DA GIORNALISTA A FOOD MANAGER: "HO PORTATO LA TOSCANA IN ESTONIA"

Writer: Carlo Alberto Pazienza


Quelle di chi scappa dall'Italia per cercare fortuna all'estero, sono storie che ormai non fanno più notizia. Di cervelli e talenti in fuga dal bel paese ce ne sono stati, ce ne sono e ce ne saranno tanti. A spingerli sono quasi sempre i soliti motivi: la mancanza di possibilità, l'incertezza lavorativa, una mentalità poco incline ad investire sui giovani e sulle loro idee. Anche le mete spesso coincidono: le più gettonate sono Inghilterra e Spagna, con Londra e Barcellona in testa alla classifica delle destinazioni più gettonate. Tra le tante storie di successo (e insuccesso) che ci arrivano quotidianamente da amici e conoscenti, quella di Marco Giomi, pistoiese poco più che quarantenne, si distingue dalle altre per più ragioni. Anche lui, alla soglia dei trent'anni, ha deciso di lasciare la sua bella Toscana per farsi una nuova vita all'estero, ma il motivo trainante non è da ricercarsi nella mancanza di lavoro. Per anni infatti ha lavorato come giornalista professionista al Tirreno, TVL (celebre emittente pistoiese) e Rai International e quando ha deciso di mollare tutto, nel 2003, era addetto stampa del Comune di Montecatini Terme. A convincerlo a partire è stato l'amore per la Kai, sua attuale compagna. Destinazione? Ovviamente la città di origine della donna che l'ha reso padre per ben tre volte: Tallinn, in Estonia.

Diciamo che ho colto la palla al balzo – racconta Marco – l'idea di lasciare l'Italia l'avevo da tempo. Ero stufo dell'incertezza lavorativa, di una mentalità chiusa che spesso infrange sogni e ambizioni. Montecatini, ma la provincia in generale, mi stavano strette, sentivo il bisogno di cambiare aria. Kai è stata la forza motrice, l'Estonia una scommessa. All'inizio è stata dura: fare il giornalista era impensabile, per cui dovevo reinventarmi. Non sapevo dove sbattere la testa, poi ho avuto l'intuizione”. Con l'aiuto della compagna Marco mette su una piccola attività di importazione di prodotti alimentari italiani. “Avevo molti contatti in Toscana e per questo sono riuscito a stringere accordi come aziende importanti come la Neri Sottoli e la Toscopan: prima tenevo la merce in camera, poi in un piccolo magazzino. Rivendevo principalmente a ristoranti e supermercati. L'avvio non fu affatto semplice, c'era da tener conto delle normative locali che ostacolavano la commercializzazione delle eccellenze provenienti dall'Italia. Poi la cosa iniziò a prendere piede e via via avevamo sempre più richiesta, anche perchè siamo stati dei veri pionieri. Poi nel 2004 la svolta: il primo gennaio l'Estonia entrò nell'Unione Europea e con la caduta delle barriere doganali si aprirono nuovi mercati”.

La trattoria aperta da Marco Giomi a Tallinn

L'attività decolla e grazie agli introiti Marco apre, tra il 2008 e il 2012, addirittura tre locali: un ristorante, un'enoteca e un'osteria, in cui ovviamente serve piatti tipici toscani. L'ultima evoluzione della sua nuova vita in Estonia Marco Giomi l'ha compiuta un anno fa, quando è stato contattato da una delle più importanti aziende alimentari italiane. “Nel 2016 Granarolo ha acquistato la maggioranza della mia ditta di importazione: sono diventato managing director di Granarolo e seguo il processo di internazionalizzazione dell'azienda nei paesi baltici, in Bielorussia e Ucraina. Granarolo ha un progetto ambizioso, creare una piattaforma del gusto nel mondo. Per me è motivo di grande soddisfazione, mai avrei pensato che un'azienda italiana potesse investire all'estero con un progetto così strutturato e che venisse a cercare me.  Nostalgia dell'Italia? Ho nostalgia del paese che vorrei: mi piacerebbe portare qui il neo eletto sindaco di Pistoia, che conosco molto bene, per fargli vedere i parchi di Tallinn, o come funziona il sistema dei trasporti e dei parcheggi, tramite il quale i cittadini possono acquistare i biglietti o prenotare il posto via app. Mi piacerebbe tornare e poter replicare a casa ciò che ho fatto qui. So che sarebbe dura, ma io ci spero".