DEGRADO E ABBANDONO: QUELLO CHE RESTA DELLE DISCOTECHE ANNI '90

Writer: Giacomo Bernardi Photo (discoteca Excalibur): Maggy Bettolla di desertislocis.com


Che fine hanno fatto le le grandi discoteche degli anni '90 che hanno fatto ballare ed emozionare migliaia di giovani ogni sera? Dov'è finito  il popolo della notte? I grandi dj, i vinili, le manopole della consolle, le cubiste e le minigonne delle ragazze che ondeggiavano sulle piste al ritmo di 'What is love'. Dov'è finito tutto questo? Non stiamo parlando di secoli fa. Per tutti gli anni '90, le discoteche sono state il pensiero fisso dei giovani nel  fine settimana. L'occasione per vestirsi bene, ascoltare buona musica e passare una serata speciale in un'atmosfera diversa, quasi magica. Poi qualcosa si è rotto. La magia delle discoteche è finita, il divertimento giovanile by night ha scelto altre strade, altre forme di aggregazione, altre abitudini. Oggi gran parte dei locali che hanno fatto la storia della Toscana non esistono più, sono tristemente chiusi. Cattedrali nel deserto in una terra che, per loro, non è più accogliente. Partiamo quindi con un nostalgico viaggio all'indietro nei templi della musica e dell'amore. Fra luci viola, atmosfere surreali e le note indelebili di Robert Miles, Scatman John e Gigi D'Agostino.

Partiamo dal capoluogo, Firenze, e da quello che per anni, per non dire decenni, è stato il cuore pulsante della vita notturna fiorentina: il Parco delle Cascine. Lì dominavano incontrastati Central Park e Meccanò, club dall'immagine speculare, dancefloor di intrattenimento puro che raccoglievano di tutto. Con quattro piste, sei bar, un ristorante e la pizzeria, il Central è stato il punto di riferimento di un pubblico davvero eterogeneo. Il Mecca, come lo chiamavano da quelle parti, invece, si sviluppava su due piani: una sala principale circondata da troni e poltrone e un privè, al piano superiore, detto La Piccionaia, molto ambito e accessibile a pochi eletti. Nel 2008 un incendio doloso mise la parola fine alla storia del Meccanò, oggi finito al centro di un progetto di riqualificazione che prevede la realizzazione di giardino, vialetti e uno chalet dotato di connessione internet wi-fi, video, servizi igienici. E pensare che al Meccanò il Vasco nazionale venne pure a girare il video di uno dei suoi tormentoni anni ’90: Vivere.

In Versilia, invece, come non citare La Canniccia. L'immenso parco-discoteca all'aperto che richiamava a Marina di Pietrasanta gente da tutta Italia per le sue originalissime serate. Tre piste diverse già negli anni '80. Una novità assoluta all'epoca. Poi musica dance, certo, ma anche latino-americana e il marchio di fabbrica: lo schiuma party. Tutto bene fino ai primi anni 2000, poi solo qualche sussulto e la definitiva chiusura. Uscendo al casello Versilia si può scorgere La Canniccia sulla sinistra, sola e abbandonata. Triste. In attesa che qualcuno di intraprendente e lungimirante la faccia rivivere, come merita.

Spostiamoci in provincia di Pistoia dove, a Montecatini Alto, dominava indiscusso  l'Apogeo.  Lo storico locale dei ragazzi di Pistoia, Montecatini, Prato e Firenze, che toccò il suo apice proprio negli anni '90. Posto sulla cima di una rocca, era raggiungibile anche con la funicolare. Ultima corsa a mezzanotte e vista mozzafiato sulla Valdinievole assicurata. Se quelle mura potessero parlare. In quel periodo, sempre sui colli di Montecatini, per almeno due sere a settimana si alzava il coro "Area Disco Impazzisco". Proveniva proprio dalla discoteca Area, in località Pietre Cavate,  locale all'avanguardia e innovativo in tutti i suoi aspetti. Lì hanno suonato i più importanti dj a livello italiano dell'epoca (Ralf, Alex Neri, Joe T Vannelli). Negli ultimi anni, prima della chiusura, il sabato sera alll'Area è diventato famoso in tutta Italia come ritrovo del mondo gay.

concorde pista spazial

La pista spazial della discoteca Concorde di Chiesina Uzzanese

Non ci allontaniamo di molto e muoviamoci verso Chiesina Uzzanese, dove negli anni '80 e '90 a farla da padrone fino all'alba c'era il  Concorde. Era il locale più grande della Toscana, con 4800 metri quadrati di superficie e una capienza di quasi 4mila persone. Più del numero degli abitanti della stessa Chiesina Uzzanese. Nato nel 1978, ha ospitato ragazzi da tutta Italia per trent'anni, lungo le sue sette piste. E' stato un locale innovativo, dotato di diciotto antenne paraboliche, 69 mila punti luce, 46 casse acustiche e vari impianti video. Innumerevoli gli ospiti celebri. Al Concorde si è visto di tutto. Da Celentano ai primi tronisti e gieffini del venutunesimo secolo. Oggi la discoteca è chiusa e sembra un capannone abbandonato nel cuore del paese. Quella magica atmosfera si è rivissuta in solamente con la serata nostalgica 'Remember Discoteca Concorde', dove i capelli erano bianchi e i movimenti lenti e impacciati.

eko discoteca

L'esterno della discoteca Ekò, o quel che ne rimane (Capannori)

Da ricordare anche il Frumpy di Tirrenia, il regno di Riccardo Cioni, e la Casina Rossa e l'Ekò in lucchesia. Solo a sentire il nome di questi locali, riecheggiano nella mente ricordi, momenti, estati, vite. Merita un discorso a parte l' Excalibur di Marliana, sempre in provincia di Pistoia, inaugurato nel 1993. Una discoteca unica nel suo genere che si sviluppava tra le mura di un castello medievale. Il club fece parlare di sè in tutta Italia per la bellezza assoluta, ma anche per i numerosi vip ospiti che ne erano assidui frequentatori. Una breve vita, che però ha lasciato un solco nella leggenda della vita notturna toscana. Oggi, di questo bellissimo castello, resta una struttura spettrale, abbandonata tra le colline pistoiesi.

Un passo indietro piacevole. Un viaggio nostalgico ai tempi del "Ciao, come stai?", delle canzoni cantate e delle camicie con i colletti grandi dei ragazzi che si avvicinano alle donne in maniera un po' goffa. Senza smartphone nè social network. Oggi il mondo delle discoteche, le poche che resistono, vive invece di tag e hastgag, tavoli con bottiglie enormi, sempre più grandi, e foto postate su Facebook, come a dire "vedete, ci stiamo divertendo". Ebbene sì, quella magia di cui parlavamo è veramente finita.