CHIARA SQUAGLIA: "UN SOGNO LAVORARE A STRISCIA LA NOTIZIA"

"Amo la Toscana, ma a volte mi sta stretta".

Writer: Carlo Alberto Pazienza


Rirtorna il consueto appuntamento domenicale con le interviste di Must Review* ai nostri toscanos: politici, sportivi, artisti e imprenditori che sono riusciti a mettersi in mostra diventando personaggi conosciuti a livello nazionale o internazionale.

Questa settimana parliamo dell'ambito che più ci riguarda da vicino, il giornalismo, e di una ragazza che con lavoro e fatica è riuscita a ritagliarsi un importante spazio in questo chiuso e complicato settore lavorativo. Una giovane donna partita da Lucca con il sogno dello spettacolo che oggi è divenata uno dei volti di riferimento di Striscia La Notizia: Chiara Squaglia. Con lei abbiamo fatto una chiacchierata a 360°: l'esperienza nel programma di Antonio Ricci, il sogno del cinema, le difficoltà della Toscana, la sua città e la sua famiglia. Abbiamo ripercorso la sua lunga gavetta e scoperto un retroscena sul personaggio che in un certo senso l'ha lanciata e fatta conoscere al grande pubblico: Agnese Renzi.

Partiamo dall’attualità: da poco più di anno lavori come inviata di Striscia la Notizia e sei diventata il volto di riferimento della trasmissione per quanto riguarda la vicende toscane. Che esperienza stai vivendo? Quanto ti gratifica?

"Un'esperienza meravigliosamente faticosa e gratificante. Lavorare per Striscia è molto bello perché permette di coniugare giornalismo, ironia, autoironia, che sono per me innate, e il servizio fornito agli altri, quindi un lavoro che dà grandi soddisfazioni da tanti punti di vista. A tutto ciò si aggiunge un ambiente di lavoro molto positivo: Striscia infatti è una bellissima grande famiglia e credo che i telespettatori lo percepiscano. Inseguivo questa opportunità da anni e quando finalmente ce l'ho fatta mi sono commossa dalla felicità, non ci credevo. Sapevo però di essermela sudata e meritata. Da allora ho capito che i sogni si possono realizzare, l'importante è non smettere mai di crederci e soprattutto di lavorare sodo per far sì che si realizzino".

A proposito dei tuoi servizi, noi toscani siamo abituati a sentir parlare della nostra regione, ammirata e apprezzata in tutto il mondo, sempre in modo positivo. Anche Must Review* racconta il bello e le eccellenze della nostra terra. Dal tuo racconto però spesso emergono problematiche e criticità. Che idea ti sei fatta della situazione generale?

"È vero che la Toscana è associata a eccellenze di arte, cultura, paesaggi, ma le cose che non funzionano, purtroppo, sono dovunque e il nostro compito è quello di denunciare eventuali problemi per cercare di risolverli. Detto questo, rispetto alle situazioni estreme che registriamo in altre regioni come Campania, Puglia e Sicilia, posso confermare che la Toscana è una regione complessivamente più virtuosa".

Tra i tanti servizi che hai fatto, c’è stata una situazione che in positivo o in negativo ti ha colpito in modo particolare?

"La situazione che forse mi è rimasta maggiormente impressa è quella che ho denunciato nel mio primissimo servizio: le prostitute cinesi a Prato, che si vendono per 15-20 euro, lasciando annunci e numeri di telefono persino sui muri della Chinatown, come nell'età della pietra. È davvero incredibile".

Oggi sei una giornalista televisiva affermata che, come quasi tutti i giornalisti che partono dal basso, ha alle spalle una gavetta importante fatta di tante collaborazioni. Ce n’è stata una particolarmente formativa che pensi ti abbia fornito i mezzi per fare il salto di qualità?

"La mia gavetta è stata lunga e faticosa, ma fondamentale per costruire basi solide per il mio lavoro attuale e futuro. L'esperienza più importante è stata indubbiamente al Tg Regionale della Toscana, ovvero la mia prima esperienza professionale in tv. Quella è stata una scuola pazzesca, un'avventura quotidiana: ricordo che dovevo realizzare una media di 2 servizi al giorno (25 euro a servizio!), 7 giorni su 7. Una scuola dura ma che mi ha insegnato tante cose fondamentali: dalla scrittura alle interviste, dalla regia al montaggio, rendendomi capace di confezionare dei prodotti miei, completamente da sola. Quindi il lavoro da inviata per Striscia è stato per me un vero e proprio ritorno alle origini, un po' come se fosse destino".

Non c’è solo il giornalismo nella vita professionale di Chiara Squaglia: una fetta importante se la prende la recitazione, con i tanti lavori per cinema, teatro e tv, nonché i molti diplomi e qualifiche che hai ottenuto. Sei soddisfatta di questo tuo percorso artistico? O ti aspettavi di più?

"Sì, io nasco proprio come attrice, infatti ho iniziato il mio percorso artistico frequentando diverse scuole di recitazione: Firenze, Roma, Parigi e infine a Milano, collezionando altrettanti diplomi e, come si dice, il primo amore non si scorda mai! Il mio prossimo obiettivo infatti è di realizzare qualcosa nel cinema. Riuscire a conciliare le due strade (tv e cinema) mi farebbe raggiungere la completezza professionale. Io continuo a impegnarmi e dare il massimo con immensa passione, guardando ogni traguardo mai come un punto di arrivo, ma come uno stimolo a raggiungere il gradino successivo, in una continua crescita".

Ad ogni modo sono state proprio le tue qualità da attrice e imitatrice a spianarti la strada verso la radio e a farti arrivare a Striscia, soprattutto grazie all’imitazione di Agnese Renzi, moglie del premier. Che rapporto hai con questo personaggio? E cosa ne pensa la diretta interessata?

"Esatto, sono approdata a Striscia proprio come attrice comica, proponendo la mia parodia della First Lady Agnese Renzi, personaggio che scrivo e interpreto su Radio Italia da più di 3 anni. Proprio per questo dico sempre che ormai ho uno sdoppiamento di personalità, ogni tanto comincio a parlare come Agnese! Cosa ne pensa la diretta interessata? Beh, incredibile a dirsi, l'ho conosciuta pochi giorni fa ad un evento di solidarietà a Palazzo Vecchio a Firenze e l'ho fermata subito dicendole che era per me un momento storico: dopo anni che la imitavo finalmente la conoscevo di persona! Lei mi ha confessato divertita di non avermi mai sentita perché la mattina non ascolta mai la radio e che sarebbe andata a cercami su YouTube, quindi la riposta a questa domanda saprò darvela più avanti".

Tv, radio, giornali e molto spettacolo. Ma tu sei laureata in architettura: non c’è mai stato spazio per questa professione nella tua vita?

"Sì, contemporaneamente alla varie scuole di recitazione e ai vari trasferimenti di città ho sempre portato avanti anche l'Università e, a 24 anni, mi sono laureata in Architettura con 110 e lode. Io sono maledettamente perfezionista in tutto quello che faccio e così anche nello studio aspiravo sempre ai massimi voti. Una volta laureata, ho deciso senza il minimo dubbio qual era la strada che volevo percorrere, che era quella dello spettacolo, nonostante le resistenze dei miei genitori. L'unica esperienza professionale che ho fatto in qualità di architetto è stata a Parigi, dove ho lavorato part-time in uno studio per mantenermi, pagarmi la camera, la spesa, il teatro e vita parigina in generale, un'esperienza da sogno".

La Toscana è la tua terra, immaginiamo tu ci torni spesso, non solo per lavoro. Che rapporto hai con la nostra regione e con Lucca, la tua città?

"Nelle vene della mia famiglia scorre puro sangue lucchese, da almeno tre generazioni. Il mio rapporto con la Toscana non può che essere viscerale perché lì sono nata e ho passato la mia infanzia felice; quando parlo con i toscani mi sento sempre particolarmente a mio agio, soprattutto perché posso parlare senza dover stare attenta alla dizione! Tuttavia, devo anche dire sinceramente che la città di Lucca mi sta stretta, sia come spazi che come mentalità delle persone e stile di vita. Io amo le grandi città, amo conoscere sempre nuove persone, fare nuove esperienze, visitare nuovi luoghi, vivere nuove emozioni e una città piccola come Lucca non può offrirmi tutto questo. Perciò torno a casa per vedere i miei cari: i miei genitori, mia sorella, mia nonna, ma non mi trattengo mai più di un paio di giorni, perché mi sento fuori dal mio habitat, lontana dalla mia casa, dal mio lavoro, dai miei amici. Ormai la mia vita è felicemente altrove.

Ambizioni e progetti futuri?

"Una sola parola: il cinema. Recitare è vivere nuove vite, provare e trasmettere emozioni, la cosa più bella e intensa della vita".