"RENZI? UN TRADITORE DA FUCILARE", LA METAFORA DEL GIORNALISTA LUCCHESE SCATENA UNA BUFERA

Writer: Giacomo Bernardi


E' finito nell'occhio del ciclone Aldo Grandi, noto giornalista lucchese, direttore della testata online La Gazzetta di Lucca. "Renzi? Un ex boy-scout traditore da mettere al muro e fucilare nella schiena". Queste le sue parole in un articolo in cui ha criticato duramente anche il sindaco Pd di Capannori, in provincia di Lucca. Una frase diretta, metaforica, certo, ma talmente schietta da scatenare una vera e propria bufera, tanto che la notizia è finita su tutti i maggiori quotidiani nazionali. Immediate le reazioni degli esponenti del Pd. Ha dato il via alle danze Dario Parrini, deputato e segretario dem della Toscana, che in un comunicato ufficiale ha manifestato tutto il suo sdegno per le parole del giornalista lucchese. "Un'affermazione delirante, una minaccia di evidente stampo fascista. Ci riserviamo, nei prossimi giorni, di denunciare civilmente e penalmente il giornalista, non nuovo a tali espressioni violente". Si unisce a Parrini anche il senatore del Pd Andrea Marcucci, che ha definito la frase di Grandi "un reato, odio allo stato puro". La reazione più dura, però, è arrivata da Enrico Rossi, governatore toscano, che sulla sua pagina Facebook ha sparato a zero sul giornalista lucchese. "Il giornalista fascistissimo Aldo Grandi, evidentemente influenzato dalla recente adunata neofascista di Chianciano Terme (il riferimento è alla festa nazionale di CasaPound, ndr), incita all’odio verso Matteo Renzi e sogna rivincite su Piazzale Loreto. Noi democratici – prosegue Rossi – chiediamo semplicemente che siano fatte valere nei suoi confronti le leggi dello Stato democratico".

E la risposta di Grandi non si è certo fatta attendere:"Ogni volta che qualcuno afferma qualcosa che non è di gradimento al Pd e alla sua pretesa volontà di egemonizzare cultura e politica di questo Paese, si ricorre all’appellativo di fascista". Grandi ha inoltre spiegato come la sua frase, "ovviamente metaforica, vada riservata a coloro che, nei confronti del proprio Paese, si comportano da ‘traditori'". E ancora ha ironizzato sul suo profilo Facebook:"Che pubblicità. E tutta gratuita. Per avere scritto che Renzi è un traditore e che ai traditori, anche oggi, sia pure simbolicamente, andrebbe assegnata la fucilazione alla schiena, siamo finiti su tutte le principali testate nazionali. Ovviamente il Pd ci ha dato del fascista anche se non comprendiamo cosa ciò abbia a che fare con la frase e le critiche contenute nell'articolo in oggetto".

Il tradimento in questione, entrando nel merito della polemica, consiste nel "far entrare impunemente nel paese centinaia di migliaia di immigrati provenienti da culture, religioni, usi, costumi lontani anni luce dai nostri . Un vero e proprio tradimento di quelle che sono le nostre origini e soprattutto una violazione di quella che è la nostra identità collettiva e nazionale". La posizione del direttore de La Gazzetta di Lucca sulle questioni relative all'integrazione è sempre stata ben delineata e Grandi, anche in questo caso, dalla difesa è passato all'attacco. "Se Matteo Renzi e il Pd ritengono di sentirsi offesi per questa chiamata in causa sono pronto ad affrontarli, metaforicamente, in dibattito, se preferiscono in ‘duelli’, in qualunque momento vorranno".