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Alberta Ferretti, la signora della moda

Writer: Andrea Spadoni Ph. Luigi e Iango


Alberta Ferretti è sinonimo di stile, femminilità, eleganza, sensualità e glamour. La sua passione per la moda inizia in età giovanissima: nel 1980 fonda l’azienda Aeffe S.p.A. con suo fratello Massimo Ferretti e l’anno seguente debutta ufficialmente sulle passerelle milanesi. La rapida espansione internazionale, coordinata dai quattro showroom di Milano, Parigi, Londra e New York, porta all’apertura di numerose boutique monomarca nelle capitali più importanti dello shopping, della moda e del lusso. Questi traguardi le varranno numerosi riconoscimenti, tra i quali nel 1998 la nomina a Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro, nel 2000 la Laurea ad Honorem in Conservazione di Beni Culturali per il recupero del Castello di Montegridolfo e, nel 2005 il premio alla Carriera e il Premio “The Romantics” consegnatole da Anna Wintour.

Oggi lei è una delle donne più influenti della moda italiana. Quando ripensa agli inizi, ai sogni che aveva da bambina, al negozio di sartoria di sua madre, ai primi impieghi come commessa e buyer, al primo showroom aperto a Milano, cosa si sentirebbe di dire alle tante ragazze che vedono la moda anche come opportunità di lavoro?
Umiltà, passione e ambizione. Un’ambizione positiva, quella di fare cose belle. Sono questi gli importanti valori che mi hanno guidata sin da giovane e che ancora oggi accompagnano la mia carriera. Ho iniziato con il desiderio di creare vestiti che fossero al servizio delle donne. Vestiti che enfatizzassero la bellezza e la femminilità, senza mai mascherare le caratteristiche di chi li indossa. Penso che la dimensione umana nel mio lavoro sia fondamentale. Per questo il consiglio che darei a chi da giovane entra a far parte di questo settore è quello di lavorare con onestà: la moda è un lavoro serio, non vanno inseguiti successi facili perché è solo con l’impegno costante e quotidiano che si raggiungono i risultati più soddisfacenti.

Mamma, imprenditrice a capo di una azienda di oltre 1300 dipendenti, Cavaliere del Lavoro. È anche un esempio di emancipazione del ruolo della donna nella nostra società. Lei cosa pensa in merito a questo tema?
Talvolta sento dire che quello che ho fatto e sto facendo rappresenta un esempio di emancipazione. In realtà non ci ho mai pensato in questo senso, non ho mai vissuto il mio percorso in tal modo. Sin da giovane ho da sempre avuto il desiderio di fare tanto e farlo bene. Mia mamma è stata per me un esempio fondamentale, da lei deriva questa mia impostazione. Lo sono state e lo sono anche le donne concrete della mia terra. Perché è bello sognare in grande, ma è altrettanto importante essere concreti.

Che tipo di donna vuol rappresentare con la sua moda?
Una donna pensante: consapevole che la femminilità e la dolcezza sono forme di potere. Quando ho iniziato questo lavoro, i miei colleghi vestivano le donne da uomo oppure da pantere. Il mio desiderio, invece, è sempre stato quello di valorizzare la femminilità in modo naturale, equilibrato.

Come definisce il suo stile?
Elegante e senza tempo. Uno stile, appunto, più che una moda che segue i trend del momento

Quale pensa sia stato il suo punto di forza che l'ha portata a raggiungere le grandi passerelle di Milano, Parigi e molte altre?
Senza dubbio la mia visione al tempo stesso stilistica e imprenditoriale. Ho da sempre messo in equilibrio l’eleganza dei miei vestiti con la loro funzionalità. Il mio è uno stile preciso, stilisticamente coerente nel tempo, caratterizzato da femminilità ma anche sartorialità.

Secondo lei, l'Italia, con tutte le sue contraddizioni e difficoltà, è un paese ideale per fare moda?
Certamente. L’Italia è l’unico Paese dove la creatività diventa oggetto. L’Italia non è considerato il Paese principale per quanto riguarda lo stile, ma lo è in riferimento alla produzione. Il nostro Paese ha il merito di aver saputo mantenere nel tempo il suo primato nella filiera produttiva, accogliendo in modo positivo e integrando le innovazioni tecnologiche.

Quanto sono importanti eventi come la Montecatini Fashion Week, organizzati in territori decentrati rispetto alla grande città come Milano?
L’Italia intera è mossa dal desiderio di bellezza: nell’arte, nella natura e anche nel vestire. Per cultura e tradizioni, siamo educati a cercare e inseguire il bello. Queste iniziative spontanee, come la Montecatini Fashion Week, sono avvenimenti importanti perché arricchiscono ancora di più questa nostra sensibilità innata.