Quando il tuo vicino di casa è una gru: "È il nostro incubo"

Da dodici anni vivono con una gru praticamente in casa. Una storia da “vicini da incubo” in cui i vicini non sono le persone, ma un cantiere aperto e mai chiuso. Il “panorama” che si presenta ogni mattina a questa famiglia appena aprono la finestra di casa è, appunto, una palazzina di appartamenti ancora in costruzione e una enorme gru, con il braccio che volteggia sopra il loro tetto. 

Ci troviamo nella prima periferia di Pistoia, non lontano dalla Fortezza di Santa Barbara e a raccontarci questo scenario, in un misto tra rabbia e rassegnazione sono una coppia di neo nonni (aspettavano la  bella notizia dalla figlia il giorno in cui ci hanno rilasciato l’intervista), Marzio e Lorella Bargiacchi.

La vicenda ha dell’incredibile che nasce e si consuma nelle maglie della burocrazia. Il risultato è che, tra le mura di casa dove dovremmo rifugiarsi per sentirci al sicuro, vivere la quotidianità, questa famiglia non si sente più tranquilla. Anzi, tutti i giorni, specie quando si alza il vento o quando è brutto tempo, temono per la loro incolumità. In questa casa, anche i gesti più banali come stendere i panni, cenare in terrazza, guardare la tv, diventano impossibili. 

Marzio e Lorella Bargiacchi vivono così dall’ estate 2007, quando iniziarono i lavori per la costruzione della palazzina che si trova proprio a fianco della loro abitazione. Tutto apparentemente normale fino 2009, ma da quel momento fino ad oggi di questo cantiere restano solo le quattro mura di cemento armato e una gru che penzola sulle loro teste. 

Oggi tutto questo è il loro incubo costante: di giorno impedisce loro il regolare svolgimento delle operazioni domestiche e di notte turba il riposo e la quiete. A seconda di come gira il vento infatti Marzio e Lorella sanno se potranno guardare tranquillamente la tv dal loro divano, se potranno stendere i panni nell'aia di casa o se potranno dormire durante la notte senza aver paura. O se dovranno restare chiusi in casa ad aspettare che smetta.

Come spesso accade, anche in questo caso, è la burocrazia ad avere il monopolio della situazione. Il rinnovo e la permanenza dell’efficacia dei permessi per costruire e l'affermazione dello stato di sicurezza della gru impediscono infatti qualsiasi tipo di obbligo di rimozione del mezzo. 

Ma intanto il braccio continua a girare sulle teste dei residenti di via Bartolina e di altri che vivono nei paraggi. Tutti insieme, oggi, chiedono aiuto all'amministrazione comunale, procedendo con un esposto alla procura della repubblica.

Nessuno, ad oggi, però sembra essere in grado di poter risolvere la situazione. E in casa Bargiacchi, la notte, non si dorme.

Cecilia Mori