DEGRADO E VIOLENZA: IL PINO SUL TETTO CHIUDE DOPO 71 ANNI

VIAREGGIO

Locali e attività costrette a chiudere a causa della crisi, ormai, non fanno neanche più notizia. Quando però oltre alle difficoltà economiche i titolari devono fare i conti con il degrado dell'ambiente circostante e, soprattutto, l'indifferenza dell'amministrazione, allora la questione si fa seria e triste.

L'ultimo eclatante caso arriva da Viareggio, dove il Pino sul Tetto, storico ristorante situato da più di 70 anni nella pineta della città, si è trovato costretto a gettare la spugna. La notizia improvvisa della chiusura, un fulmine a ciel sereno caduto in una calda mattina d'agosto, arriva direttamente dai titolari attraverso un lungo post sulla pagina Facebook dell'attività. Spaccio di droga, un accampamento di nomadi e per ultimo addirittura un omicidio avvenuto a pochi metri di distanza. Per questi motivi la famiglia Barsotti, da 13 anni alla guida del ristorante con annessa pista di pattinaggio nella pineta di Ponente, ha annunciato la cessazione dell'attività a partire da settembre.

Dopo un calvario di 13 anni, circondati dagli zingari dal 2003 al 2006 e dagli spacciatori marocchini dal 2006 a oggi, siamo costretti a gettare la spugna. Ci mancava l'omicidio a 50 metri dal locale - scrivono i titolari riferendosi alla vicenda di un cittadino marocchino trovato accoltellato su una panchina - conferma tragica di ciò che, inascoltati, abbiamo inutilmente denunciato da un decennio con atti regolarmente protocollati. Le amministrazioni hanno ignorato il problema e la nostra resistenza è crollata”. Chiudiamo, ultimi epigoni della famiglia Barsotti dopo 71 anni di amore per quella pineta, un bene unico, che le amministrazioni incapaci e deleterie hanno dilapidato".

Infatti, come specificano i titolari del Pino su Tetto nel post che in poche ore ha fatto migliaia di commenti e centinaia di condivisioni, “La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha stanziato per la sola Pineta di Ponente un milione e mezzo, da utilizzare entro il 2016 per riordino della vegetazione, illuminazione e telecamere. Avete visto qualcosa Voi?” - Si chiedono i titolari del locale - Eppure il presidente Arturo Lattanzi ha dato personali garanzie in merito e c'è da credergli. La pineta – prosegue la denucia - è abbastanza affollata per i primi 500 metri, dalla parte del centro città e sembra un accampamento, dove tutti si sono asserragliati per difendersi dagli indiani-marocchini. Siamo circondati dal buio, da quattro attività sbarrate e da minimo 7-8 pusher”.

È questo l'assurdo epilogo del Pino sul Tetto, attività costretta a chiudere a causa del degrado e della delinquenza che negli ultimi anni hanno caratterizzato la pineta. E pensare che nel 2012 la famiglia Barsotti aveva dato una svolta al suo ristorante puntando sulla formula del risto-park, in pratica un ristorante con parco giochi annesso, proponendo a prezzi concorrenziali un pacchetto che comprendeva l'animazione per bambini, karaoke, l’affitto di pattini per lo skate park e la cena a buffet.

La notizia ha spezzato il cuore di molti viareggini, che proprio attraverso il social più popolare hanno contributo a ricordare con nostalgia gli antichi fasti del Pino sul Tetto: “Locale storico dove con le amichette passavamo i pomeriggi a pattinare. Dove sono nati i primi amore e i primi baci. Stanno distruggendo Viareggio e la nostra storia” scrive un fan. E ancora “Mi dispiace , uno dei posti dove da bimba venivo a pattinare. Quanti ricordi e quanti "ginocchi sbucciati". Capisco però la vostra difficoltà e capisco la situazione, perchè ultimamente era diventato impossibile anche andare a correre in pineta” (C.A.P.)