Caterina Sismondi, una donna alla guida di confindustria Firenze

Writer: Chiara Marconi François


Caterina Sismondi, donna brillante alla guida dei giovani imprenditori di Confindustria Firenze, è una ragazza che, grazie alle sue innate doti di pacatezza e spirito di aggregazione, è riuscita a tenere unito il gruppo fiorentino, dando un giusto sprint di ripresa e rinnovamento che era necessario.

Classe ‘83, ricopre per l’impresa di famiglia (Laboratorio Terapeutico M.R), il ruolo di General and Marketing Coordinator, adempiendo brillantemente a questo ruolo fondamentale. Nello specifico cura la realizzazione di tutti i nuovi prodotti, la comunicazione, il marketing e l’immagine aziendale coordinando la gestione logistica.  La sua formazione risale agli anni immediatamente successivi alla laurea alla IULM a Milano e al suo periodo romano in cui ha lavorato per il brand Gucci. Quelli gli anni le hanno permesso di poter aprire le sue prospettive e di valutare l’attento e minuzioso lavoro del suo “capo” di allora, la designer Frida Giannini. Oltre a Gucci la sua esperienza nel settore della moda vanta anche una collaborazione con l’altra grande maison fiorentina, Salvatore Ferragamo.

“Durante il mio percorso ho avuto la fortuna di incontrare spesso persone solide, oneste, competenti con dei valori. Tutti mi hanno trasmesso qualcosa. Ovviamente c’è chi ha lasciato il segno più di altri e molto probabilmente, quasi inevitabilmente, al limite del cliché, in cima alla lista c’è mio padre.”

Pensi che essere donna sia un valore aggiunto in un mondo, spesso tendente al maschile, come quello dell’impresa?
“Siamo nel 2018, ma nonostante questo, essere donna comporta ancora qualche difficoltà, si sente ancora molto parlare di tangibili differenze tra sessi in ambito lavorativo e questo mi infastidisce e, allo stesso tempo, mi rammarica. Nello specifico dell’imprenditoria credo che essere donna possa essere un valore aggiunto data la prevalenza di figure maschili in questo settore: un diverso approccio, un nuovo punto di vista, una progettualità differente sono sempre valori aggiunti". 
Cosa ti ha spinto a proporti per la guida di Confindustria?
“Avere la possibilità di ricoprire un incarico così impegnativo non è stato diretto ed immediato. Con gli altri associati ci siamo confrontati a lungo su quale potesse essere la figura ideale e quando è emerso il mio nome, ho subito pensato fosse un onore, ma  sono sempre stata ben conscia del fatto che sarebbe stato anche un privilegio al quale avrei dovuto far fronte con il massimo delle mie capacità. Ne è riprova il fatto che la definitiva conferma l’ho raggiunta solo dopo essermi confrontata con mio padre, senza il cui supporto, non avrei potuto dedicare al gruppo il tempo e le energie che, assieme a tutta la squadra, stiamo impegnando a sostenere". 
Cos’è per te Confindustria?
"Confindustria è l’associazione degli imprenditori e nel Gruppo Giovani ho trovato un luogo di conforto e di crescita. È un luogo dove le imprese e gli imprenditori condividono ideali e valori comuni".
Dove vuoi guidare i giovani di Firenze?
"Come capitano del vascello, insieme al mio equipaggio sto ancora tracciando la rotta, ma la mèta è molto chiara: un gruppo unito, legato da un forte senso di appartenenza, portando avanti la cultura d’ impresa, insieme alle istanze di rinnovamento”.
Qual è la tua filosofia di fare impresa?
Fare impresa ha tante declinazioni, ma per me più di tutte è svolgere bene e onestamente il proprio lavoro, garantendo le migliori condizioni a chi lavora insieme a te. Ma vuol dire anche offrire un luogo sicuro in cui poter lavorare, con la certezza della durata del tempo, rispettando norme e leggi. Vuol dire innovare ed investire, facendo così crescere sia l’azienda, sia il territorio dov’è essa di sviluppa. Ma tutto ciò significa soprattutto essere molto coraggiosi”.
In quale startup investiresti?
"Rim Chaim. È la startup che ha vinto la tappa di Firenze del G.I. Startup Contest e devo dire che ha lasciato tutti a bocca aperta. Un prodotto brevettato a livello internazionale che prevede l’installazione e la conseguente rimozione di catene da neve su camion ed autoarticolati, in una veloce e semplice applicazione. Sfruttando una geniale formula di integrazione all’interno del cerchione, un brevetto che ha dato una risposta immediata al problema degli inevitabili ritardi sulle consegne di merci e forniture in zone soggette a forti nevicate. Semplice ma geniale”