È MORTA LA FONDATRICE DI INCABA, IL REGNO DEI GIOCATTOLI DI CAMAIORE

Dopo la dolorosa perdita del papà, deceduto anni fa, Incaba, lo storico negozio di giocattoli sulla via Provinciale a Camaiore, dice addio anche alla mamma. Si è infatti spenta all'età di 85 anni, nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 ottobre, Adriana Lucarini, fondatrice assieme al marito Raffaello Paoli del celebre store di balocchi. Assieme a lui aveva iniziato, negli anni cinquanta, il percorso imprenditoriale verso la nascita di un grande brand toscano per cui aveva lavorato con passione e dedizione fino al 2015, anno del subentro della Giochi Preziosi. Si chiude dunque ufficialmente un'era per un' attività che è stata e continua ad essere un luogo magico per tutti i bambini della Versilia e della Toscana, diventata anche un punto di riferimento anche per il sostegno e la sponsorizzazione di manifestazioni sul territorio versiliese, come ad esempio i rioni del Carnevale di Viareggio.

La storia di Incaba parte nel 1955 quando Raffaello ed Adriana, entrambi appassionati di giocattoli, decisero di aprire una piccola fabbrica di bambole e animali fatti in peluches. Dopo trent'anni l'esperienza accumulata convince Raffaello a Adriana ad investire in un grande immobile sulla via Provinciale a Camaiore per aprire uno negozio di giochi. Nel 1987 apre Incaba (il cui nome nasce appunto da industria camaiorese dei balocchi): 4.000 metri quadrati di superficie espositiva, un parcheggio da più di 1000 posti auto ed un parco giochi espositivo ad accesso gratuito. Uno splendido, enorme ed incredibilmente stabilimento visitato da mezzo milione di persone all'anno. Le stanze affollate di bambini alla ricerca di bambole e peluche, di macchinine, ruspe e costruzioni, di giochi in scatola e oggetti da collezione, sono stati generazioni la fotografia di un grande successo. Tant'è che metà degli anni 2000, con la gestione passata al figlio Sauro e ai fratelli Sandro ed Andrea, Incaba raddoppia e apre un secondo punto vendita a Lucca.

Un luogo magico e incantato che poteva quindi sembrare immune alla crisi. Purtroppo così non è stato e nel 2013 sono iniziati i problemi. Prima le voci di una possibile possibile chiusura, poi l'altalena di turni di cassa integrazione per i 34 dipendenti (6 a Lucca e 28 a Camaiore), infine i primi licenziamenti: 22 in due anni. L'incubo del fallimento stava per concretizzarsi: poi, alla fine del 2014,  l'ipotesi del cambio di proprietà con l'ingresso della Giochi Preziosi, leader italiano dei balocchi. L'operazione, concretizzatasi a fine 2015, ha di fatto salvato Incaba che ha mantenuto il nome, l'insegna, lo slogan "un mondo di giocattoli" e salvato il posto di lavoro degli ultimi dipendenti.

Nonostante le ultime vicissitudini, le persone continuano ad essere affezionate a questa attività, rimasta nel cuore di adulti e bambini. Lo dimostrano i numerosi recenti post sui social dei genitori che immortalano i propri figli felici di aver acquistato da Incaba il loro giocattolo preferito. (c.a.p.)