FRANCESCO NUTI TRA ARTE E SENSIBILITÀ: SUCCESSO E DECLINO DI UN GENIO TOSCANO

Writer: Giacomo Bernardi


Oggi, 17 maggio, compie gli anni uno dei più grandi talenti artistici italiani di sempre: Francesco Nuti. Un artista completo, nato in Toscana, precisamente a Prato, nel 1955. Un uomo che ha saputo conquistare l'Italia intera con la sua simpatia, con il suo estro, ma che, cedendo alla sua enorme sensibilità, ha visto svanire repentinamente il suo successo. Almeno, così pareva: perché in realtà non è mai stato dimenticato. Le sue esibizioni, i suoi film e le sue canzoni sono pietre miliari dello spettacolo nostrano e, ancora oggi, Francesco Nuti è considerato da molti il più geniale degli artisti italiani. Dai Giancattivi, al successo cinematografico, dalla partecipazione a Sanremo al terribile incidente che gli ha cambiato la vita. Oggi ripercorriamo, con un filo di commozione, la vita di uno dei simboli della nostra regione. Auguri Francesco, anche tutto questo 'sarà per te'.

Francesco Nuti è ancora un giovane attore dilettante di ventisei anni, quando viene notato da Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, coppia cabarettistica assodata, che lo arruolano immediatamente per andare a formare il trio dei Giancattivi. I tre si capiscono a meraviglia, insieme sono travolgenti e in poco tempo conquistano le platee di tutta Italia e approdano anche al cinema con il film 'Ad ovest di Paperino', dove viene riproposto gran parte del loro repertorio.

Francesco, star indiscussa del trio, nel 1982 decide di separarsi dagli amici e nel giro di due anni diventa il protagonista assoluto del cinema italiano, con tre interpretazioni indimenticabili: 'Madonna, che silenzio c'è stasera', 'Son Contento' e 'Io Chiara e lo Scuro', un piccolo capolavoro, originale parodia de 'Lo Spaccone', il noto film di Paul Newman del 1961.

Nuti è l'idolo di un'intera generazione. Dal 1985 passa dietro la telecamera e da regista - attore continua la sua ascesa verso il successo. Escono, nel giro di pochi anni, piccole perle come 'Casablanca, Casablanca', 'Tutta colpa del paradiso', 'Stregati', 'Caruso Pascoski di padre polacco' e 'Willi Signori e vengo da lontano', storie profonde e divertenti intrise di bizzarro romanticismo.

E' del 1988 invece la partecipazione al Festival di Sanremo con 'Sarà per te', una canzone indimenticabile con un testo struggente che commuove l'Italia e, ancora oggi, a quasi trent'anni di distanza, è apprezzata anche dai più giovani.

La travagliata lavorazione di 'Occhio Pinocchio' nel 1995, costosa pellicola dalle grandi aspettative mai rispettate, getta nello sconforto Nuti, che si allontana dalle scene per qualche tempo. E' l'inizio di un lento declino, che lo farà ben presto cadere in una profonda depressione. Nel 2006, in un'intervista per Radio 24, si palesano in lui i primi evidenti psico-motori, di cui si parlava da tempo. Pochi mesi dopo è protagonista di un grave incidente domestico e viene ricoverato di urgenza per un grave ematoma cranico. I problemi si susseguono e l'attore da quel giorno è muto e costretto su una sedia a rotelle. Quel terribile incidente ha posto fine alla sua carriera. Chissà quanti nuovi capolavori avrebbe potuto ancora regalarci. Tutte le sue opere, film, canzoni e spettacoli, erano accomunati da grande ironia e sensibilità, caratteristiche tipiche dei più grandi. Il rammarico è grande, la fine artistica di Nuti è stata una perdita immensa e incolmabile per lo spettacolo italiano, che ancora oggi ne sente la mancanza.