MILANO 25: IL TAXI DI ZIA CATERINA CHE A FIRENZE PORTA IN GIRO I BIMBI MALATI

Writer: Laura Maccioni


Viaggia per il centro fiorentino e dintorni, con lo stupore dei turisti e dei clienti ordinari che spesso non capiscono su cosa stiano viaggiando e altre volte ,invece, preferiscono non salire, quasi intimoriti da tutta quella energia positiva. Caterina Bellandi, 52 anni, era un'impiegata d'ufficio, una moglie felice, una donna da una vita ordinaria, comune. Nell'agosto del 2001 un tumore ai polmoni le porta via l'amato marito Stefano, tassista, che sul punto di morire le dice quattro semplici parole: “sarai tu Milano 25”. Lascia il posto di lavoro a Prato, per mettersi alla guida del taxi ed in poco tempo, oltre ad essere una normale auto in servizio pubblico, diviene un vera e propria generatrice di felicità. Colpita da una storia simile alla sua, ma vista con gli occhi di un bambino, decise di spegnere il tassametro per accompagnare gratuitamente i bambini malati di tumore all’ospedale pediatrico Meyer e in giro per la città. I passeggeri sono “Super eroi” , viaggiano ovunque l'immaginazione riesca a portarli. Prendono una nave di pirati in esplorazione dei mari del nord, una navicella spaziale in viaggio sulla luna un areo diretto verso isole esotiche. Ad ognuno di loro chiede di disegnarsi come se avessero dei poteri, per poi abbellire il taxi con i ritratti, diventando così una straordinaria galleria di spensieratezza.

«Sto riscoprendo la vita grazie alla morte» ha detto Zia Caterina in una recente intervista «e poiché ho conosciuto la sofferenza so che ci possono essere delle vie d’uscita, che possono passare anche dal gioco, da un cappello colorato, da un maialino di gomma che suona e dalle bolle di sapone: è il piacere dell’emozione, è la forza della relazione». Oltre ad onorare la promessa fatta al suo compagno, Caterina ama il suo lavoro, le permette di far parte di qualcosa di più grande di lei, di entrare in contatto con le persone, ascoltare i loro problemi, le preoccupazioni, comprendere dolori e l'amaro che lasciano i ricordi; nonostante questo, cerca con tutta la sua folle e coinvolgente personalità, di lasciare un segno in ogni passeggero ed in tutti noi. È bastato poco perchè si trasformasse in una vera e propria icona.

Nel novembre del 2007 in Palazzo Vecchio, l'assessore Eugenio Giani nomina Zia Caterina come “ambasciatrice di solidarietà” per la città di Firenze. Nel 2012 diventa cittadina onoraria di Monte San Giusto nel Marche , famoso per il festival internazionale di Clown&Clown. Tirandosi su le maniche, con forza e determinazione è riuscita ad arrivare oltre la Toscana, non solo, anche in tutta Europa, persino oltre Oceano tanto da finire inaspettatamente sul New York Times: “Therapy for Youg Cancer Patients in Italy”, ovvero, “terapia del taxi per i giovani pazienti ammalati di cancro in Italia”, così recitava la famosa testata americana. Sotto i riflettori di tutto il mondo, la sua storia è divenuta virale rendendola partecipe di innumerevoli iniziative sia di raccolta fondi ,sia di giornate all'insegna della gioia per l'anima. “Milano 25 “ è divenuta un'associazione senza fini di lucro (Onlus) ed in pochi mesi ha raggiunto i cuori di coloro che hanno riscoperto la vita dopo il dolore, o che ritrovano se stessi in un gesto di solidarietà.

Molto spesso facciamo l'errore di giudicare da fuori comportamenti, azioni, modi di essere e di vestire, senza indagare sul perché, sulla vera motivazione di simili atteggiamenti. Caterina non giudica: incontra, conosce e cerca di capire. Il messaggio da lei predicato è chiaro, ma non tutti riescono a comprenderne i veri benefici. I suoi gesti posso sembrare fini a se stessi, insignificanti. Una donna colorata, agghindata di fiori e palloncini non può certo curare la malattia di un bambino di sei anni, ma come direbbe Maria Teresa di Calcutta, “non sapremo mai quanto possa far bene un sorriso”.