GLI STADI IN TOSCANA HANNO SETTANT'ANNI. UN VIAGGIO TRA DEGRADO E PROMESSE MANCATE

Writer: Giacomo Bernardi


Una recente inchiesta del Corriere Fiorentino ha evidenziato la tragica situazione degli stadi toscani. La nostra regione, insieme alla Lombardia, è quella che può vantare più club tra i professionisti, ma le strutture che ospitano le nostre squadre non sono all'altezza della grande tradizione calcistica toscana. Negli stadi toscani regna il degrado, quasi tutti sono stati costruiti in epoca fascista e l'età media delle costruzioni supera i 70 anni. Una situazione paradossale e difficilmente recuperabile, anche perché è molto probabile che la Regione nel prossimo bilancio azzeri tutti i contributi per gli impianti sportivi. Analizziamo caso per caso lo stato attuale dei principali impianti sportivi.

A Firenze, il decrepito Artemio Franchi, costruito nel 1931, subisce continui interventi al fine di renderlo moderno e funzionale. Un netto ritocco fu dato in occasione dei Mondiali 1990, ma a distanza di 26 anni, i problemi sono ancora molti. Fin dal loro avvento in società, i fratelli Della Valle parlano di 'stadio nuovo', il progetto effettivamente c'è, ma di fatti concreti al momento ce ne sono stati ben pochi. Vedremo. Spostiamoci di qualche km, ma restiamo nella massima serie. A Empoli, il Castellani fu costruito nel 1965, quando la piazza ancora non poteva immaginare il futuro approdo in Serie A, infatti alla struttura sono stati aggiunti numerosi prefabbricati per avere una capienza accettabile. E' stato inoltre presentato un progetto dal presidente Corsi per avvicinare le curve al campo, ricavando anche lo spazio per attività commerciali che co-finanzieranno l'opera. Tutto è ancora in attesa di approvazione. Alla mitica Arena Garibaldi di Pisa, invece, sono invece cominciati i lavori per adeguare lo stadio agli standard richiesti dalla Lega B, dove la squadra della torre pendente è tornata dopo 7 anni. Un progetto, obbligato, che costerà al club circa 600mila euro. Scendiamo di categoria e approdiamo a Lucca, dove lo stadio Porta Elisa fu costruito nel lontano 1935. Più volte la società rossonera e il Comune hanno paventato l'idea di ricostruire la vecchia struttura da zero, lasciando intatta la tribuna coperta, sottoposta al vincolo della Soprintendenza, ma il progetto non si è mai concretizzato. E' stato però risolto il problema dell'illuminazione, che per anni ha creato disagi nelle partite notturne dei rossoneri. Altro discorso per Siena, dove i tifosi sognano da anni il 'trasloco'. Nell’epoca d’oro del Monte dei Paschi, nacque il mega progetto di trasloco ad Ampugnano, zona aeroporto, dove sarebbe dovuto sorgere assieme al nuovo stadio, anche un palazzetto del basket. Il fallimento del club ha poi bruscamente infranto i sogni dei tifosi e i bianconeri giocano ancora nel malconcio Franchi. Al Melani di Pistoia, invece, la situazione è stata recuperata in extremis, con interventi di manutenzione che hanno permesso di rinnovare l'agibilità, scaduta inesorabilmente il 30 giugno. L'unica nota positiva del contesto stadi in Toscana è il Mannucci di Pontedera, ristrutturato totalmente nel 2012 e dotato di uno splendido manto sintetico, di cui la società granata, in primis il DG Paolo Giovannini, va orgogliosa:"E' piccolo, ma funzionale, il nostro gioiellino".