Halloween, ripercorriamo le origini di questa festa di tradizione celtica

di Lucrezia Palmieri


Dovunque andiamo vediamo zucche, fantasmini, costumi da far accapponare la pelle dalla paura (si fa per dire). Si sta avvicinando Halloween, la notte più spaventosa dell’anno. Questa festa è arrivata a noi solo recentemente; abbiamo imparato a conoscerla grazie al cinema e ai libri americani, in cui vi erano grandi e piccini travestiti da streghe, fantasmi, scheletri che andavano di casa in casa a chiedere “dolcetto o scherzetto?” E le strade erano illuminate da lanterne ricavate dalle zucche. Siamo rimasti così affascinati che piano piano Halloween è entrata anche nella nostra tradizione.

Ma siete sicuri di conoscere il vero significato della notte di Halloween?

Visto che questa festa ci è arrivata dall’America, è credenza comune che sia nata oltreoceano; in realtà nasce da un’antica festa celtica. Per i celti, che vivevano soprattutto di agricoltura, l'anno nuovo iniziava il 1° novembre e nella notte del 31 ottobre si festeggiava lo Samhain, ovvero la fine dell'estate. Infatti Samhain deriva dal gaelico “samhuinn” che significa infatti “fine dell’estate”

I colori dominanti della festa erano, allora come ora, l’arancio ed il nero: il primo per ricordare la mietitura del grano, il raccolto e quindi l’estate finita. Il secondo per simboleggiare il freddo, il buio e cioè l’inverno imminente. Inoltre si credeva che in questa notte fossero come sospese e che il velo che divideva il mondo dei vivi dal mondo dei morti si facesse più sottile. "Samhain”, però, era anche il Signore della Morte e il Principe delle Tenebre. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge.

Le anime dei morti potevano così riunirsi per una notte ai loro cari; però arrivavano sulla terra anche spiriti maligni. Se questi fossero riusciti a restare al di qua della barriera che separa il loro mondo dal nostro, ci sarebbero stati problemi seri per tutta la comunità. Quindi durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da rape intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.
Inoltre vi era l’usanza di lasciare fuori dagli usci cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi. A ritirare queste offerte per i morti venivano i druidi, cioè i sacerdoti, che, approssimandosi alle abitazioni, chiedevano: “Benedizione o maledizioni?”.

Quando i Romani entrarono in contatto con i Celti e conquistarono gran parte del loro territorio, la festa di Samhain si combinò con due festività latine, quella di Pomona, la dea dei frutti e degli alberi, e quella dei Feralia, la festa dei morti che veniva celebrata in febbraio e che prevedeva l’offerta di spighe di grano, pane, ghirlande di fiori, vino e sale. È probabile che la presenza della mela nella simbologia di Halloween (si pensi alle mele caramellate, uno dei dolci preferiti dai bambini) risalga proprio a questo periodo.

La diffusione del Cristianesimo delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani. In questa direzione la Chiesa tentò di assorbire la festa dello Samhain in quella di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre: infatti questa festa celtica testimoniava, a suo modo, la speranza nell’immortalità delle anime, uno dei capisaldi della dottrina cristiana. La festa dello Samhain divenne quindi la festa di Halloween, abbreviazione di all Hallows’ Eve, che significa appunto, vigilia di tutti i Santi. Ma questa festa celtica era talmente radicata che l’aspetto degli spiriti maligni che avrebbero maledetto i vivi se non avessero ricevuto un’offerta, aspetto che la Chiesa cercò di cancellare, rimase comunque nelle tradizioni di questo popolo.

Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia, ancor oggi ricordata con grande partecipazione dagli irlandesi. In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’isola e di tentar fortuna negli Stati Uniti, dove crearono una forte comunità. All’interno di essa vennero mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, tra cui questa festa, anche se con un piccolo cambiamento: non trovando rape per fabbricare le lanterne si iniziò a usare la zucca. L’usanza era talmente affascinante che questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale.

Avete capito, quindi, perché il 31 ottobre festeggiamo Halloween?