La cultura ci rende liberi, grande successo per i Dialoghi sull'uomo

Writer: Laura Maccioni

Foto: Laura Pietra


Strepitoso successo della nona edizione dei Dialoghi sull’uomo di Pistoia. Il tema di quest'anno "Rompere le regole: creatività e cambiamento.", ha dato la possibilità di far riflettere sulle dinamiche evolutive di questa nostra civiltà tecnologica, intimorita dalla paura dell'altro e desiderosa di vie di fuga.

Perchè è importante essere creativi? Cos'è la creatività? 

Sigmund Freud direbbe "La creatività è un tenativo di risolvere un conflitto generato da pulsioni istintive biologiche non scaricate, perciò i desideri insoddisfatti sono la forza motrice della fantasia ed alimentano i sogni notturni e quelli a occhi aperti. " 

Un tentativo di appagare i nostri desideri, quella spinta ad agire verso l'indefinito, un sogno, un' idea ancora da concretizzare. È, essenzialemente, quella linea sottile tra il fare e il fare ciò che desideriamo realizzare del nostro tempo. Eistein direbbe "la creatività non è altro che un'intelligenza che si diverte." Geniale! Dare al potere del riso il compimento delle azioni secondo una precisa prospettiva: quella di vivere; quella di vivere meglio. 

Siamo in un'epoca dove l’essere umano è profondamente condizionato dall’ambiente in cui vive; è arrivato il momento di aprire la mente a nuove frontiere e di rimettere in moto il pensiero del cambiamento, per quello stesso istinto di sopravvivenza che spinse l'Uomo di Neanderthal a migrare dall'Europa occidentale al Medio Oriente.

Adriano Favole, vice direttore per la Ricerca presso il Dipartimento di Culture, antropologo di Cuneo, ha parlato ben due volte del suo libro e della sua concezione di "Vie di fuga". Deviare, uscire dalla conchiglia fatiscosamente costruita attorno a noi, è un desiderio implacabile dell'uomo, talvolta ingestibile. Sin dagli albori l'uomo ha utilizzato viaggi, pellegrinaggi, migrazioni, ma anche inconsciamente l'arte, la letteratura, i sogni, per un unico scopo: cambiare. 

Il cambiamento genera nell'uomo un apparente senso di sconforto, quasi come se cambiare significasse distruggere. Rompere le regole, uscire dagli schemi invece è un tentativo di dare una svolta alla nostra esistenza..

"Siamo esseri incompleti e interdipendenti, proiettati verso il futuro, anche se spesso le strutture di potere ci inducono a credere di essere prigionieri di cristalli di identità formati nel passato." - dice Favole- "Ma l’essere umano è “eccentrico”. È capace e spesso ama vivere “fuori di sé”: si guarda vivere."

Nicola Gardini, acuto studioso del lessico latino e greco, nel secondo giorno dei Dialoghi sull'uomo, parte dal passato per comprendere l'oggi. Ricostruisce un antico viaggio sulla creatività, evidenziando svolte e distinzioni. I suoi cenni provengono da varie parti del sapere: poesia, filosofia, retorica e critica d’arte della classicità. 

"Cos’è il creare? Chi ha il potere di creare? Chi costruisce qualcosa è creatore? Si crea solo quando si mette davanti agli occhi degli altri qualcosa di nuovo? Scoprire è creare?"  

Vi è una netta distinzione concettuale sulla creatività percepita dall'uomo antico e l'uomo moderno. Come il platonismo insegna il vero creatore è colui che pensa la "cosa" non ancora esistente, colui che ne realizza la forma è solo l'operaio che agisce grazie al pensiero già pensato da qualcun'altro. 

Cos'è diventata la creazione in una società prettamente tecnologica? Se prevale la mano, l'oggetto finale, alla mente che lo idealizza, stiamo andando verso il progressivo annullamento di questo aspetto principe? Oscurando l'idea, o lasciarla nelle mani di una macchina, cosa ne sarà del processo creativo?

È Alessandro Baricco, famoso scrittore contemporaneo, ad analizzare il cambiamento, quasi con rammarico, di una società inondata dalla "fiumana del progresso". Ha presentato sette cose da sapere sull'insurezione digitale, un campo in cui vede il guizzo creativio dell'uomo del ventunesimo secolo. È affascinante come abbia ribaltato l''interrogativo che solitamente ci poniamo su tale argomento. Per comprenderne realmente l'orgine dobbiamo individuare quel tipo uomo si è svegliato una mattina, si è guardato allo specchio ed ha deciso: " io ho bisogno di un cellulare, io sento la necessità di ricercare nozioni con più velocità."  

Ma la verà domanda è "chi siamo noi per aver accettato questa filosofia di vita ?"

La tecnologia ci ha resi consapevoli di ciò che ci circonda, ma ci ha resi schiavi di un sistema che sta stretto alla natura umana. Viviamo in un mondo accellerato, che prorpio per questo ci fa paura al livello individuale e collettivo; ma come disse Marie Curie: "Nella vita niente deve essere temuto, ma soltato capito. E' tempo di temere un po' di meno e capire di più".

La cultura ci rende liberi, ed è ciò che insegnano principalmente questi Dialoghi. Dobbiamo cercare di ritagliare un piccolo spazio nella nostra esistenza per indagarci su cosa di circonda senza rimanere indifferenti alla terra che abbiamo sotto i piedi. Cosa c'entra la letteratura, l'arte, la poesia o una conferenza sulla creatività durante i primi caldi di maggio? Esse ci aiutano a pensare, ad alimentare la capacità d'espressione e di argomentazione, ci danno la possibilità di comprendere la grande diversà di prospettive che esiste nel mondo. 

Ed in un mondo immaginato da ingegneri americani, un mondo con un progetto intelligente, schematico, con una visione e delle idee, vi è un'incompiutezza di fondo. Perchè? Perchè l'uomo non è una macchina; per natura, è meravigliosamente imperfetto e incompiuto. 

"Alla rivoluzione digitale manca l'intelligenza della donna, l'impronta degli europei e il contributo degli umanisti." - Alessandro Baricco