QUARRATA, UNA CITTA' A MISURA DI MOBILE

“LA VITA È UN BRIVIDO CHE VOLA VIA, SOPRA LA FOLLIA” - cantava Vasco Rossi. Mi piace questa idea per iniziare una serie di storie di imprenditori, architetti, artisti o vecchi artigiani toscani che da una loro idea è rimasta una traccia fisica o mentale sul nostro territorio. Storie atemporali che ti danno quella sensazione che tutto può ancora accadere. Basta crederci con gli occhi della follia.

Writer: Irene Pini


DA PAESE RURALE ALLA CITTÀ DEL MOBILE

Tutto nasce, cresce e si modifica grazie allo sviluppo dell’azienda Lenzi. L’aspetto che mi ha sempre incuriosito di Quarrata è rappresentato dal fatto che la storia di questo territorio, per buona parte del secolo novecento, sia andata parallelamente con quella dell’azienda di mobili imbottiti Lenzi. Quarrata è passata nel secolo novecento in modo  spontaneo da paese rurale a città del mobile.

DALLA BOTTEGA ALL’INDUSTRIA

L’idea, molto casualmente, partì da qui. Nello decise di provare a riprodurre il modello del divano. Nel giro di pochi anni la famiglia Lenzi aprì una piccola bottega in piazza Risorgimento, il giro d’affari si ampliò e spostarono l’attività in uno spazio più grande pur rimanendo in piazza Risorgimento, di fronte al viale Montalbano . La collocazione diventerà dominante sulla piazza principale del paese e l’elemento simbolo di questo luogo. L’attività fu interrotta nel periodo della guerra, ma riprese subito dopo, l’azienda agli inizi degli anni cinquanta, costruì la sua fortuna. Realizzarono un nuovo capannone, dove comparve per la prima volta l’insegna storica Lenzi. Alla fine di questo decennio la produzione assunse connotati di tipo industriale , iniziando a produrre anche arredamento di tipo navale e per enti pubblici. Di questo periodo sono le creazioni dell’Architetto G.Veronesi pubblicate anche sulla rivista Domus.

IL SOFÀ DELLA FAMIGLIA BENESTANTE

All’inizio del secolo, Alfonso Lenzi, lavorava come materassaio, rifaceva di casa in casa i coltroni. Nel 1920, uno dei tre figli, Nello lavorava in una falegnameria del paese e proprio per motivi di lavoro un giorno entrò in casa della famiglia Lunardi di Pistoia, famiglia benestante che produceva olio, dove vide un sofà denominato Ottomana.

GLI ANNI ’60-’70 E LA LINEA ELLE2000

Negli anni sessanta i capannoni aumentarono vertiginosamente e nel 1961 fu realizzato in Piazza Risorgimento dall’Architetto Lustrini, un grande showroom estremamente moderno sia per il periodo che per il luogo stesso. Nei primi anni settanta Mirella Lenzi ( moglie del figlio di Nello), diede vita alla ELLE2000, marchio il cui scopo era quello di proporre design altamente innovativo, confrontandosi con mercati più lontani. Furono contattati progettisti come T.Saracino, G.De Lucchi, J.Colombo, lo studio Haidan ed altri ancora.

GLI INCENDI, LA FINE E L’INCONTRO CON LA SIGNORA LENZI

Sorprendentemente, tutta la storia di questa famiglia-azienda scomparve nel giro di qualche anno, in seguito a due grossi incendi e all’improvvisa indisponibilità delle banche: nel 1975 la ditta Lenzi chiuse drasticamente. Nelle varie interviste che feci nel 2002 per ricostruire la storia di questa azienda, mi ricordo in particolare una frase della conversazione tenuta con Mirella Lenzi: "Negli anni settanta con la Elle2000 volevamo creare una arteria della ditta specificatamente di ricerca e di tendenza, non so cosa c’eravamo messi in testa, ma desideravamo che la città di Quarrata assumesse un profilo diverso. Dopo aver metabolizzato il primo processo di crescita, poteva diventare una città industriale". La prospettiva di allora si è completamente ribaltata,con la percezione di una realtà che ha poca visione di un domani condiviso. Linch diceva che esprimere desideri è un metodo ad agire nel presente. Dunque, chiudiamo gli occhi, sogniamo e agiamo.