"L' ISOLA SONO IO", IL REALITY CHE TI INSEGNA AD ABBATTERE LE BARRIERE

FIRENZE

L’idea è nata da una necessità. Dalla volontà di mettere sempre più a conoscenza la vita dei disabili, le loro esigenze, la loro capacità di convivere con gli altri. Da qui e dall’esperienza avuta con il fratello Andrea, nel 2014, Viola Mura, fiorentina di 38 anni, ha dato vita a un rivoluzionario reality televisivo “L’isola sono io”. Una esperienza fuori dal comune alle Canarie, precisamente a Tenerife, dove la vita dei concorrenti, si mischia a quella di quattro disabili, anche loro in gioco.

“Sono molti anni che mi impegno per abbattere sempre di più le barriere architettoniche. Ho un fratello disabile e, insieme, nel 2005, abbiamo dato vita a una associazione che aiuta i portatori di handicap, che si chiama Costellazione. Nel 2014 ci è venuta l’idea del reality televisivo. Grazie alla collaborazione di Top Medias Production, siamo riusciti a realizzarlo”.

Tra l’altro “L’isola sono io” ha riscosso anche un importante successo.

“Sì, siamo molto contenti. Siamo arrivati alla quarta edizione e abbiamo raccolto importanti risultati, sia in termini di pubblico, sia in termini di ciò che siamo riusciti a trasmettere sia ai nostri concorrenti, sia alle persone disabili che ci hanno seguito e ci seguono. Andiamo in onda su un circuito televisivo nazionale e siamo sempre in crescita”.

Qual è la filosofia del format?

“Oltre all’esperienza a Tenerife e quindi al viaggio in una località turistica europea, c’è l’esperienza umana. Scegliamo otto concorrenti, di cui quattro disabili. Vivono tutti insieme nella stessa casa e quindi tra loro si crea un continuo scambio, confronto sulla vita, ma anche di esigenze più immediate. Vogliamo far conoscere il mondo dei disabili, ma soprattutto che si impari a capirli, aiutarli anche nelle semplici azioni che si devono fare normalmente nella vita di tutti i giorni. Il messaggio che vogliamo che arrivi è: la disabilità è negli occhi di chi guarda”.

Suo fratello ti aiuta nel progetto?

“L’idea e il format li abbiamo pensati e studiati assieme. Lui fa un altro lavoro: è direttore d’orchestra. Il suo esempio mi ha sempre fatto pensare che le barriere di ogni genere di questa società si possono abbattere: è cresciuto, ha inseguito i suoi sogni, si è sposato, ha preso la patente. Per me è un esempio”.

 Grazie all’ “Isola sono io” sono nati rapporti di amicizia? Ci sono state esperienze formative?

“Non solo amicizie. Alcuni ragazzi disabili si sono innamorati e sono nate belle storie d’amore. Tutti gli ex concorrenti delle passate edizioni sono rimasti in contatto, anche con noi. Tutti dichiarano di aver vissuto una esperienza molto importante e unica”. 

Oltre a vivere a Tenerife, insieme in una casa per dieci giorni, cosa devono fare i concorrenti?

 “Superare prove, giochi, sfide. Si fanno prove di cucina, climbing, corsa e tantissime altre competizioni. E’ davvero una esperienze completa. Provare per credere”.

 Quando inizierà la prossima edizione?

“In estate, ad agosto. Ora stiamo facendo i casting per scegliere i concorrenti. Si sono presentati già in molti, questo è un segno che fino a oggi abbiamo lavorato bene”.

 Per tutte le info e per partecipare ai casting: lisolasonoio.it