DAVID PRATELLI: "DE SICA NON SOLO IMITAZIONE MA ANCHE PARTE DI ME"

Writer: Carlo Alberto Pazienza


Fabio Capello, Marcello Lippi, Zlatan Ibrahimović, Luca Laurenti, Christian De Sica. Ma anche Carlo Conti, Adriano Celentano, Roberto Cavalli, Antonio Conte e addirittura Matteo Renzi e Piero Pelù. Questi sono solo alcuni dei tanti, tantissimi personaggi imitiati da David Pratelli, eclettico comico toscano (è nato a Ponsacco) diventato noto al grande pubblico televiso proprio per la sua innata capacità di replicare voci, gesti e atteggiamenti delle sue illustri "vittime". Dal successo nel campionato italiano degli imitatori, che l'ha lanciato nel 2002, all'ultima produzione letteraria che ha aperto un nuovo capitolo della sua carriera, David Pratelli si racconta in esclusiva a Must Review*: un'intervista che ripercorre in breve le tappe più significative della sua vita artistica e che fa emergere la personalità e il pensiero di un toscano doc affezionatissimo alla sua terra.

Come nasce David Pratelli comico e imitatore e quando ti sei reso conto che potevi trasformare questo talento in un lavoro? Qual è stata in assoluto la tua prima imitazione?
"Ho sempre desiderato e sognato che la mia passione diventasse un mestiere. Nel 2016 faccio 30 anni di carriera, fatta di alti e bassi, ma credo chiunque nella mia condizione debba fare i conti con gli annessi e connessi di questa attività. La mia prima imitazione è stata quella di Beppe Grillo, avevo 7 anni, poi l'ho perso a causa della voce che crescendo è cambiata notevolmente".

Hai avuto molti passaggi nella tua carriera tra tv, teatro e radio, da Rai a Mediaset passando per Sky e le tv regionali. C'è un'esperienza alla quale sei più affezionato e una invece, se c'è stata, per la quale pensi di aver perso un'occasione?
"Ogni esperienza lavorativa mi ha quasi sempre gratificato. Sicuramente 'Guida al campionato' su Italia 1 mi ha regalato tanta popolarità e l'ambiente che ho vissuto in quel periodo era veramente familiare. Il salto di qualità è arrivato con Simona Ventura a 'Quelli che il calcio', un rapporto purtroppo terminato misteriosiamente perchè sono stato fatto fuori dopo due stagioni di successo in maniera subdola e tipica di un ambiente poco corretto nei confronti di chi ha messo umiltà e professionalità nel proprio lavoro. Non sono l'unico ad aver subìto un torto del genere da un sistema, chiamiamolo con le sue parole, 'diseducativo e marcio'. Pazienza fa parte della vita".

Nelle tue interviste parli sempre del successo nel Campionato italiano degli imitatori 2002 come l'esperienza che ti ha lanciato. Oggi un programma così si chiamerebbe talent e forse avrebbe tutt'altra impostazione. Com'è cambiata la tv in questi 15 anni? C'è ancora spazio per i comici e gli imitatori al giorno d'oggi?
Eh sì nella mia carriera ho vinto un titolo nazionale di imitatori, potrei dire che anche io ho vinto un 'talent' ed è stata una grande soddisfazione, mi ha regalato la consapevolezza di poter dare molto in questo mestiere. Gli spazi oggi sono ridotti al minimo, ci sono meno programmi, prima ce ne erano almeno il doppio quindi c'era più spazio per tutti. Speriamo che il vento cambi e che si torni a sperimentare e a dare libertà di espressione a chi ama questo lavoro. Sono contento quando vedo colleghi che vengono inseriti in contesti del genere perché resto dell'avviso che la competizione nel lavoro non esista, ma che ci debba essere spazio per tutti. Forse qualcuno se ne prende anche troppo..."

Come scegli di imitare di un personaggio? Cosa guardi, a cosa ti ispiri?
"Prima di tutto cerco di capire se riesco a prenderlo, voce, gesti, mimica, dopodiché si passa al trucco e alla costruzione di un testo che riesca a far ridere".

Hai personaggio che imiti più volentieri di altri? Quello a cui sei più legato o che pensi ti riesca meglio? E quello che avresti voluto imitare e per un motivo o per un altro non sei riuscito?
"Senza girarci intorno, ho ribadito più volte che De Sica lo sento parte di me e spesso mi sdoppio anche nella normalità del personaggio stesso. Ne vorrei imitare tanti, specialmente quelli che fanno parlare di se, ma non sempre si riesce a beccarli".

C'è un imitatore o comico che ti piace o apprezzi particolarmente?
"Max Tortora su tutti"

pratelli tenebra

La copertina di "Tenebra" (Casa Editrice Kimerick), la prima fatica letteraria di David Pratelli.

Tutti in italia ti conoscono appunto per le tue imitazioni, ma forse non molti sanno che sei anche uno scrittore di gialli/horror. Hai scritto un'opera, Tenebra, che si è aggiudicata un importante riconoscimento. Com'è nata questa tua passione e che posizione ricopre nella tua vita artistica?
"Tenebra ha vinto il premio Holmes a Napoli come miglior autore. Ne ho altre nel cassetto ma non so quando le pubblicherò. La passione nello scrivere è dettata dalla ricerca del mistero e dalla passione per le pellicole di Dario Argento. Adoro i film americani che ti lasciano con un finale in sospeso e i delitti irrisolti. Questo mi affascina e di tanto in tanto mi fa venire idee su cosa e come scrivere certi racconti".

Da toscano doc quale sei, sappiamo che sei molto affezionato alla nostra regione: cosa pensi della Toscana e quanto la tua toscanità ti ha aiutato nella tua carriera?
La Toscana è la mia terra, la amo da impazzire. Credo che dovrebbe osare di più nel fare feste come un tempo, coinvolgere paesi e quartieri con spettacoli ed eventi culturali, la gente ha bisogno di questo. E poi basta con gli sprechi verso chi non merita, è bene che la Toscana valorizzi i propri artisti senza chiamare sempre gli altri solo perché più famosi. Spesso vado al sud e non puoi immaginare quanto valorizzino i loro artisti, cantanti, conduttori, comici, imitatori, ed è bello vedere un grande senso di appartenenza. In Toscana siamo carenti su questo e credo che sia necessario cambiare mentalità e valorizzare i nostri artisti toscani. In Toscana ho fatto, faccio e farò la mia gavetta Finché avrò le forze. Finché rimarrà anche un solo ammiratore a chiedermi: mi fai questa imitazione?"