ADDIO A UMBERTO VERONESI: IL RICORDO COMMOSSO DEI CITTADINI LUCCHESI

Writer: Giacomo Bernardi


"Non ho paura di morire, è un compito biologico di ogni essere vivente, per lasciare spazio a nuove generazioni. Da medico mi appassionano gli studi sulla longevità ma il nostro vero obiettivo deve essere non solo vivere più a lungo, ma godere del tempo guadagnato, in uno stato di salute che consenta una vita attiva del corpo e soprattutto della mente."    

Umberto Veronesi

Sembrava immortale, invincibile. Invece questa mattina, 8 novembre 2016, si è dovuto arrendere anche lui. Il Professor Umberto Veronesi, 90 anni, si è spento nella sua casa, a Milano, dopo un'intera vita dedicata alla medicina e alla ricerca.

Veronesi era molto legato a Lucca e alla Toscana, qui aveva acquistato e restaurato con grande passione la splendida Villa Mammoli, poi venduta nel 2014. Il figlio, Alberto, è l'attuale presidente del Festival Pucciniano e l'intera comunità si stringe adesso attorno alla famiglia. "Umberto Veronesi è stato un grande uomo, uno scienziato e un medico che ha combattuto tutta la vita contro il tumore. Grazie per quello che hai fatto". Questo è il commento di Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura a Palazzo Madama. Il professore lascia la moglie Sultana (Susanna) Razon, medico pediatra ebreo di origini turche, e 7 figli: due femmine e cinque maschi. Ma ciò che lascia a tutti noi è una grande, immensa eredità. Ha speso decenni di ricerche nella lotta contro la bestia più feroce e spietata dei nostri tempi, il cancro, tramite la Fondazione Veronesi, che da anni divulga, previene e mette a conoscenza la popolazione sul tema e con la sua straordinaria abilità di medico, ovvero curando direttamente le persone. L'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), oggi fra i primi centri a livello mondiale, è stato fondato per sua volontà nel 1994, quando terminò il suo incarico come Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale di Tumori, ruolo che ricoprì per ben diciotto anni. "Io non vedrò un mondo senza cancro, ma chi verrà dopo di me sì", amava ripetereMolti i ricordi dei cittadini lucchesi, che lo definiscono "un uomo gentile, generoso e capace di ascoltare". Oggi l'Italia perde una grande persona, un pioniere della ricerca che ha donato consapevolezza e speranza nella battaglia contro un avversario apparentemente invincibile. Da Milano a Lucca, attraversando tutta la penisola, una sola parola oggi unisce tutti quanti:"Grazie".