ALEANDRO RONCARÀ: IL RE DEL COLORE SI RACCONTA A MUST REVIEW*

Writer: Giacomo Bernardi


C'è chi nasce con un talento, una dote, un dono. Aleandro Roncarà, nato a Orbetello, è uno di questi. Lui sa disegnare e lo ha sempre fatto. Prima i fumetti in bianco e nero poi, spinto dai suoi amati figli, ha impugnato il pennello e in poco tempo si è affermato come il 'Re del Colore'. Si è distinto a livello nazionale per l'originalità dei suoi disegni, in cui è facilmente riconoscibile uno stile unico, inimitabile. Ha realizzato opere incredibili, come l'immenso murales di trentasei metri che si trova all'ingresso del Teatro del Silenzio di Lajatico e, avvicinandosi anche alla scultura, ha dimostrato di essere un artista a 360°. Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e ci ha svelato qualche piccolo segreto del suo splendido lavoro.


Sei da sempre un disegnatore incallito, ma hai scoperto il colore solo da pochi anni. Come mai?

Disegno da sempre, ma per colorare i miei quadri e la mia vita sono dovuti intervenire i miei figli: Carlotta, Brando e Lupo. Mi hanno convinto a usare il colore e da lì non ho più smesso. Ho abbandonato definitivamente il bianco e nero e, adesso, il colore è proprio la mia caratteristica principale. Qualcuno mi chiama addirittura il Re del Colore.

Mondorondo è uno dei tuoi lavori più famosi. Di cosa si tratta?

Una serie di disegni rappresentanti personaggi un po' strampalati e bizzarri che vivono, respirano e sono immersi nel colore. Sono essi stessi colore, un trionfo di colore. Hanno anche un'altra cosa in comune: la capacità di divertire in maniera semplice. Mondorondo, spero presto, diventerà anche un libro. Ci sto lavorando con il mio amico giornalista Fabrizio Brancoli ed è un sogno che spero possa realizzarsi presto.

Negli ultimi anni hai avviato una collaborazione prestigiosa con la Fondazione Bocelli. 

E' motivo di grande orgoglio per me. Ho curato le grafiche del merchandising per il Teatro del Silenzio e sono stato incaricato dal Comune di Lajatico di realizzare l'immenso murales che si trova proprio all'ingresso. Sono trentasei metri di colore puro, una grande soddisfazione ogni volta che lo vedo.

Quale delle tue opere ti è rimasta nel cuore più delle altre?

Quella che amo di più è sempre l'ultima. Poi piano piano l'amore per le proprie opere svanisce. Recentemente ho realizzato un polittico di cui mi sono praticamente innamorato. Adesso devo venderlo, ma quasi non ce la faccio. Vorrei tenerlo per me.

Cosa hai in programma per l'immediato futuro? Quali sono i tuoi progetti?

Innanzitutto disegnare. Sempre. Per quanto riguarda mostre ed esposizioni, invece, parteciperò proprio in questi giorni alla Biennale di Genova, mentre a settembre sarò in centro a Pistoia, per una grande esposizione in occasione di 'Pistoia Capitale della Cultura 2017'. E' quasi ufficiale, inoltre, la mia presenza a Canton, in Cina, per una mostra personale che dovrebbe cominciare a fine settembre.


E non finisce qui. Già, perché Aleandro Roncarà è anche il proprietario di Egisto, noto ristorante di Montecatini. Qui, prima e dopo cena, vengono consegnati ai clienti dei fogli da disegnare e colorare. Anche quello è un buon momento per fare arte e poi, si sa, dove c'è Roncarà c'è colore.