CINQUE COSE DA NON DIRE A UN COLLOQUIO DI LAVORO

Writer: Giacomo Bernardi


Oggi giorno, in Italia, il lavoro sicuro è per molti giovani solo un miraggio. Una lontana utopia che non fa sconti a nessuno, diplomati, laureati, dottoroni e talenti naturali. Tutti in difficoltà. Tutti in alto mare. E allora, quando capita l'opportunità giusta, bisogna certo farsela sfuggire. Decine, centinaia di curriculum inviati e una sola riposta: convocazione ufficiale a un colloquio conoscitivo per possibile inserimento in azienda. Un'occasione irripetibile, da non perdere. Non si può sbagliare. Ecco allora qualche piccolo consiglio, che non garantirà certo l'assunzione, ma certamente vi assicurerà di non essere scartati a priori.

Cinque cose da non dire a un colloquio di lavoro.

1- "A QUANTO AMMONTA IL MIO STIPENDIO?"- Certo, il fattore economico conta molto in una proposta di lavoro o collaborazione, ma non mostratevi attaccati al denaro. Lasciate che sia il datore di lavoro a parlare di cifre, se è una persona corretta lo farà, non abbiate furia. Assicuratevi di sapere precisamente quali saranno i vostri doveri e le mansioni che vi saranno richieste, ma tralasciate inizialmente l'aspetto economico. Mostratevi entusiasti dell'opportunità, non dello stipendio. Lo stesso discorso vale per i giorni di ferie e gli eventuali premi. Assolutamente vietato parlarne al colloquio. Ci sarà tempo per definire questi dettagli.

2- "NON RIESCO A TROVARE UN LAVORO DA MOLTO TEMPO" - Errore. Mai fare le vittime. Difficilmente troverete un datore di lavoro compassionevole che vi assumerà solo perché siete un giovane in difficoltà, figlio di una nazione in crisi e con un padre disoccupato. Siate sicuri di voi stessi, mostratevi interessati, ma non 'pronti a tutto'. Tiratevela un po', insomma.

3- "NON SOPPORTAVO IL MIO ULTIMO CAPO" - Raccontare esperienze di lavoro precedenti che non hanno avuto risvolti positivi non giocherà a vostro favore. Parlare male dei passati datori di lavoro e colleghi potrebbe danneggiarvi enormemente, perché evidenzierà un lato polemico del vostro carattere. Evitate. Concentratevi piuttosto sugli aspetti positivi e su ciò che avete appreso grazie alle passate esperienze. Ora siete più maturi, spiegate il perché.

4- "MI PIACCIONO I CANI, TIZIANO FERRO E IL TENNIS" - Il vostro datore di lavoro è interessato al contributo che potreste portare all'azienda, non alla vostra vita privata né ad aneddoti che descrivono dettagliatamente la vostra personalità. Evitate, se non vi è esplicitamente richiesto, di dilungarvi in racconti legati alla vostra infanzia e ai vostri interessi. Mantenete sempre una certa professionalità, parlate di lavoro. La vostra personalità avrà tempo per emergere. Non c'è bisogno di dire tutto di voi e subito.

5- "SCUSATE IL RITARDO" - Ecco, se arrivate al colloquio nettamente dopo il datore di lavoro ed esordite con questa frase, mi dispiace, non avete speranze.

Ad un importante colloquio di lavoro, è normale essere incerti sull'esito e sulla propria performance e spesso può capitare di dire qualcosa di assolutamente nocivo senza neanche rendersene conto. Ma cercate di mantenere la tranquillità. Siete lì perché l'azienda ha bisogno di voi, è interessata a voi, avete colpito i dirigenti e adesso non dovete strafare né dimostrare chissà cosa. Sicurezza e testa alta. Ah, un ultimo, fondamentale consiglio. Guardate il vostro interlocutore negli occhi. In bocca al lupo.