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Volti di Prato: Jacq e la sua arte di sottrazione

Writer: Laura Maccioni


"Volti di Prato" è un progetto finalizzato al dettaglio, alle piccole cose, volto a mettere in rilievo ciò che normalmente viene messo in secondo piano. Jacq è la firma di questo concetto, è l'anonimo artista pratese che si cela dietro e dentro i personaggi senza nè occhi , nè naso.

Tutto è iniziato, quasi per scherzo, circa sei anni fa. L'intento di Jacq era quello di creare un semplice volto con un cappello. Senza neanche rendersene conto, mettendo probabilmente tutto se stesso in quella sua prima opera, ha dato vita ad un autoritratto. Inizialmente non aveva intenti o idee precise. Con il tempo, man mano che dava ascolto alle sue sensazioni, è riuscito ad unire insieme i pezzi come in un puzzle, prendendo spunto dagli abitanti della sua amata Prato.

"Dietro gli angoli, in primafila nelle piazze della mia città, in un bar a prendere un semplice caffè, io osservo. Osservo coloro che vivono la loro vita attorno a me. Non cerco l'ispirazione, non deve essere una forzatura, arriva da sè. Per questo non mi sono mai definito un artista. La mia non è semplicemente arte è un bisogno di dire qualcosa, è necessità di buttare fuori quello che ho dentro: una forza, una sensazione, un'emozione".

I volti hanno un nome e un cognome, la differenza sta che si rivelano a Jacq sotto altre forme. Quest'arte, apparentemente incompiuta, ha la capacità di lasciare la porta aperta alle numerose interpretazioni. Ognuno di noi ha un modo diverso di descrivere i personaggi; Jacq, lavora per sottrazione: identifica le persone tramite la sintesi, rendendo tutto minimale, lasciando però lo spazio necessario all'immaginazione di chi osserva.

Non avendo connotati precisi, un volto può indurre una persona a riconoscere un amico o un partente piuttosto che un'altro, generenado il "fattore somiglianza". Spesso si creano legami non voluti dall'autore tra la propria opera e le persone che si ritrovano in essa, sottolineando così la vera forza di questo progetto : il coinvolgimento diretto delle persone, il tentativo di andare oltre la tela.

Dell'artista e delle sue tecniche sappiamo ben poco, preferisce che siano i suoi personaggi a parlare per lui. L'anonimato ha permesso a Jacq di dar maggior valore ai suoi ritratti. Quello che conta, non è come è stato fatto tecnicamente il dipinto o l'autore di esso, ma il messaggio che lui stesso porta avanti, l'emozioni scaturite, i soggetti in questione, gli abitanti della città. Non è comunque così facile mantenersi nell'ombra in una piccola città come Prato, dove tutti si conoscono e il "chiacchericcio" è pane quotidiano

L'anonimato è, essenzialmente, il tentativo d'esser giudicati senza pregiudizi per ciò che si fa , non per chi si è o per chi conosciamo. Quella di Jacq è arte pura, semplice, diretta e immediata.

Oggi attraverso la grande potenza dei social network, questo artista emergente è riuscito a farsi un nome ed avere un successo inaspettato con eventi culturali e mostre. Instagram ha rappresentano per lui, come per molti, una grande opportunità: partendo da zero e con un investimento minimo è riuscito a raggiungere migliaia di persone, in tutto il mondo, regalando quotidianamente un piccolo assaggio della sua idea, a portata di schermo.

L’idea degli stickers, come ci ha raccontato lui stesso nell'intervista, è nata dal tentativo di raggiungere concretamente i suoi compaesani adottando vie non convenzionali. Addobbando Prato con i suoi volti "in miniatura", oltre a colorare i vicoli della sua quotidianità, tenta di far parte di quel sentore artistico che negli ultimi anni sta rianimando tutta la città.