga, i Romanov. Ha due sorelle: Manfreda e Sibilla. Ed una figlia: Costanza, nata dal matrimonio con la ex moglie Michela Valli. È stato anche il compagno della duchessa Sarah Ferguson. Dal 1979 si occupa di marketing nelle multinazionali ed è vice-presidente della Prs Mediagroup, importante concessionario di pubblicità italiano. Recentemente è stato nominato Presidente di Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane).

Il Castello della Gherardesca è stato eretto nell’anno 1000. La sua mole imponente spicca sul colle di Castagneto Carducci, tanto caro all’omonimo poeta. Chiuso dalle mura all’interno delle quali si trova la chiesa di famiglia, si presenta regale e inespugnabile. La struttura attuale è stata costruita in diverse epoche, perché la sua storia segue quella della famiglia della Gherardesca, sua proprietaria. La chiesa di San Lorenzo fu costruita in epoca medievale, verso la metà del 1200, e fu decisamente rivoluzionata dall’ultimo intervento nel 1926 per volere del Conte Walfredo della Gherardesca. E’ affiancata da una torre campanaria, in stile neomedievale, fatta costruire tra il 1929 e il 1931 dal conte Walfredo con le pietre provenienti dalle rovine del castello di Donoratico. Gli affreschi inseriti nel ‘900 sono opera di Alberto Zardo e seguono un programma iconografico che celebra le glorie della famiglia della Gherardesca. Sulle mura sono situati i giardini e i camminamenti che vi danno accesso. Particolare è la veduta nei giorni nitidi quando dalle terrazze del castello si scorgono l’Elba, la Corsica, la Capraia e la Gorgona.