5 MODI PER CAPIRE SE UNA PERSONA STA MENTENDO

Writer: Carolina Ceccotti


Gli studi che si occupano del modo in cui le persone mentono sono numerosi oggi. Per non parlare delle serie tv, dei mestieri che si specializzano proprio in quell’ambito. Diciamo che “sgamare” un/a bugiardo/a  non è difficile, ormai un po’ tutti siamo esperti del settore e ci accorgiamo se qualcuno non ce la sta raccontando giusta. C’è chi le bugie le sa raccontare e quindi è un po’ più difficile tenergli testa, ma ecco alcuni consigli che permetteranno anche ai meno esperti di non farsi fregare.


5 modi per capire se una persona sta mentendo: 

1 - Scientificamente provato, quando una persona mente si gratta. In faccia, sul collo, la pancia o la gamba, si deve grattare. In quel modo capiamo che qualcosa non va e, con una serie di domande a tranello, avremo presto la conferma che quel “grattino” era una bugia. Se avremo ragione, chi sta di fronte a noi, cederà in breve tempo.

2 - “Gli occhi non mentono mai”. Proprio vero come con gli occhi non si riesca a guardare in faccia un persona quando non si sta dicendo la verità. Infatti la soluzione più facile, per il/la bugiardo/a è guardare altrove. Si guarda in terra, la luna, le farfalle, se poi si fischietta ecco, così è il massimo. E intanto si parla con la persona che si sta accorgendo di tutto questo teatrino. Partaccia tra 3…2…1…!

3 - Agitarsi e fare passetti con le gambe è una delle altre azioni involontarie di chi ce la vuole dare a bere. L’enorme distacco si nota quando l’onesto è tranquillo e in pace con sé stesso, mentre il bugiardo non ne vuole sapere di stare fermo. Ignaro che questa sia una delle mosse più pericolose da adottare durante una discussione seria. Mentre gesticola e saltella, il bugiardo, usa anche parole che sembrano rafforzare il suo discorso, come “onestamente”, “se devo esser sincero”. Al peggio non c’è mai fine.

4 - Il classico “arrampicarsi sugli specchi” non manca mai. Se alla domanda diretta, una qualsiasi, per esempio: “mi ami o no?”, colui o colei che mente parte con un: “ma non è che…”, allora siamo davvero alla frutta. Chi si arrampica e la prende alla larga non è sincero. E non c’è modo dignitoso per farlo, se ti affanni fai già parte del girone dei disonesti e indietro non si torna.

5 - Quella che ti fa addirittura sorridere durante la discussione perché capisci che l’altro/a è in tremenda difficoltà, e tu sei felice di questo, è la risposta alla domanda con la stessa domanda. Scusate il gioco di parole, adesso capirete meglio di cosa si tratta. A: “Dove sei stato stasera?”. Classica domanda botta e risposta, ma attenzione. B: “Dove sono stato stasera?” magari seguito da un colpetto di tosse. Più palese di così non c’è. Quando si ripete la domanda si sta solo cercando tempo per trovare una scusa plausibile. Coppie: una domanda come questa però è lecita, quindi fatevi furbi, preparatevela prima la risposta, no?!

Cari lettori di Must, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Fare un buon uso di queste dritte può esservi d’aiuto per costruire rapporti più sinceri. Perché di persone oneste intorno a noi ne abbiamo sempre meno. Se chi legge invece è il più classico dei bugiardi, beh, "stai in guardia, perché siamo tutti un po' mentalisti!"