GENERAZIONE PROGRESSIVE: I GRANDI CLUB DELLA TOSCANA NON ESISTONO PIU'

Writer: Giacomo Bernardi


Si chiama Generazione Progressive. E' nata negli anni Novanta ed è stata la gallina dalle uova d'oro della musica da club italiana. Toscana Doc, perché i locali più belli d'Europa erano qui. Perché i dj più famosi al mondo erano qui, in questa regione. Un insieme di musica house, techno, trance e dance che risuonava nei templi del divertimento di tutta Italia. Ad unire i protagonisti della progressive non era un genere musicale ben preciso, ma piuttosto la volontà di portare al limite il concetto di divertimento. Una serata in discoteca corrispondeva a un intenso e lungo viaggio mentale con sonorità ricercate e meditative.


Così si affermò ben presto la formula 'mezzanotte-mezzogiorno', dodici ore di festa ininterrotta che diventarono un marchio di fabbrica di club come l'Insomnia delle Melorie di Ponsacco e l'Imperiale di Tirrenia. Per questo la Toscana divenne ben presto un riferimento a livello nazionale di questo tipo di serate. L’Insomnia, chiamata la Discoacropoli d'Italia, grazie alla musica innovativa proposta nelle tre piste: Divine Stage, Patchwork Place e Penelope Privée e le coreografie che fecero parlare tutto il mondo, ideate da colui venne definito "il genio del clubbing italiano" Antonio Velasquez insieme al Principe Maurice, diventò un luogo di culto per giovani di tutta Italia: ogni sabato sera centinaia di pullman partivano da ogni regione e raggiungevano la Discoacropoli, per lasciarla solo il giorno successivo, con il sole alto in cielo. Era la magia delle notti toscane, di cui protagonisti erano i grandi nomi che trasformarono la consolle in un vero e proprio palcoscenico: Mario PiùRicky le Roy e soprattutto la voce inconfondibile di Franchino. Sulla storia dell'Insomnia, chiusa nel 2004, sono stati anche creati due importanti documentari; “Ho sofferto d’insomnia” di Tommaso Cavallini e Andrea Giovannini e “Mezzanottemezzogiorno” di Andrea Bertini, a ribadire come il club di Ponsacco abbia veramente segnato un'epoca. Ne sono conferma i mega eventi che ancora oggi radunano migliaia di persone. La discoteca Imperiale di Tirrenia, invece, si affacciava sul mare ed era considerato il luogo dello sballo totale. Fiumane di giovani giungevano nel fine settimana da tutta Italia per vivere quell'atmosfera inconfondibile. Poi gli eccessi. La droga, gli spacciatori e la conseguente, obbligata, chiusura. Oggi l'Imperiale ha cambiato pelle, è una enorme e triste sala giochi che ospita slot machine e roulette.

Seguirono poi aperture in serie di nuovi locali, veri e propri palazzi del divertimento sorti nel nulla, nei pressi dei caselli autostradali più isolati, tutti dello stesso genere. Erano il Jaiss di Empoli, con Roberto Francesconi, Gabry Fasano e Paolo Kighine, il Torquemada all' Happyland di Campi Bisenzio, il Gallè di Lucca, il Duplè di Aulla e il Kama Kama di Camaiore, discoteca un po' diversa, più "stilosa" e che raggiunse fama nazionale.

Interno discoteca Jaiss (1996)

Interno discoteca Jaiss (1996)

Il "Kama" era innovazione assoluta, un mondo a sé stante, una realtà parallela in cui la libertà regnava sovrana. I Dj storici del locale, Stefano D'Andrea e Mario Scalambrin, riempivano la pista fino all'alba e i cori, diventati un must del Kama, erano incessanti. "Kama Kama - Kama Kama - eh oh - eh oh!!!". Negli anni '00 il Kama è rimasto aperto a stagioni alternate, fino al terribile incendio dell'ottobre 2012 che lo ha distrutto inesorabilmente.

Un altro locale, che in pochi ricordano, ma che fu un vero e proprio pioniere del genere fu il Cicala di Marina di Pietrasanta, sinonimo di tendenza, avanguardia musicale e trasgressione per tutti gli anni ‘90. Un piccolo grande club d'avanguardia nello stile, nei suoni proposti e nel concetto di discoteca che tracciò una vera e propria nuova linea. Nacque nel 1989 ed ebbe una breve ma intensa attività grazie alla ricerca musicale di Maurizio Tognarelli e Fulvio Perniola e alla fusione tra arte e mondo della notte. Un vero spazio open dove il ballo non era imposizione, ma scelta, o, come citava un famoso cartellone pubblicitario alla vicina fermata dell'autobus: "La Cicala, musica per ballare, musica da ascoltare!".

Una tipologia di divertimento che oggi non esiste più. Il divertimento raggiunto con ogni mezzo, esasperato. Un periodo che ha segnato la vita di molti. Per alcuni, purtroppo, in maniera negativa e irreversibile. Ma la magia di quelle discoteche riecheggia, eternamente, nella mente di molti, dei protagonisti di quegli anni, della generazione Progressive.

LEGGI ANCHE: QUELLO CHE RESTA DELLE DISCOTECHE ANNI '90.