LA NUOVA VITA DEL MIRÒ, IL BAR DI PIOMBINO CONFISCATO ALLA MAFIA

PIOMBINO (LI)

Nel marzo scorso era stato sequestrato con un blitz della Guardia di Finanza, nell'ambito di un'operazione in cui sono stati confiscati beni mobili e immobili riferibili ad un boss della mafia arrestato nel gennaio 2015. Un gesto forte che aveva scosso la città di Piombino, mettendo la parola fine ad una delle attività più frequentate del centro. Oggi, dopo pochi mesi di serrande abbassate e luci spente, il locale è tornato a nuova vita grazie ad un progetto coraggioso e all'intraprendenza di 4 giovani.

È questa la favola al lieto fine del Bar Mirò, attività-simbolo che prova a rinascere per dimostrare che l'antimafia da repressione può e deve trasformarsi in opportunità. Il bar è stato sottoposto ad amministrazione giudiziaria e oggi c'è una nuova gestione affidata dall'Agenzia Nazionale per i beni confiscati. Il progetto si chiama #RestartAntimafia e serve a dare un’opportunità prima di tutto a quei dipendenti che, estranei totalmente alle vicende che hanno portato al sequestro, rischiavano di restare senza lavoro. L'attività è ripartita e il lavoro dei 4 ragazzi è costantemente seguito da una sorta di curatore fallimentare che si occupa di controllare i conti.

E nella giornata di ieri, lunedì 29 agosto, i ragazzi del bar hanno ricevuto la piacevole visita del presidente della Toscana Enrico Rossi, che sulla sua pagina fb ha commentato così l'incontro con i giovani “Esperienze come questa, di imprenditoria pulita e libera dalle mafie, sono una ricchezza da valorizzare e sono sicuro che la città di Piombino farà la sua parte. Noi in Regione Toscana faremo altrettanto”.